LE MIE PASSEGGIATE
 
Cadini di Misurina - Tre Cime Monte Piana
 
1) MISURINA - ( RIFUGIO COL DE VARDA ) - RIFUGIO CITTA' DI CARPI
S ( 490 ( 300 + 190 ) ) / *** / h. 2,10' ( + h. 1,50' per il ritorno )

Per questa bella passeggiata si parte dal famoso Lago di Misurina , uno dei luoghi più celebri di tutte le Dolomiti .

Lasciamo l' auto in uno dei parcheggi all' inizio del lago , venendo da Passo Tre Croci , e passando vicino al grosso edificio del Villaggio Alpino Pio xII , che nelle classiche foto fa da sfondo al lago, raggiungiamo la partenza della seggiovia che sale al Rifugio Col De Varda . Da qui parte il largo e comodo sentiero , la carrareccia sentiero IIIIIIII120 , che fa parte del'' Alta Via n° 4 , che in un bel bosco inizia a salire costantemente.

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Una classica veduta del Lago di Misurina con lo sfondo del Sorapiss . Sulla sinistra il Col de Varda

 

Il sentiero IIIIIIII120 in non più di un' ora sale fino a circa 2050 metri alla base del Col De Varda . Sulla sinistra parte la deviazione che in 15' minuti e con altri 75 metri di dislivello porta al Rifugio all' arrivo della seggiovia .

 

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L'inizio del sentiero appena sopra il lago
Il tratto di falsopiano in leggera discesa

 

Consiglio per passeggiata più breve : per chi è meno allenato o meno voglioso di camminare e preferisce evitare questo primo tratto di circa un'ora di salita , può comodamente seduto in seggiovia salire fino al rifugio Col De Varda, quindi raggiungere in dirci minuti di discesa il punto dove ci si ricollega con il sentiero IIIIIIII120 . In tal caso la passeggiata avrà le seguenti caratteristiche :

S ( 190 ) / *** / h. 1,10 ( + h. 1,50' per il ritorno )

 

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La partenza della Seggiovia di Col de Varda sulle sponde del Lago di Misurina
L' arrivo della Seggiovia di Col de Varda

 

Da questo punto il sentiero , che aggira la base del Col De Varda , procede in quota e poi inizia una leggera discesa . Sempre in un bel bosco scendiamo leggermente per circa 20' minuti . La carrareccia si restringe e si trasforma in sentiero continuando a scendere per altri 10' fino a raggiungere il Bus di Pogofa, il punto minimo a circa 1930 metri .

Dal bivio , che noi prenderemo a sinistra , ricomincia a salire e in 35' minuti ci porta ai 2100 metri di Forcella Maraia . Ora il Rifugio Città di Carpi è proprio sopra di noi e in altri 5' minuti di salita lo raggiungiamo .

 

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Il Rifugio Col de Varda
In forcella proprio sotto il Rifugio

 

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Ultimi passi per il Rifugio Città di Carpi
Il Crocefisso in legno nei pressi del Rifugio

 

Al ritorno , se non si è saliti in seggiovia , è consigliabile fare la deviazione per il Rifugio Col De Varda dal quale si gode di un bellissimo panorama sul Lago di Misurina .

 

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L' altro versante del Lago di Misurina con lo sfondo delle Tre Cime di Lavaredo
 
2) MISURINA - ( RIFUGIO COL DE VARDA ) - RIFUGIO CITTA' DI CARPI - FORCELLA DELLA NEVE - MISURINA
A / S ( 880 ( 300 + 580 ) ) / **** / h. 5

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La Forcella della Neve e la Valle che scende verso Misurina viste dal Lago d' Antorno

Con questa passeggiata ci addentriamo nei Cadini di Misurina che sono delle montagne bellissime , caratterizzate dalle centinaia di pinnacoli di roccia . Invece di vederli in lontananza dalla Forecella della Neve , e dalla discesa da questa , pare di toccarli con mano .

Fino al Rifugio Citta di Carpi la passeggiata è la medesima di quella descritta precedentemente , poi , invece di ritornare per lo stesso percorso dell' andata proseguiamo per il sentiero IIIIIIII116-118 , sempre facente parte dell'Alta Via n° 4 , che sale alla Forcella della Neve .

 

Consiglio per passeggiata più breve : Considerata la lunghezza della passeggiata e l'impegnativo dislivello da superare , questa volta forse conviene evitare la prima ora di salita dal Lago di Misurina fino al bivio sotto il Rifugio Col De Varda e raggiungere questo in seggiovia . Così facendo le caratteristiche della passeggiata cambiano e quindi sono : A / S ( 580 ) / **** / h. 4

 

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Il Lago di Misurina e il Lago d'Antorno visti dai pressi del Rifugio Auronzo . Sulla sinistra il Gruppo dei Cadini
Il Rifugio Città di Carpi e la verde spianata della Forcella Maraia

 

Ci troviamo quindi al Rifugio Città di Carpi . Oramai il bel bosco che ci ha accompagnato fino all' attacco della Forcella Maraia si è diradato lasciando spazio ai pini mughi . Imbocchiamo il sentiero IIIIIIII116-118 che inizia a salire . Man mano anche i mughi scompaiono lasciando solo la ghiaia e le rocce . Il sentiero sale costantemente addentrandosi tra i Cadini . Sulla sinistra vediamo il Cadin della Neve e il Cadin di Misurina , sulla destra il più alto Cadin di San Lucano . Il sentiero sale sempre ma senza strappi eccessivi . Sulla sinistra parte la deviazione del Sentiero Durissini , sentiero IIIIIIII112bis . Dopo un' ora e 20' minuti dalla partenza dal Rifugio Città di Carpi ecco che giungiamo ai 2500 metri della Forcella della Neve . La vista sui Cadini è spettacolare , il silenzio assordante .

 

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Il frastagliato profilo dei Cadini di Misurina visti dal Rifugio Città di Carpi
Il Rifugio Città di Carpi

 

Inizia la discesa nella valle tra i Cadini sempre su pietre . Il primo tratto leggermente più impegnativo , poi dolce , da fondo valle . Dopo una ventina di minuti incrociamo il sentiero che , sulla destra , scende dalla Forcella del Diavolo e , sulla sinistra , sale alla Forcella di Misurina . Noi continuiamo dritti per il sentiero , ora solo sentiero IIIIIIII118 , che man mano guadagna il fondo valle . Dopo circa 40' minuti rientriamo nel bosco e dopo altri 20' minuti incrociamo il sentiero IIIIIIII115 .Qui ci troviamo in una zona di bosco rado , con strane formazioni rocciose , prativa e pianeggiante alle spalle del Lago di Misurina .

 

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La zona alle spalle del Lago di Misurina con strane formazioni rocciose
Il gruppo dei Cadini di Misurina e la Forcella della Neve visti dal Monte Piana

 

Se proseguiamo per il sentiero IIIIIIII118 giugiamo alla zona dei camping , un po' più distante dal nostro punto di partenza . Possiamo invece abbandonare il sentiero , proseguire a occhio tendnedo verso sinistra , guadagnare la sponda del lago e ritornare alla partenza della Seggiovia per Col De Varda .

