LE MIE PASSEGGIATE |
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Antelao - Marmarole |
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1) RIFUGIO SCOTTER - RIFUGIO GALASSI |
S ( 540 ) + D / **** / h. 2 ( + H. 1,45' PER IL RITORNO ) |
Passeggiata molto bella che si addentra ai piedi dell' Antelao e mediamente impegnativa sia per la lunghezza , sia per il discreto dislivello da superare ( ma senza alcun tratto esposto o pericoloso ) .
Il primo tratto in salita ( quasi 400 m. di dislivello lungo la pista invernale di discesa da percorrere in circa un'ora), condiderato il resto del cammino da effettuare, può essere evitato usufruendo della comoda seggiovia che parte dalla base della zona sciistica di San Vito di Cadore .
Iniziamo quindi la nostra passeggiata partendo dal Rifugio Scotter-Palatini . |

L' Antelao visto dal Rifugio Scotter-Palatini |
Prendiamo subito sulla destra del Rifugio Scotter il largo e comodo sentiero IIIIIIII228. Il sentiero inizia a salire dolcemente . Dopo aver curvato con un tornante verso sinistra , sulla destra prendiamo la deviazione sentiero IIIIIIII229 che risale circa 270 metri di dislivello in rapidi e stretti zig-zag fino ad incrociare il sentiero IIIIIIII227 che , da sinistra , proviene dal Rifugio San Marco . Al termine della salita abbiamo già camminato per circa h. 1,15' minuti .
Prendiamo verso destra il nuovo sentiero e percorriamo circa 15' minuti di falsopiano pressochè in quota . Quindi con un altro strappo , meno impegnativo del precedente , di circa 180 metri ci porta alla Forcella Piccola a 2.120 metri di altitudine .
Siamo alla base della piramide di roccia dell' Antelao e gli strati di roccia sovrapposti sono ben visibili ; non è difficile trovare anche nella bella stagione grosssi nevai che resistono al caldo estivo . Sulla destra parte il sentiero (traccia - difficile ) che sale in cima passando per il Bivacco Cosi .
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La salita dal Rifugio Scotter verso Forcella Piccola ( Clicca per vedere la deviazione del sentiero IIIIIIII229 ) |
Il Pelmo e San Vito visti da Forcella Piccola |
Proseguiamo dritti e di fronte a noi , in basso , scorgiamo il grosso caseggiato in pietra del Rifugio Galassi . In non più di 15' minuti lo raggiungiamo .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
Variante : per chi volesse allungare un po' la passeggiata al ritorno , al punto in cui si dovrebbe prendere sulla sinistra la deviazione sentiero IIIIIIII229 che scende verso il Rifugio Scotter , si può proseguire dritti per il sentiero IIIIIIII227 e in 40' raggiungere il Rifugio San Marco . Da qui col sentiero IIIIIIII228 si fa ritorno al Rifugio Scotter seguendo a ritroso il percorso descritto nela passeggiata n° 7 ( Sorapiss-Faloria ) . Per effettuare questa deviazione in discesa occorre calcolare quasi un ora di cammino in più . Questa deviazione può essere fatta anche in salita in poco più di un' ora .
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Il Rifugio Galassi visto da Forcella Piccola , prima di iniziare la discesa |
Il Rifugio Galassi e l' Antelao |
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2) VILLAGGIO CORTE - SAN VITO |
S ( 630 ) + D / ***** / h. 4,30' |

L' Antelao visto dall' abitato di San Vito di Cadore
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Passeggiata un po' fuori mano , non molto frequentata , in un paesaggio quasi selvaggio .
Si parte dall' ex-Villaggio ENI di Borca di Cadore , località Corte .
Entriamo con l' auto nel Villaggio e ci dirigiamo verso le villette del gruppo 400 . Risaliamo tutta la strada fino a giungere al termine di questa ; lì parcheggeremo la nostra auto .
Siamo già a quota 1.200 , passiamo il fiume e iniziamo a risalire il bosco lungo il sentiero IIIIIIII232 . |
La salità è costante e dopo circa 250 metri di dislivello ci porta ad incrociare il sentiero IIIIIIII230 che cammina in quota alle falde dell' Antelao . Incrociato il sentiero IIIIIIII230 lo imbocchiamo a sinistra . Il bosco inizia a diradarsi progressivamente e iniziamo la sempre ripida salita che ci porta ai 1830 metri di Forcella Bosco Nuovo . Dal parcheggio dell' auto sono trascorse non più di due ore di cammino .