 

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Il Rifugio Città di Carpi con lo sfondo dei Cadini , Cadin della Neve e Cadin di San Lucano . Clicca pr vedere il percorso per la Forcella della Neve
La Forcella della Neve e la discesa nella valle dal punto ove si incrocia con il sentiero che scende dalla Forcella del Diavolo
 
3) LAGO D' ANTORNO - RIFUGIO FONDA SAVIO
S ( 501 ) / **** / h. 1,40' ( + h. 1,30' per il ritorno )

Il Rifugio Fonda Savio è uno dei rifugi più belli tra quelli descritti . Non per far torto agli altri rifugi che sono tutti stupendi ma , forse per la posizione , forse per i Cadini che svettano con le molteplici guglie in pietra , il Rifugio Fonda Savio è uno dei miei preferiti .

La passeggiata per raggiungerlo è impegnativa per i 501 metri di dislivello da superare , ma non eccessivamente lunga e faticosa , perciò è raggiungibile anche da chi non è un grande camminatore .

Partiamo dal Lago di Antorno , il lago più piccolo , ma egualmente bello , posto al di sopra del Lago di Misurina .

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Il Lago d' Antorno . Sullo sfondo il versante sud delle Tre Cime di Lavaredo

 

Lasciata l' auto nel piazzale antistante il Rifugio Lago d' Antorno , abbiamo due possibilità o prendere il sentiero al di sopra del lago o prenderlo al di sotto . Optiamo per la prima soluzione in quanto meno faticosa ,ma in fondo sno equivalenti , e ci incamminiamo lungo la strada fino a che questa non svolta a sinistra imboccando il lungo rettlineo che porta al casello della strada per le Tre cime di Lavaredo . Nella curva vediamo il segnale del sentiero IIIIIIII115 che prendiamo ritornando indietro in direzione del lago . Il sentiero procde per un tratto in una bella zona prativa passando dietro un piccolo colle che ci nasconde il lago .

Dopo un po' la strada comincia a salire leggermente poi , man mano , la pendenza si fa più forte . Incrociamo qui il sentiero , sempre sentiero IIIIIIII115 , che sale dalla parte bassa del lago . Sono passati circa 30' minuti da quando abbiamo lasciato l' auto .

Ora il sentiero si fa decisamente più ripido . La vegetazione man mano inizia a diradarsi lasciando dapprima spazio ai pini mughi , poi solo alle pietre e a qualche piccolo ciuffo d' erba . Ci dirigiamo verso la base dei Cadini di Tocci .

Con un ripido zig-zag , un tratto in salita più lieve e un' altro ancora più ripido zig-zag , raggiungiamo a quota 2100 un' ampia verde conca dove possiamo tirare un po' il fiato . Sopra di noi , in lontanaza si inzia a intravedere la sagoma della bianca casetta col tetto rosso del Rifugio Fonda Savio . E' passata poco più di un' ora dalla partenza .

 

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Ultimo strappo in vista del Rifugio Fonda Savio
Il Rifugio Fonda Savio

 

Il Rifugio sembra ancora molto lontano , ma non lo è . Ancora poco più di 200 metri e mezz' ora di salita occorrono per raggiungere il Passo dei Tocci dove è il Rifugio . Un ultimo sforzo ed eccoci sulla terrazza panoramica a goderci i Cadini da vicino .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata . Per fare una piccola variante giunti al bivio invece di prendere il sentiero IIIIIIII115 a destra si può scendere a sinistra per il sentiero che porta al di sotto del lago . O viceversa .

 

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Il Lago d' Antorno
 
4) LAGO D' ANTORNO - RIFUGIO FONDA SAVIO - FORCELLA DEL DIAVOLO - MISURINA
A / S ( 732 ) + D / ****** / h. 5

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Il Rifugio Fonda Savio

Prolungamento della passeggiata precedente con percorso ad anello , ancora più bello ma non adatto a tutti a causa di alcune scalette poste nella discesa della Forcella del Diavolo .

Raggiunto il Rifugio Fonda Savio proseguiamo sulla destra , guardando il rifugio , per il ben visibile sentiero IIIIIIII117 che sale su pietra e ghiaia alla Forcella del Diavolo .

Il sentiero è stretto ma non eccessivamente ripido o esposto . Indubbiamente sulla destra il crinale scende precipitosamente ma il sentiero prosegue tranquillo senza tratti eccessivamente pericolosi .

 

In 45' minuti abbiamo superato i 231 metri di dislivello e abbiamo raggiunto la Forcella del Diavolo . Siamo abbastanza alti , 2598 metri , e alle nostra spalle vediamo il Rifugio Fonda Savio con i Cadini di Tocci che da qui ci sembrano piccoli e in fondo il Lago d' Antorno . Di fronte si apre la pietrosa valle che scende dalla Forcella della Neve e scende al Lago di Misurina , con la Forcella Misurina.

 

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L' inizio della salita per il Rifugio Fonda Savio
La Forcella del Diavolo vista dai pressi del Rifugio Fonda Savio

 

Iniziamo la discesa e ci imbattiamo in una serie di scalette in ferro che ci aiutano a superare alcuni tratti di roccia altrimenti non superabili . Sotto di noi c' è un po di strapiombo ed è necessario assicurarsi con cordini e moschettoni. In non più di 30' minuti completiamo la discesa e raggiungiamo il fondo valle ove ci ricolleghiamo con il sentiero IIIIIIII118 che scende dalla Forcella della Neve .

 

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Ci avviciniamo all' attacco della Forcella del Diavolo
A circa metà salita per la Forcella del Diavolo

 

Giriamo a destra e seguiamo il sentiero in discesa , così come nella passeggiata n° 2 , per circa 45' minuti fino ad incrociare, nei pressi di un serbatoio di acqua il sentiero IIIIIIII115 che cammina in quota . Lo prendiamo girando a destra e in 15' minuti giungiamo all' incrocio dei sentieri che salgono dal Lago di Antorno .

Decidiamo quale strada prendere : se giriamo a sinistra e poi ancora a sinistra andiamo alla zona al di sotto del lago , a sinistra e poi seguiamo il sentiero di destra alla zona al di sopra del Lago . In ogni caso in 25' minuti siamo al parcheggio del Rifugio del Lago di Antorno .

 

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Un passaggio con una scaletta in ferro nella discesa della Forcella del Diavolo
Il tratto finale non attrezzato della discesa della Forcella del Diavolo
 
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Una bella veduta del Lago di Misurina
 
5) PONTE DEL PALUDETTO (S.S. 48bis) - RIFUGIO MAGG. BOSI - MONTE PIANA
S ( 595 ) / **** / 2,10' ( + h. 2 per il ritorno )

Il Monte Piana è stato uno dei luoghi che ha vissuto le pagine più aspre della Guerra 1915-18 . La sua sommità , abbastanza pianeggiante da cui il nome, era divisa tra italiani e austriaci ed era fondamentale per il controllo della sottostante valle di Landro principale via di comunicazione tra la Pusteria , Austria , e il Cadore , Italia . Per la sua conquista e per il controllo della valle le truppe si sono date battaglia per oltre due anni con un numero innumerevole di perdite .

Oggi è un museo della guerra all'aperto, in segno di pace e fratellanza tra i popoli , e le postazioni , le trincee , i percorsi di guerra sono stati riattati e sono visitabili suscitando suggestione e commozione .

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Il Monte Piana visto dall' inizio della strada da Misurina . Sopra gli alberi , sulla destra , il tornante ove conviene lasciare l' auto

 

All' interno del Rifugio intitolato al Maggiore Bosi , comandante delle truppe italiane in quel luogo , sono raccolte , in un museo allestito e visitabile con un piccolo contributo , foto , oggetti e reperti vari .

Per raggiungere il Monte Piana partiamo dalla Strada Statale 48bis , la strada che collega Carbonin con Misurina , al km. 4 in località Ponte del Paludetto .

 

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I primi tornanti della strada
Sotto di noi , in una verde radura tra il Monte Piana e le Tre Cime nei pressi della strada che sale alle Tre Cime , sorge l' esagonale Malga Rinbianco

 

Lasciata l' auto guadiamo il piccolo fiumiciattolo sottostante e imbocchiamo il sentiero , variante del sentiero IIIIIIII122 . Attenzione perchè il sentiero , segnalato sulla carta , non è materialmente indicato e bisogna trovare a occhio la direzione . Non c' è nessun problema perchè il punto di arrivo è a vista nei pressi di due grossi abeti che si scorgono in alto in lontananza . Il cammino procede prima nel prato che , facendo onore al nome della localiità , è molliccio e pregno di acqua . Scegliamo le zone meno umide fino a portarci all' inizio della salita , quindi iniziamo sempre a vista la salita verso la carrozzabile sentiero IIIIIIII122 che sale da Misurina . In 30' minuti superiamo i 140 metri di dislivello e ci immettiamo sulla carrozzabile .

 

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Un' altra immagine dei prati e della Malga di Rinbianco visti dalla strada che sale al Monte Piana . Sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo

 

Il nostro cammino ora prosegue sempre per la carrozzabile che in costante ma non ripida salita in un' ora e 15' minuti ci porta al Rifugio Maggiore Bosi al Monte Piana a 2205 metri . Alcuni tagli accorciano il tragitto . I primi possiamo farli tranquillamente come anche quello che parte dal curvone ove c' è la strada che scende verso Rinbianco . Il successivo , che sale direttamente al Rifugio , non lo consiglio in quanto è troppo ripido e in salita spezza troppo il fiato e non fa risparmiare tempo .

Da qui parte , alle spalle del Rifugio il sentiero per visitare la sommità del Monte Piana . Le possibilità sono diverse e sono ben spiegate dai cartelli indicatori .

Sempre seguendo il sentiero IIIIIIII122 in 25' minuti raggiungiamo la sommità della cima italiana del Monte Piana e la Piramide Carducci , munumento a ricordo in pietra .

 

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La croce italiana del Monte Piana e la grotta-postazione al di sotto ( oggi questa croce non c' è più )
Carbonin vito dalla vetta italiana del Monte Piana e il sentierino che porta alla grotta

 

Consigli logistici : la strada del Monte Piana è sterrata ma percorribile in auto fino al Rifugio Bosi . Durante i periodi di alta stagione è chiusa e servita da navette ( non so se in bassa stagione è percorribile liberamente ) . Per chi non può camminare molto ma non vuole perdere la visita a questo interessantissimo museo all' aperto , invece di fare tutta la passeggiata descritta , può approfittare del servizio offerto ( a pagamento , naturalmente ) .

Nei periodi in cui eventualmente si può percorrere la strada vi è un' altra possibilità . Dato che l'ultimo tratto è esposto e stretto e può anche creare qualche problema alla guida è consigliabile lasciare l' auto all' ultimo tornate nel bosco a quota 2055 dove c' è il bivio che porta verso Rinbianco . Da qui il percorso risulta notevolmente ridotto : 170 metri e 40' minuti per il Rifugio , 279 metri e un ora per la vetta .

 

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Il Monte Piana visto dal sentiero che sale a Forcella Lerose . Si distinguono la parte italiana , la parte austriaca e la Forcella dei Castrati . Sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo
 
6) RIFUGIO MAGG. BOSI - MONTE PIANA - FORCELLA DEI CASTRATI - MONTE PIANO - LAGO DI LANDRO
S ( 119 ) + D / ***** / h. 3,15'

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La mole del Monte Piana vista dal sentiero per il Col de Varda

Prosecuzione della passeggiata precedente . Le due passeggiate possono essere anche unite , ma ho preferito descriverle divise in modo da lasciare più scelta a chi intende effettuarle . Di questa passeggiata , per motivi logistici , puo anche essere unito il solo tratto della cima tralasciando la discesa fino a Landro , in modo da poter fare ritorno all' auto lasciata a Ponte del Paludetto o alla partenza della Navetta .

 

 

Partiamo quindi dal Rifugio Maggiore Bosi al Monte Piana non dopo aver visitato all' interno dello stesso il museo con gli interessantissimi reperti conservati .

 

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Il Rifugio Maggiore Bosi al Monte Piana

 

Seguendo il sentiero IIIIIIII122 in 25' minuti raggiungiamo la cima italiana del Monte Piana e ci rendiamo conto di come la posizione è predominante sulla valle sottostante e perciò altamente strategica . Da qui con un sentierino non segnato e leggermente esposto , in due minuti si può raggiungere una postazione scavata proprio sotto la cima ; è curioso il fatto che , chiamandosi , chi sta su in cima sente la voce dell' amico provenire da sotto terra . ( per i più arditi vi è anche un camminamento esposto e assistito da corda metallica ) .

 

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Carbinin e la Croda Rossa visti dalla cima del Monte Piana
Il Lago di Landro e il Picco di Vallandro visti dalla cima del Monte Piano

 

Proseguiamo e raggiungiamo la "Piramide Carducci" , un monumento commemorativo in pietra . Siamo nella zona italiana e possiamo iniziare a visitare i vari percorsi scavati , le postazioni , le trincee , le stanze ove alloggiavano i soldati . Tutto è molto suggestivo e interessante e rende bene l'idea delle difficili condizioni e delle sofferenze dei poveri soldati ; figuriamoci poi come era d' inverno o in caso di cattivo tempo ......

 

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La Piramide Carducci e una trincea italiana
Un altro tratto di trincea italiana

 

Dopo aver visitato le trincee italiane ci dirigiamo verso la Forcella dei Castrati , leggermente più in basso . Questo posto è uno stretto passaggio che unisce la parte italiana alla parte austriaca ed è così chiamata proprio perchè , stretta e posta in basso , era un probabile luogo di morte per chi volesse violarla ... e innumerevoli furono i tentativi . Numerosi i cippi e monumenti vari a ricordo di battaglie combattute . Dalla Forcella dei Castrati parte un giro esposto ed attrezzato con corde metalliche che porta fino alla sommità austriaca . I più arditi, ed attrezzati , vi si possono cimentare .

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La Forcella dei Castrati vista dal versante italiano..
... e dal versante austriaco

 

Passiamo la Forcella dei Castrati e seguiamo sempre il sentiero , divenuto ora sentiero IIIIIIII6 . Vediamo anche qui trinceee e camminamenti e ci rendiamo conto come i due schieramenti si fronteggiavano controllando la Forcella dei Castrati . Superiamo anche un suggestivo sbarramento con filo spinato e giungiamo all' altarino in pietra ove sorge la "Campana dell' amicizia" . Raggiungiamo la Vetta austriaca del Monte Piana , denominata Monte Piano , ove è posta una grossa Croce in legno . Landro è sotto di noi e i verdi prati di Pratopiazza ci guardano di fronte .