Superata la forcella il sentiero inizia la ripida discesa lungo il versante franoso dell' Antelao che divide Borca da San Vito . La discesa è ripida e il terreno a tratti è in pietrisco e ghiaia scivolosa . La via è spesso segnalata da omini di pietra . Il posto è selvaggio e isolato e , per questo , non è difficile incontrare gruppi di camosci che restano quasi sorpresi dall' incontro con "umani" .
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Un simpatico incontro nei boschi appena fuori Resinego |
I prati di Resinego. Sullo sfondo la Croda Marcora del Sorapiss |
La ripida discesa è lunga e impegnativa per le gambe e in due ore ci porta alle prime case di Resinego , frazione di San Vito . In un' altra mezz' ora siamo in centro a San Vito pronti per andare a recuperare l' auto al Villaggio di Borca di Cadore .
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L' Antelao con San Vito , Forcella Piccola , Borca e il Bosco Nuovo ( Clicca per vedere l' intero percorso della passeggiata ) |
L' Antelao visto dala Frazione di Resinego , al termine della discesa ( Clicca per vedere il particolare del percorso della discesa ) |
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3) RIFUGIO COSTAPIANA - SAN DIONISIO - RIFUGIO ANTELAO |
A / S ( 354 ) / *** / h. 1,30' ( + h. 1,30' PER IL RITORNO ) |
Altra passeggiata della zona dell'Antelao che per la sua asprezza e profondità delle valli circostanti , non è che offra un ampio numero di escursioni relativamente facili da fare .
Questo bel giro parte dal Rifugio Costapiana raggiungibile in auto , e in periodo di alta stagione solo in navetta, da Valle di Cadore .
Alle spalle del Rifugio imbocchiamo subito il sentiero IIIIIIII251 che in un bel bosco , in salita ma senza grossi strappi , ci porta in un' ora , e in 354 metri di dislivello , alla Chiesetta di San Dionisio sull' omonimo colle . |

Il Rifugio Costapiana |
La bianca Chiesetta è posta su un colle panoramicissimo e la vista spazia su un bel pezzo della valle cadorina con Tai da un lato e Valle di Cadore dall'altro.
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Tai di Cadore vista da Colle San Dionisio |
Non dimentichiamo di far suonare in segno di buon augurio la campana posta sopra all' ingresso della Chiesetta tirando la corda che ci pende davanti
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La Chiesetta di San Dionisio sull' omonimo Colle |
L' ingresso della Chiesetta con la corda della campana che pende sul davanti |
Lasciamo San Dionisio imboccando il sentiero, sempre sentiero IIIIIIII251 , a sinistra . Questo scende lentamente e in 30' minuti ci porta ai bei prati su cui sorge il grazioso Rifugio Antelao .
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In vista del Rifugio Antelao |
Sul terrazzo del Rifugio Antelao |
Per ritornare non imbocchiamo lo stesso sentiero , ma prendiamo il sentiero IIIIIIII250 che sulla sinistra , spalle al Rifugio , ci porta sempre in leggera discesa , fino a Forcella Antracisa . Qui svoltiamo a destra e continuiamo a seguire il sentiero che riprende quota e passando sotto il colle ci riporta alla Chiesetta di San Dionisio . Da qui a ritroso per il sentiero IIIIIIII251 facciamo ritorno al Rifugio Costapiana .
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I prati di fronte al Rifugio Antelao |
Sulla via del ritorno ecco che sulle nostre teste spunta la Chiesetta di San Dionisio |
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4) PRACIADELAN ( BAR PINETA ) - RIFUGIO CAPANNA DEGLI ALPINI - CASCATA DELLE PILE |
S ( 340 ) / ** / h. 1,30' + h. 0,30' PER LA CASCATA ( + h. 1,15' PER IL RITORNO ) |

Camminando nella Valle d' Oten . In fondo la Forcella Piccola |
Passeggiata che si sviluppa lungo la Valle d' Oten , lungo il Torrente Oten che nasce dai ghiacciai dell' Antelao e , passando per Calalzo , si butta nel Lago Centro Cadore meglio conosciuto come Lago di Calalzo .
La passeggiata non è bellissima ma è molto bello il punto di arrivo e le Cascata delle Pile .