 

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La Campana dell' amicizia
La croce posta sul Monte Piano , la sommità austriaca del Monte Piana

 

Scendiamo per un sentierino e imbocchiamo l' ingresso di un tunnel ove vi è scavata una lunga scalinata .

 

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L' ingresso della galleria
L' ingresso del comando austriaco sul Monte Piana . Sulla sinistra si vede uno stemma ancora integro con un aquila .

 

Con l' aiuto di una torcia raggiungiamo una postazione riparata ove c' era l' ingresso del Comando austriaco . Leggiamo scritte e addirittura un fregio dell' epoca con i resti del caseggiato . Per raggiungere questo posto vi è anche un passaggio esterno un po' esposto ma il passaggio nel buoio cunicolo è molto suggestivo .

 

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L' inizio della scalinata scavata nella roccia nei pressi del comando austriaco ...
... ed eccoci nella galleria

 

Qui , per chi vuole evitare la discesa , può terminare il giro sul Monte Piana ; ritornando per lo stesso percorso riguadagna dapprima la Vetta austriaca del Monte Piano , la Forcella dei Castrati , scegliere di tirare verso sinistra lungo il sentiero segnato oppure ripassare per la Vetta italiana , quindi il Rifugio Bosi .

 

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Un tratto esterno del sentiero austriaco a picco sulla Val Rinbon . Sullo sfondo le Tre Cime di Lavaredo
Tornando verso il Rifugio Bosi , ecco che lo intravediamo in fondo al sentiero , dietro la cappellina

 

Noi proseguiamo invece per il sentiero IIIIIIII6 che da qui è denominato "Sentiero dei Pionieri" . Questo è un sentiero completamente in discesa , a tratti anche un po' esposto , ma senza passaggi particolarmente difficili . Il "sentiero dei Pionieri" scendendo a picco sul Lago di Landro ( circa 900 metri di discesa ) in un' ora e 45' minuti ci porta fino all' Hotel Drei Zinnen o al Rifugio Flora Alpina al Lago di Landro .

Così fatto il percorso non è ad anello e bisogna organizzarsi , con auto o bus , per recuperare le auto lasciate alla partenza .

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Il lato austriaco del Monte Piana visto da Landro . A sinistra la Val Rinbon e Le Tre Cime di Lavaredo

 

Consiglio : chi vuole effettuare una visita più approfondita del Museo di Guerra all' aperto del Monte Piana , può seguire il percorso consigliato nella guida reperibile presso il Rifugio Bosi . Lungo il percorso vi sono postazioni e luoghi contrassegnati con numeri che corrispondono ad altrettante particolarità da visitare con maggiore attenzione e che vengono debitamente descritte e spiegate nella guida . Logicamente per una visita approfondita occorre un tempo maggiore per cui questa risulta difficilmente abbinabile a una passeggiata più impegnativa .

 

 

7) CASELLO PER TRE CIME DI LAVAREDO - VAL RINBIANCO - HOTEL DREI ZINNEN-S.S.51
D / *** / h. 3

Bella passeggiata , rilassante , in un bellissimo paesaggio e... completamente in discesa (circa 400 metri) , per cui è proponibile , nonostante le oltre tre ore di durata , anche a chi non è molto propenso a fare lunghe camminate .

Si parte dalla strada che sale alle Tre Cime di Lavaredo , all' altezza del Casello ove si paga il biglietto per il transito delle auto .

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Le Tre Cime di Lavaredo viste dal posto panoramico nei pressi dell' Hotel Drei Zinnen

 

Consiglio logistico : la passeggiata non è ad anello e il luogo di partenza e di arrivo non sono vicini . E' necessario avere due auto da lasciare ai due estremi della passeggiata . E' anche consigliabile , anzi preferibile , prendere il pullman che sale alle Tre Cime di Lavaredo ( verificare gli orari ) in partenza da Cortina - poi raggiungibile in pullman da Landro - o da Landro - ove viene lasciata l'auto - e farsi lasciare all' altezza del Casello .

 

Un centinaio di metri dopo il Casello sulla sinistra si stacca il sentiero IIIIIIII103 che inzia a camminare al disotto della strada . In leggera discesa man mano si allontana e si avvicina al Rio di Rinbianco . La zona è ampia e prativa . Il percorso è in leggera discesa . Man mano che si procede la valle si stringe passando sotto il Monte Piana , sulla sinistra , e sotto i monti a ridosso delle Tre Cime , a destra . Il percorso è sempre piacevole lungo il fresco torrente . Dopo circa un' ora di cammino vediamo che sulla sinistra parte il sentiero IIIIIIII6 che sale alla Forcella dei Castrati e al Monte Piana .

 

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La Val Rinbon vista dall' alto dal Monte Piana
Il tratto finale della Val Rinbon

 

Continuiamo il cammino e vediamo che il la valle va stringendosi sempre più . Inizia anche il bosco che man mano diventa sempre più fitto . Siamo in località "Costa dei larici" , sotto la parete a strapiombo dello Scoglio di San Marco , che domina la Valle della Rienza . Il Rio di Rinbianco ora corre più in basso rispetto al sentiero che si allontana . Sulla sinistra in qualche tratto il sentiero è leggermente esposto , ma senza alcun pericolo ; superiamo un ponticello e iniziamo una ripida discesa verso la Valle della Rienza . Sono passate non più di due ore quando giugiamo nell' ampio slargo e sul greto pietroso ove il Rio di Rinbianco si unisce alla Rienza Nera che scende dalle falde delle Tre Cime nei pressi del Rifugio Locatelli . Per gli appassionati e golosi il bosco ai piedi dello Scoglio di San Marco è pieno di dolcissimi mirtilli .

Continuiamo ora lungo il sentiero IIIIIIII10-102 che cammina lungo l' impetuoso fiume Rienza Nera . In non più di un' ora di gradevole passeggiata sempre in discesa raggiungiamo il verde slargo sotto il Monte Piana e quindi la S.S. 51 nei pressi dell' Hotel Drei Zinnen . Prima di giungere alla strada c'è il posto panoramico , attrezzato con binocolo e indicazioni , dal quale si gode di una splendida vista sulle Tre Cime di Lavaredo .

 

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Nei pressi della S.S. 51 alla fine della Val Rinbon guardando verso la Pusteria . Sulla sinistra il Picco di Vallandro
 
 

 

*****

Da questo punto inizia una serie di passeggiate che hanno tutte come punto di partenza il Rifugio Auronzo alle Tre Cime di Lavaredo . Il primo tratto , Rifugio Auronzo - Rifugio Lavaredo , è uguale per tutte le passeggiate . Poi i vari tragitti si dividono ma , essendo tutti della stessa zona , possono integrarsi a piacere tra di loro . Non mancherà al lettore , armato di cartina , individuare il tragitto prescelto e comporlo a suo piacimento con le caratteristiche che andrò a descrivere .

In ogni caso le passeggiate , così come descritte , sono ottime per essere effettuate nel senso e nel modo indicato .

*****

 

 
8) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - FORCELLA LAVAREDO - RIFUGIO AURONZO
S ( 138 ) / ** / h. 0,55' ( + h. 0,50' per il ritorno )

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Il Rifugio Auronzo visto da sotto , dai piedi del Valon de Lavaredo

Classica passeggiata , facilissima , adatta a tutti , e soprattutto a tutti quelli che vogliono godere del panorama delle Tre Cime di Lavaredo col minimo sforzo , o , che non potendo permettersi sforzi maggiori non vogliono perdersi questa magnifica veduta .