Passando per Calalzo raggiungiamo con la nostra auto il Bar-Ristorante "La Pineta" ove finisce la strada asfaltata e abbiamo buone possibilitè di un comodo parcheggio . |
Da qui inizia la carrareccia sentiero IIIIIIII255 che in falsopiano in salita , e alla fine leggiamo che senza accorgecene abbiamo superato 340 metri di dislivello , ci porta in un ora e 30' minuti fino al Rifugio Capanna degli Alpini (o Capanna Alpina) .
Bisogna dire che la strada è sempre sterrata e polverosa ed è aperta al traffico per cui , in periodo di alta stagione , vi è un certo via vai di auto . Non consiglio di raggiungere il Rifugio in auto in quanto in certi tratti vi sono lungo la carrareccia alcuni solchi ben profondi che metterebbero a dura prova le sospensioni di una normale auto .
Il sentiero corre tra una rada vegetazione fino alla spianata finale , verde e in un bel bosco , al termine della quale intravediamo il piccolo e storico Rifugio Capanna degli Alpini .
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La Valle d' Oten vista dall' alto |
Il Rifugio Capanna degli Alpini |
Dal Rifugio , seguendo la segnaletica , in 15' minuti di cammino possiamo raggiungere la Cascata delle Pile . E' un prolungamento della passeggiata che non possiamo perdere per la bellezza della cascata e per la gola in cui ci si avvicina , molto suggestiva . Il sentiero per entrare nella gola scavalca prima il fiume servendosi di un basso ponticello in legno , poi inizia ad addentrarsi avviandosi verso la stretta gola .
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Iniziamo ad addentrarci nella gola |
Il passaggio quasi non si riesce a individuare |
Man mano che ci si addentra la gola diventa sempre più stretta e alta e infine , facendosi strada tra grossi massi , sembra quasi far diventare il passaggio inesistente . Al termine della gola ci troviamo sotto il bel salto d' acqua della Cascata delle Pile .
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Eccoci in vista della cascata |
Il salto d' acqua della Cascata delle Pile |
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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5) VALLE VEDESSANA ( FIENILI STUA ) - RIFUGIO CHIGGIATO - PRACIADELAN |
S ( 770 ) / **** / h. 4,10' |
Escursione alquanto impegnativa per dislivello e per durata , non molto frequentata , ma estremamente suggestiva sia per la bellezza dei luoghi , sia perchè nel corso di una vacanza fatta nel Cadore è stata fatta anche da S.S. Giovanni Paolo II . A ricordo di ciò , lungo il sentiero , è stata eretta una suggestiva cappella nel luogo ove si fermò a pregare .
Si percorre , passando per Calalzo , la strada della passeggiata precedente. Qualche minuto dopo la Chiesa della Madonna del Caravaggio al bivio ove era l' ex Bar Alpino , imbocchiamo la strada di destra che in salita , in un fresco bosco, passando più volte il Rio Vedessana ci porta in località Fienili Stua ( m. 1150 ) , al termine della Val Vedessana, ove parcheggiamo la nostra auto . |

Il primo tratto della passeggiata in un bellissimo bosco di faggi |
Proseguiamo quindi a piedi per la strada , asfaltata ancora per poco , a sinistra all' inizio del piazzale , che inizia subito a salire con ampie curve . Il sentiero , sentiero IIIIIIII261 , è sempre in salita , più o meno ripida , e prosegue in un folto e ombroso bosco di faggi . Dopo 30' minuti di cammino giungiamo in località Fienili Costapiana e dopo altri 40' minuti , in località La Serra , alla Cappella posta a ricordo del passaggio di Papa Wojtyla . La Cappella è piccola e in legno. Ci sono alcune foto , una è quella del Santo Padre . Leggiamo la dicitura incisa sul frontespizio : "Fermati o Passeggero e china il capo per venerar del Ciel LA GRAN REGINA" .
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La Cappella di Papa Giovanni Paolo II |
Due cavalli nei prati di Roccolo |
Continuiamo a salire e davanti a noi la vista inizia ad aprirsi . Si inizia a intravedere il profilo frastagliato delle Marmarole e il verde Pian dei Buoi ai piedi di queste . Il bosco dirada e inizia a trasformarsi in bosco di conifere . Dopo 45' minuti dalla Cappella si apre una bella radura con una rustica malga in legno ; siamo in località Roccolo e non è difficile trovare al pascolo cavalli e mucche .
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Un branco numeroso di cavalli prima di iniziare l'ultima salita per Col Negro |
Superiamo la verde spianata e , sempre in salita , rientriamo nel bosco . In 20' minuti raggiungiamo il punto massimo di altitudine di Col Negro , 1920 metri , quindi si apre davanti a noi un vasto prato ove c' è anche la "H" per l'atterraggio degli elicotteri . Al limite del prato vi è un una baracca, chiusa , il ricovero della Sezione del Cai di Calalzo intitolato a Leo Frescura e Alfonso Rocci , che offre riparo e da sedere . in due minuti di discesa arriviamo al Rifugio Chiggiato a m. 1911 .
Dal limite del verde prato nei pressi del Rifugio si apre una splendida vista sul Lago di Calalzo , mentre dal Rifugio si vede l' Antelao con la spaccata della Forccella Piccola e il Rifugio Galassi .
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Il ricovero Frescura-Rocchi poco sopra il Rifugio Chiggiato |
Calalzo e il Lago visti dai pressi del Rifugio Chiggiato |
Il Chiggiato è un rifugio semplice e accogliente . All' interno fa bella mostra , nonchè buon calore in caso di cattivo tempo , una vecchia stufa in mattoni refrattari .
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Alle spalle del Rifugio imbocchiamo il sentiero IIIIIIII260 che inizia subito a scendre e , in costante discesa , a volte ripida ma senza alcun punto pericoloso, ci porta in un' ora e 30' minuti fino al Rio Riassa , quindi , riunendosi al sentiero IIIIIIII255 che scende da Capanna degli Alpini , in altri 20' minuti al Bar "La Pineta" in località Prciadelan . Tutto il percorso , proveniente dalla Forcella Piccola e fino a Pian dei Buoi fa parte dell' Alta Via n° 5 .
Consiglio logistico : La passeggiata non è ad anello ma prevede un punto di partenza e uno di arrivo che , anche se sullo stesso versante , non sono proprio vicini tra loro per cui o ci si dovrebbe attrezzare con due auto o bisognerebbe premunirsi di trovare un passaggio per recuperare l' auto lasciata in Valle Vedessana .
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6) RIFUGIO MARMAROLE - RIFUGIO CIAREIDO - RIFUGIO BAJON ( PIAN DEI BUOI ) |
A / S ( 274 ) / *** / h. 2,10' |

Il Rifugio Marmarole al termine della ex-strada militare |
Bello , panoramico e facile percorso ad anello lungo il Pian dei Buoi ai piedi del versante sud delle Marmarole .
Raggiungiamo con l' auto Lozzo di Cadore , entriamo nel paese e seguiamo la segnaletica per Pian dei Buoi.
Percorriamo la lunga , stretta e a tratti ripida strada che ci porta fino al piazzale del dismesso Rifugio Marmarole a metri 1786 . |
Dal Rifugio Marmarole parte il facile sentiero IIIIIIII268 che in 40' minuti di agevole salita ci porta ai 2000 metri del Rifugio Ciareido . Non c' è bosco e la vista spazia da un lato sul versante sud delle Marmarole e dall' altro sulla valle del Cadore e sulle Dolomiti Friulane . Dal Rifugio Ciareido è ben visibile la Croda dei Toni e la Forcella Giralba .
Proseguiamo a sinistra per il sentiero IIIIIIII272 che sale leggermente in quota passando per i contrafforti delle Marmarole fino a raggiungere il punto massimo di salita a circa quota 2050 . Da qui si scende leggermente e , in 45' minuti dal Rifugio Ciareido , raggiungiamo il Rifugio Bajon "Elio Boni" . Di fronte a noi il verde declivo di Monte Pianezze sopra il Rifugio Chiggiato .
Dopo una sosta all' accogliente Rifugio Bajon ritorniamo verso est percorrendo il comodo sentiero IIIIIIII262 che , in quota , in 50' minuti ci riporta al Rifugio Marmarole.
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Il Rifugio Ciareido |
Il Rifugio Bajon |
Consiglio logistico : La strada che da Lozzo sale a Pian dei Buoi/Rifugio Marmarole è una vecchia strada militare di circa 16 chilometri ripida e in alcuni punti molto stretta . Da luglio a settembre la strada , a causa di alcuni punti "difficili", per limitare il traffico e incontri pericolosi tra auto , viene aperta solo in salita dalle 9 alle 13 e solo in discesa dalle 14 alle 17 (verificare gli orari) . Al di fuori di questi orari è percorribile in entrambi i sensi . In considerazione di questa limitazione di percorribilità occorre prestare ben attenzione all' orario previsto per il passaggio per l' inizio dell'escursione .
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Una panoramica dall'alto della zona di Pian Dei Buoi |
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