Partiamo dal Rifugio Auronzo , raggiunto in auto o col bus, a quota 2.320 .

Ci soffermiamo a guardare il magnifico panorama che si apre di fronte a noi :I Cadini , il Sorapiss , il Cristallo e , incastonato nel mezzo , il Lago di Misurina , ci fanno godere di uno spettacolo senza uguali .

 

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Lo spettacolo che si gode dal Rifugio Auronzo

 

Dopo una visita al sempre affollato Rifugio Auronzo ecco che ci incamminiamo per il primo facile pezzo del nostro percorso . Il tratto che va dal Rifugio Auronzo al Rifugio Lavaredo è praticamente in pianura ( solo 24 metri di dislivello ) .

Si parte dal lato opposto dell' ingresso del Rifugio con una larga e pianeggiante carrareccia , sentiero IIIIIIII101-104 , che percorre in quota il versante sud , il retro , alla base delle Tre Cime di Lavaredo. Visto il grande richiamo di queste montagne e la grande affluenza su questa tratta si vede di tutto : turisti in sandali e zoccoli , signore con scarpe con i tacchi alti , abbligliamenti di tutti i tipi, ecc. : Anche a un medio escursionista viene da storcere il muso , ma la fama e la popolarità di un luogo , soprattutto in alta stagione , portano anche questo .

 

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Il Rifugio Auronzo con l' inizio del sentiero IIIIIIII101-104
La Cappella degli Alpini lungo il sentiero IIIIIIII101-104

 

Camminando sulla destra il versante scende ripido e la viste spazia su tutta la Valle che arriva fino ad Auronzo e al suo lago . Dopo circa 15' giungiamo alla suggestiva Cappella degli Alpini e dopo altri 15' minuti al Rifugio Lavaredo . Alzando la testa possiamo scorgere alcune cordate che si cimentano sulle numerose vie tracciate sulle pareti sud delle Tre Cime .

La Forcella Lavaredo è in alto di fronte a noi . Per raggiungerla ci sono due possibilità : o lo stretto sentiero IIIIIIII101 che si stacca lungo la costa della salita sulla sinistra , o proseguire dritti oltre il Rifugio per il più largo sentiero IIIIIIII104 svoltando a sinistra al bivio . In entrambi i casi il percorso è di non più di 25' minuti .

 

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Il Rifugio Lavaredo
Quasi in Forcella Lavaredo

 

Giunti in Forcella Lavaredo , a quota 2.454 , in non più di un' ora di cammino possiamo godere di una delle viste più belle sulle Tre Cime di Lavaredo .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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L' impressionante strapiombo della Cima di Mezzo vista dalla base

 

Variante : invece di tornare per lo stesso percorso è anche possibile tornare percorrendo la traccia di sentiero che passa sui ghiaioni proprio davanti alle ripide pareti delle Tre Cime di Lavaredo . La traccia di sentiero è ben visibile e dopo circa 30' minuti si ricongiunge al sentiero IIIIIIII105 sul versante opposto delle Tre Cime . Giriamo a sinistra e in quindici minuti ( 50 metri di dislivello ) guadagnamo la Forcella del Col de Mezo . Giriamo ancora a sinistra e in 25' minuti di leggera discesa raggiungiamo il Rifugio Auronzo . Totale tempo di percorrenza da Forcella Lavaredo : h. 1,10' minuti . ATTENZIONE . Il percorso è bello e suggestivo ma potrebbe essere pericoloso a causa della caduta di pietre anche da da parte di scalatori in azione sulle pareti delle Tre Cime .

 

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Le Tre Cime di Lavaredo viste dalla Forcella Lavaredo
Le Tre Cime viste dal Monte Piana . Sulla destra il passaggio di Forcella del Col di Mezzo ( variante )
 
9) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO LOCATELLI - RIFUGIO AURONZO
S ( 188 ( 138 + 50 ) ) / *** / h. 1,40' ( + h. 1,40' per il ritorno )

Dalla Forcella Lavaredo prendiamo il sentiero IIIIIIII101 che inizia a scendere e cammina nel pianoro all base del Monte Paterno . Il sentiero è largo e procede senza alcuna difficoltà .

Dopo circa 30' minuti ecco che ci troviamo sotto il Rifugio Locatelli .

In 10' minuti superiamo i 50 metri di dislivello che ci separano da questo . Ecco così che in h. 1,40' dalla partenza dal Rifugio Auronzo giungiamo ai 2.405 del Rifugio Locatelli sulla terrazza del quale , e sui prati antistanti , si gode il magnifico spettacolo delle Tre Cime viste proprio di fronte .

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Lo spettacolo delle Tre Cime di Lavaredo viste dal Rifugio Locatelli

 

Variante : Dalla Forcella Lavaredo invece di prendere il sentiero IIIIIIII101 che scende si può prendere la variante dello stesso sentiero , ben visibile un po' più a destra , che procede a mezza costa sul ghiaione del Monte Paterno . Il sentiero è leggermente un po' più difficoltoso : si evita il superamento dei finali 50 metri di dislivello , ma procede su terreno un po' cedevole . Consigliato solo a chi ha il passo più sicuro , agli altri consiglio il classico sentiero IIIIIIII101 .

 

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Il Rifugio Locatelli visto dalla Forcella Lavaredo . Alle spalle del rifugio la Torre di Toblin
L' inizio del sentiero in quota per il Rifugio Locatelli

 

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Il Rifugio Locatelli , il Monte Paterno e le Tre Cime di Lavaredo dall' inizio del sentiero IIIIIIII102-105 che scende verso la Val Rinbon
 
10) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - MONTE PATERNO - RIFUGIO LOCATELLI - RIFUGIO AURONZO
A / S ( 300 ) / SF / ****** / h. 2,30' ( + h. 1,40' per il ritorno dal Rifugio Locatelli )

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La Forcella del Passaporto

Questa passeggiata prevede dalla Forcella Lavaredo un percorso con un sentiero ferrato , attrezzato in vari punti con corda metallica , non difficile , ma che presenta alcuni tratti esposti . Per questo è consigliato solo a chi è esperto e dotato della adeguata attrezzatura .

Dalla Forcella Lavaredo risaliamo lungo il crinale verso il Monte Paterno sulla nostra destra .

 

Dopo circa 60 metri di dislivello arriviamo all' imbocco di una galleria-trincea delle truppe italiane della grande guerra. All' imbocco della galleria vi è ancora ben visibile lo stemma del battaglione "Reparto Zappatori".

 

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L' ingresso alla galleria con lo stemma del "Reparto Zappatori"

 

Entriamo in galleria e dopo una ventina di metri sbuchiamo su una cengia del Monte Paterno in parte attrezzata con muretti e in parte coperta dai massi della stessa montgna . Sotto di noi vi è un bel precipizio per cui camminiamo con molta prudenza per lo stretto sentiero .

 

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Il tratto di cengia appena usciti dalla prima galleria protetto con un muretto
La veduta dallo stesso tratto

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Un altro tratto della cengia

Dopo una decina di minuti di questo camminamento ecco che arriviamo in un tratto più largo ove la montagna offre un varco e ci fa transitare sul versante opposto , la Forcella del Passaporto .
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Appena usciti dalla Forcella del Passaporto
La cengia dopo la Forcella del Passaporto

 

Ora siamo sull' altro versante del Paterno , verso il Monte Cengia e il sottostante pianoro dei Laghi di Cengia , e il sentiero è sempre stretto e scoperto . Proseguiamo dritti e dopo una decina di minuti di fronte a noi , sulla sinistra , alla Forcella dei Camosci , vediamo che si stacca la Ferrata per andare sulla cima del Monte Paterno .

 

 

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Ilprimo tratto nel canalone attrezzato . Sullo sfondo i Laghi di Piano e il Rifugio Locatelli
Il pezzo finale del canalone attrezzato

 

Noi proseguiamo dritti e dopo un po' entriamo nel lungo tunnel che a gradini in discesa ci porta verso il Rifugio Locatelli . Percorriamo tutto il tunnel , all' uscita ci troviamo ancora in una zona in cui ci facciamo strada tra grossi massi . Arriviamo quindi a uno stretto canalone attrezzato col quale riusciamo a scendere per circa una ventina di metri . In fondo già si scorge la sagoma del Rifugio Locatelli .

 

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L' interno della galleria del Paterno
La scalinata all' uscita della Galleria del Paterno

 

Sempre in discesa passiamo sotto la "Salsiccia" ( o "Frankfurter Wurstel" ) uno strano dito di pietra di circa 20 metri , quindi in altri pochi minuti raggiungiamo il Rifugio Locatelli .

 

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Il Rifugio Locatelli

 

Sono passate h. 2,30' dal Rifugio Auronzo e h. 1,30' dalla Forcella Lavaredo .

Il ritorno è quello della passeggiata n° 9 o , volendo , per lo stesso percorso dell'andata .

 

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L' uscita della Galleria del Paterno . Alle spalle si intravede il Wurstel
La curiosa sagoma del Wurstel nei pressi del Rifugio Locatelli
 
11) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO PIAN DI CENGIA - RIFUGIO LOCATELLI - HOTEL DREI ZINNEN SS. 51
S ( 400 ( 87 + 313 ) ) / ***** / h. 5,40'
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I Laghi di Cengia

Lunga passeggiata , molto bella e remunerativa , dedicata a buoni camminatori in quanto un po' lunga sia come tempo che come lunghezza (circa 14 chilometri ) e con un dislivello totale in salita di circa 400 metri e in discesa di oltre 1.100 metri .

Dal Rifugio Lavaredo prendiamo il largo sentiero IIIIIIII104 che sale verso la Forcella Lavaredo . Al bivio prendiamo sempre lo stesso sentiero sulla destra e saliamo fino a 2.411 metri al di sopra dei Laghi di Lavaredo .

 

 

Da qui il sentiero , passando sotto la Croda del Passaporto del Paterno , inizia a scendere leggermente fino ad arrivare al punto minimo di 2.215 metri del pianoro dela Valle di Cengia .

 

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Il sentiero inizia a scendere . Sulla destra in basso la Val di Cengia

 

Non è difficile sentire i carattestici fischi e individuare gruppi di timide marmotte.

 

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Sulle sponde dei Laghi di Cengia . Sullo sfondo fa capolino la Croda dei Toni
Sorpassati i Laghi di Cengia ci giriamo prima di affrontare la salita

 

Dopo la discesa e un piccolo tratto di piano il sentiero ritorna a salire e con un piccolo strappo giunge al pianoro dei Laghi di Cengia . Raggiungiamo i laghetti dopo circa 45' minuti dal Rifugio Lavaredo . Passati i bei laghetti ( che poi ne ho visto sempre e solo uno ) inizia la salita , ben visibile e a vista , di circa 300 metri verso il Rifugio Pian di Cengia . Lungo la salita si può optare se procedere per il sentiero principale o prendere sulla destra la deviazione che in cima si ricongiungerà allo stesso . I due percorsi sono equivalenti .

 

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Il primo dei Laghi di Piano dall' alto alla fine della salita
La passerella in legno prima di arrivare al Rifugio Pian di Cengia

 

Seguiamo il sentiero principale e in 40' minuti circa raggiungiamo il punto ove si ricongiunge con il sentiero IIIIIIII101 . Svoltiamo a destra e passiamo lungo una cengia attrezzata con una passerella in legno quindi , dopo una svolta a sinistra vediamo sotto di noi il Rifugio Pian di Cengia . In pochi minuti lo raggiungiamo .

 

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Subito dopo la passerella in legno ecco che compare il Rifugio
Il Rifugio Pian di Cengia a 2.528 metri

 

Ritorniamo sui nostri passi fino al punto dove si ricongiungono i sentieri IIIIIIII101 e 104 e imbocchiamo il sentiero IIIIIIII101 a destra in discesa . Il sentiero è ben visibile e corre lungo il ghiaione del versante nord del Monte Paterno . Di fronte a noi si vede , a tratti , il nostro punto di arrivo del Rifugio Locatelli . Sotto di noi l' Alpe dei Piani con i Laghi dei Piani .

 

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Iniziata la discesa ecco che ci appare il turchese primo Lago dei Piani
Avvicinandoci il colore è sempre più intenso . Sullo sfondo la Val Fiscalina

 

La discesa non presenta alcuna difficoltà . Il primo tratto è più ripido , poi procede in falsopiano tagliando il ghiaione del Monte Paterno e costeggiando dall' alto il primo smeraldino lago . Finito il ghiaione ci avviciniamo verso il Rifugio Locatelli costeggiando gli altri due laghetti . Il "Wurstel" è ben visibile di fronte a noi . Un ultimo strappetto ed eccoci , in circa un' ora , al Rifugio Locatelli.

 

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Proseguiamo ed eccoci , prima di iniziare lo strappo per il Rifugio Locatelli al secondo , anzi ai secondi , Laghi di Piano
Iniziamo la salita per il Rifugio Locatelli

 

Il Rifugio Locatelli è come il palcoscenico di un teatro che ha per sfondo un fiabesco paesaggio di montagna dal quale emergono tre imponenti e magnifiche vette . Dopo aver goduto dell' impareggiabile vista delle Tre Cime di rimpetto , prendiamo il sentiero IIIIIIII105 sul lato opposto del Rifugio dal quale siamo arrivati . Dopo pochi metri prendiamo la deviazione a sinistra per i sentieri IIIIIIII102-105 che con un ripido zig-zag ci porta a un piano inferiore del vasto altopiano che sta sotto le Tre Cime . Dopo circa 20' minuti dal Rifugio Locatelli giungiamo a un bivio : prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII102 che inizia a scendere la gola alla sommità della Val Rinbon .

Man mano che scendiamo le Tre Cime di Lavaredo vengono coperte e le perdiamo dalla nostra vista . Il sentiero scende costantemente in un gradevole paesaggio . Nel punto più ripido sulla destra vediamo delle cascate che scendono da alcune fenditure nelle rocce . Oramai seguiamo il corso della Rienza Nera . Continuiamo a scendere fino a circa quota 1900 ove finalmente il sentiero perde molto della sua pendenza e diventa di "fondo valle" . Dall' ultimo bivio sono passati circa 40' minuti . Il paesaggio della Val Rinbon è sempre molto bello e si alterna tra zone prative e sassose ; man mano la vegetazione va infoltendosi mentre sulla nostra sinistra scorre sempre la Rienza Nera .

Camminiamo così per circa 40' minuti fino a che non giungiamo al punto dove sulla sinistra si ricongiunge a noi il sentiero IIIIIIII103 . Siamo in un vasto slargo pietroso sotto la bella parete dello Scoglio di San Marco .

Continuiamo la nostra discesa così come già descritto nella passeggiata n° 7 e in non più di un' ora arriviamo all' Hotel Drei Zinnen lungo la S.S. 51 di Alemagna . Per il recupero delle auto valgono gli stessi consigli della passeggiata n° 7 .

 

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I Laghi di Piano nei pressi del Rifugio Locatelli
 
12) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO PIAN DI CENGIA - RIFUGIO LOCATELLI - RIFUGIO LANGE ALM - FORCELLA COL DI MEZZO - RIFUGIO AURONZO
A / S ( 704 ( 87 + D + 313 + D + 80 + D + 224 + D ) ) / ***** / h. 4,50'

Stupendo percorso ad anello che gira intorno alle Tre Cime e al Monte Paterno . Percorso un po' lungo e con un disceto dislivello che però viene ammortizzato in quanto inframmezzato da vari tratti in discesa ( volendo il percorso può essere accorciato e si può arrivare al Rifugio Locatelli con i tempi descritti nella passeggiata n° 8 ) .

Seguendo il percorso della passeggiata precedente eccoci , dopo essere passati per i Rifugi Auronzo , Lavaredo e Pian di Cengia , eccoci arrivati in tre ore di cammino al Rifugio Locatelli .

 

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Il Rifugio Lavaredo . Sullo sfondo la Forcella Lavaredo e la Croda del Passaporto del Monte Paterno

 

Qui ci troviamo sulla più splendida terrazza che si affaccia sulle Tre Cime di Lavaredo . Qualche foto è obbligatoria .

Immortalato dietro di noi il sontuoso paesaggio ci incamminiamo , a destra del Rifugio , sul sentiero IIIIIIII101-105 che scende ripido al di sotto di questo . Dopo poco ecco che ci imbattiamo nella biforcazione , prendiamo decisi il sentiero IIIIIIII105 sulla destra che continua a scendere .

 

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Il Rifugio Locatelli e lo spettacolo delle Tre Cime di Lavaredo
Prendiamo subito il sentiero IIIIIIII101- 105 che scende subito sotto al Rifugio

 

Attraversiamo un breve tratto di falsopiano in discesa , poi , anche con stretti zig-zag- ecco che il sentiero scende dritto verso il verde Pian da Rin ( pianoro ove sono le sorgenti della Rienza ) . Di fronte a noi vediamo con preoccupazione la salita , a gradoni formata da tronchi di albero , che dal Piano sale verso il Rifigio Lange Alm . In 20' minuti dal Rifugio Locatelli raggiungiamo la parte più bassa della nostra passeggiata .

Scendiamo agevolmente poi iniziamo la breve ma intensa salita , considerato anche il già impegnativo percorso già fatto .

Finito in 20' minuti il ripido tratto a scale , il sentiero procede in un pianoro molto vario . in leggera salita . Continui saliscendi , grossi massi e alcuni ruscelli caratterizzano il nostro percorso .

Si riaffacciano su di noi le Tre Cime , che si erano momentaneamente celate alla nostra visuale , e man mano ci avviciniamo verso la loro base .

Improvvisamente davanti a noi , leggermente in alto , intravediamo la sagoma del Rifugio Lange Alm . Con un ultimo sforzo in salita lo raggiungiamo . E' trascorsa circa un' ora dalla partenza dal Rifugio Locatelli .

 

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Il sentiero IIIIIIII105 che scende verso il Pian da Rin per poi risalire con gradoni di tronchi di albero
Sopra di noi intravediamo il Rifugio Lange Alm

 

Il Rifugio Lange Alm è una splendida Malga , in legno e muratura , d' alta quota . Da qui si gode di una bellissima e insolita visuale sulle magnifiche Tre Cime di Lavaredo che in genere siamo abituati a vederle o dal lato della Cima Piccola o , di fronte , dal Rifugio Locatelli . Bisogna dire che questa angolatura non è per nulla inferiore alle più famose .

 

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La splendida veduta sulle Tre Cime dal Rifugio lamge Alm
Una fontana in legno di fronte al Rifugio

 

Ma davanti a noi si erge una salita che porta a una sorta di forcella che sorge alla confluenza con il sentiero che passa sotto la base delle Cime e che è l'ultimo punto dal quale si possono ammirare dal loro più famoso versante nord .

Dopo aver costeggiato tre piccoli laghi , raggiungiamo in 15' minuti di non dura salita questa non nominata forcella . Sulla nostra destra degrada un verde e affollato pascolo .

 

Il sentiero , sempre sentiero IIIIIIII105 , gira a s sinistra e taglia , in leggerissima salita il ghiaione sotto il versante ovest della Cima Occidentale . Sulla nostra destra il sentiero è a volte un po' esposto , ma il tragitto è sicuro e non nasconde alcun pericolo . Davanti a noi intravediamo la forcella Col di Mezzo , a 2.324 metri , che raggiungiamo in circa 10' minuti .

Ci fermiamo in forcella ad ammirare il panorama , poi ripartiamo . Il sentiero ora procede in falsopiano in discesa non risparmiandoci un paio di passaggi leggermente più impegnativi , ma non pericolosi .

Dalla Forcella Col di Mezzo al Rifugio Auronzo occorrono altri 20' minuti di cammino . Qui finalmente possiamo rifocillarci con una cioccolata calda e una fetta di torta .

Dalla partenza sono passate 4 ore e 50' minuti di cammino . Il percorso è di circa 12-13 chilometri per cui bisogna ben calcolare i tempi di sosta , non meno di un' ora e mezza , e cercare di partire non troppo tardi .

 

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Anche un bel vitello resta ammirato dal paesaggio sulla prima forcella sopra il Rifugio Lange Alm
Forcella Col di Mezzo . Sulla destra il sentiero che taglia il ghiaione e , in fondo , la prima forcella
 
13) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO PIAN DI CENGIA - RIFUGIO COMICI - FORCELLA GIRALBA - RIFUGIO CARDUCCI - GIRALBA ( STRADA PER AURONZO )
S ( 607 ( 400 + 207 ) ) / ***** / h. 7

Siamo al Rifugio Pian di Cengia che abbiamo raggiunto o col sentiero IIIIIIII104 dal Rifugio Lavaredo (passeggiata precedente) , o col sentiero IIIIIIII101 dal Rifugio Locatelli (tratto inverso della passeggiata precedente). I due percorsi sono equivalenti . Il secondo una decina di minuti più lungo. Sono passate già circa due ore dal Rifugio Auronzo .

Prima di riprendere il cammino dal Rifugio Pian di Cengia non dimentichiamoci di prendere una bella fetta di Strudel : è tra le più buone mai mangiate .

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La Croda dei Toni , protagonista di questa passeggiata

 

Dobbiamo ora raggiungere il Rifugio Comici . Prendiamo il sentiero IIIIIIII101 e dopo pochi metri scavalchiamo il Passo Fiscalino . Ora il sentiero inizia a scendere . Sulla destra inizia a essere sempre più visibile l' imponente sagoma della Croda dei Toni . Il sentiero scende costantemente senza passaggi difficoltosi e in 50' minuti ci porta fino al Rifugio Comici .

 

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Il Rifugio Comici , sullo sfondo la Cima Undici
La Forcella Giralba ai piedi della Croda dei Toni vista dal Rifugio Comici

 

Il percorso del sentiero che si inerpica lungo il ghiaione della Croda dei Toni è ben visibile davanti a noi . Prendiamo dunque il sentiero IIIIIIII101-103 e iniziamo la salita . Questa di per se non è proibitiva , anzi , ma dato che abbiamo alle spalle già tre ore di camminata con un già notevole dislivello , la sentiamo abbastanza dura . Dopo circa mezz' ora si stacca sulla nostra sinistra il sentiero che va verso la Cima Undici . Proseguiamo la nostra salita per altri 20' ed eccoci arrivati ai 2.431 metri della Forcella Giralba . Ci giriamo e scorgiamo in in fondo alla strada che abbiamo percorso il Rifugio Comici ; sulla destra il Monte Giralba e la Cima Undici ; tra i due inizia a scendere l' Alta Val Fiscalina ; sulla nostra destra si erge maestosa , con i suoi oltre 3000 metri , la Croda dei Toni ; sul varsante opposto la Val Giralba e il Rifugio Carducci .

 

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La salita della Forcella Giralba ( clicca per vedere il tracciato del percorso )
A metà della salita per Forcella Giralba

 

Iniziamo a scendere e in 15' minuti raggiungiamo il Rifugio Carducci a ridosso dei ghiaioni della parete est della Croda dei Toni . Il silenzio è padrone di queste zone .

 

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Arrivati ai 2.431 metri di Forcella Giralba . Sullo sfondo in basso il Rifugio Comici
Sull' altro versante , in basso ,il Rifugio Carducci

 

Inizia ora la lunghissima e interminabile discesa lungo la Val Giralba . Dalla Forcella Giraba al Rifugio Carducci siamo già scesi di 134 metri ; ci mancano altri 1.125 metri da scendere per arrivare fino alla Strada Statale 48 che va ad Auronzo , nei pressi della Frazione Giralba . Compiamo il percorso in poco più di 3 ore passando dal primo pezzo senza vegetazione , ai mughi , al bosco , alla stretta gola formata dal Rio Giralba , alle prime abitazioni , infine alla strada.

 

Consiglio logistico : il punto di arrivo è molto lontano dal punto di partenza , raggiunto oltretutto dopo circa 9-10 ore di cammino ( soste comprese ) . Per ritornare a Cortina bisogna prima prendere il pullman per Calalzo , poi cambiare e prendere il pullman per Cortina per cui bisogna ben informarsi sugli orari e fare attenzione ai tempi di percorrenza .

 

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Lungo la discesa , voltandosi indietro , si intravede ancora il Rifugio Carducci . Sullo sfondo il versante sud della Croda dei Toni
La Val Giralba . E' quasi finita la ripida discesa della Val Giralba Alta ed ecco che inizia la lunga Val Giralba Bassa
 
14) RIFUGIO AURONZO - RIFUGIO LAVAREDO - RIFUGIO PIAN DI CENGIA - RIFUGIO COMICI - RIFUGIO CAPANNA FONDO VALLE VAL FISCALINA - CAPANNA POSTEGGIO AUTO
S ( 400 ) / ***** / h. 5,10'

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La Croda dei Toni vista all' inizio della discesa dal Rifugio Comici

Con due ore e 50' minuti di cammino siamo arrivati al Rifugio Comici , afrontando già tutti i 400 metri di dislivello , così come descritto nelle passeggiate precedenti , di fronte alla maestosa Croda dei Toni .

Proseguiamo per il sentiero IIIIIIII103 che inizia a scendere lungo l' Alta Val Fiscalina . Il percorso è stretto e a tratti anche a ripidi zig-zag e cammina lungo il versante sinistra della Valle sotto la Cima Una . Sull' altro versante ci guardano il Monte Giralba , Il Monte Popera , la Cima Undici ( quello della enorme frana dell' ottobre del 2007 ) e infine la Croda Rossa di Sesto che domina la bassa Val Fiscalina .

 

La discesa , che fa parte dell' Alta Via n° 5 , è lunga e costante ma senza passaggi esposti o pericolosi . Volendo dopo circa 20' minuti si può tagliare in ripida discesa sulla destra , raggiungere il fondo valle e procedere seguendo il corso del Rio Fiscalino . E' preferibile comunque seguire la via tradizionale . In circa un' ora e 40' minuti di discesa raggiungiamo il verde pianoro , a 1.540 metri , ove sorge la baita in legno della Capanna di Fondo Valle .

La passeggiata non è ancora finita in quanto dobbiamo ancora percorrere altri 50' minuti lungo una larga carrareccia , sentiero IIIIIIII102-103 , per giungere alla Capanna Dolomitenhof ove finisce la strada carrozzabile della Val Fiscalina.

 

Consiglio logistico : anche in questa passeggiata i punti di ariivo e partenza sono molto distanti . Se non si è potuta portare un' auto all' arrivo valgono le avvertenze fatte nella passeggiata precedente .

 

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Il Rifugio Capanna di Fondo Valle in Val Fiscalina . Sullo sfondo la Cima Undici
Un cartello esplicativo della zona all' inizio del sentiero IIIIIIII 102-103
 
 
 
*****

Al fine di semplificare e aiutare la scelta del percorso da effettuare nella zona delle Tre Cime , ecco il riepilogo dei tempi di percorrenza con i dislivelli in salita e la difficoltà delle singole tratte ( per la descrizione vedere le singole passeggiate ) :

 

Rifugio Auronzo - Rifugio Lavaredo -------------------minuti 30' ------disl. 24 ----------diff. *
Rifugio Lavaredo - Forcella Lavaredo --------------- minuti 25' ----- disl. 118 ---------diff. **
Forcella Lavaredo - Rifugio Locatelli ( x sent. ) --- minuti 45' ----- disl. 50 ----------diff. **
Forc.Lavaredo - Rif.Locatelli (x M.Paterno)----------ore 1,30' -------disl.162 -------- diff. ******
Rifugio Locatelli - Hotel Drei Zinnen ------------------ ore 2,40' ---------- D -------------- diff. *****
Rifugio Locatelli - Rif. Lange Alm - Rif. Auronzo -- ore 1,50' ------- D + 224--------- diff. *****
Rifugio Lavaredo - Rifugio Pian di Cengia ---------- ore 1,30' -------disl. 313 -------- diff. *****
Rifugio Pian di Cengia - Rifugio Locatelli -------------- ore 1 ------------- D ------------- diff. *****
Rifugio Locatelli - Rifugio Pian di Cengia ------------ ore 1,10' -------disl.123 ---------diff. *****
Rifugio Pian di Cengia - Rifugio Comici -------------- minuti 50' -------- D -------------- diff. *****
Rifugio Comici - Rifugio Carducci --------------------- ore 1,05'--------disl. 207 ---------diff. *****
Rifugio Carducci - S.S. 48 ( Giralba ) ------------------ ore 3,10' --------- D --------------- diff. *****
Rifugio Comici - Capanna Fondo Valle ---------------- ore 1,40' --------- D -------------- diff. *****
Capanna Fondo Valle - Dolomitenhof ----------------- minuti 50' -------- D -------------- diff. *
 
 
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