LE MIE PASSEGGIATE |
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Cristallo - Pomagagnon |
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1) COL TONDO - RIFUGIO MIETRES |
S ( 281 ) / *** / h. 1,10' ( + h. 0,50' PER IL RITORNO ) |
Passeggiata facile ma con una discreta salita che potrebbe risultare impegnativa per i non più giovani o per chi non è abituato a camminare un po' più del normale.
Raggiungiamo attraverso le frazioni di Verocai , Chiave e Chiamulera il Rifugio Col Tondo , che poi sarebbe il secondo tronco ( dopo quello che parte dalla Piscina di Grava ) delle seggiovie di Mietres . Qui si possiamo lasciare l' auto parcheggiata e inziare il cammino . Eventualmente se c' è qualcuno che non se la sente di fare questa pur breve passeggiata può comodamente precedere il gruppo salendo in seggiovia . |
Il Rifugio Mietres e alle spalle il Pomagagnon |
Dietro la partenza della seggiovia imbocchiamo il sentiero IIIIIIII204 che sale lungo la pista di discesa invernale e procede , con una sorta di carrozzabile, sotto il tragitto della seggiovia stessa .
Dopo circa 30' minuti giungiamo a un bivio , noi proseguiamo sulla destra lasciando la più larga carrozzabile , sempre seguendo il percorso della pista da sci .
Proseguiamo lungo il sentiero costantemente in salita e in non più di altri 40' minuti arriviamo al rinnovato Rifugio Mietres .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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Una immagine del vecchio Rifugio Mietres |
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2) RIO GERE - MALGA LARIETO - RIFUGIO MIETRES |
D + S / ** / h. 1 ( + h. 1,10' PER IL RITORNO ) |

Il bosco nei pressi di Malga Larieto |
Breve e facile passeggiata adatta a tutti. Con questa passeggiata senza grossi dislivelli ( una leggerissima e un' altrettanto leggerissima salita , praticamente in falsopiano ) e con un tragitto di breve percorrenza si riesce ad arrivare ad un rifugio che offre una magnifica vista su Cortina per cui è consigliato per "iniziare" tutti i non camminatori .
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Parcheggiamo la nostra auto a Rio Gere , raggiungibile eventualmente anche con i mezzi pubblici , e prendiamo , sul lato del Rifugio , il sentiero IIIIIIII211 che parte subito dopo il ponte sul greto detritico del torrente Rio Gere .
Il sentiero cammina facilmente in un bellissimo e verde bosco ombroso ma non fitto . Attenzione a dove si mettono i piedi in quanto questa zona è molto frequentata dalle vacche della Malga Larieto . Dopo 25' minuti di piacevole cammino arriviamo proprio alla Malga Larieto che oggi funge anche da ristorante agrituristico .
Continuiamo il nostro sentiero che prosegue da dietro la Malga Larieto. La strada è sempre larga e facile e dopo un primo tratto in salita , continua praticacamente in falsopiano . Dopo una ventina di minuti di cammino sulla sinistra parte una scorciatoia ma questo tratto , in discesa , un po' più ripido e sicuramente più stretto , può risultare , a seconda delle piogge cadute nei giorni precedenti , viscido e fangoso . Proseguiamo per la strada principale e , trascorsi non più di 35' minuti dalla Malga Larieto , giungiamo sopra il rinnovato Rifugio Mietres che raggiungiamo con una breve discesina e dal quale possiamo goderci il magnifico panorama su tutta la conca di Cortina .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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L' ampia spianata davanti alla Malga Larieto |
Il rado bosco nei pressi di Passo Tre Croci verso Mietres |
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3) PASSO TRE CROCI - RIO GERE - CIAMPO MARZO - PASSO TRE CROCI |
A / D + S ( 140 ) / ** / h. 1,40' |
Dal Passo Tre Croci parte questa bella passeggiata ad anello non difficile e adatta a tutti . Anche se questa passeggiata insiste sul versante del Faloria la inserisco in questa sezione in quanto il primo pezzo , fino a Rio Gere , può essere percorso in altre passeggiate di questa zona .
All' inizio del parcheggio dell' Hotel Tre Croci parte il largo sentieroIIIIIIII209 che tagliando i primi due tornanti e seguendo il percorso della strada in 25' minuti ci porta fino a Rio Gere nel piazzale dove d' estate si svolge la Festa Campestre del Sestiere di Alverà.
Passiamo davanti alla partenza della seggiovia per il Faloria e imbocchiamo in leggera salita il sentieroIIIIIIII212 che è una sassosa carrozzabile e d' inverno una pista da sci . Passiamo attraverso delle formazioni sassose e dopo 10' minuti lasciamo la pista da sci e prendiamo sulla sinistra un sentiero che pian piano inizia a salire un po' di più . Superiamo dapprima un ponticello e poi tre stretti tornanti , quindi un altro ponticello . La vegetazione è magnifica e rosseggiano grossi cespugli di rododentro . |

Il Passo Tre Croci visto dall' inizio della salita verso Son Forca ( clicca per vedere il percorso del primo tratto di passeggiata e il luogo ove era la "casa fantasma" ) |
Dopo l' ultimo ponticello la salita diminuisce la propria pendenza . Ci troviamo dietro un colle in una zona verde e ricca di acqua , Ciampo Marzo . La strada del passo è coperta come anche il maestoso Cristallo . Adesso il sentiero inizia a scendere e dopo poco incrociamo il sentieroIIIIIIII213 che scende dai Tondi di Faloria . Da Rio Gere è passata non più di un' ora .
Non so se esiste ancora ma quando ho fatto l' ultima volta questo percorso (1993) in questo punto , cosa che non esisteva in altri passaggi , sorgeva una bellissima casa a due piani a forma di piccolo castello . Meravigliati da questa visione ci avvicinammo e , con ancor più meraviglia , scoprimmo che la casa , sebbene solida , era formata di calce , cartongesso e cannucce . La porta era aperta , entrammo , ma dentro era completamente vuota . Meravigliati da questa inaspettata visione uscimmo e ci avviammo verso il Passo Tre Croci . In seguito venimmo a sapere che la casa era stata costruita per ambientarci il film tratto da una novella di Dino Buzzati "Il segreto del bosco vecchio" interpretato da Paolo Villaggio per la regia di Ermanno Olmi .
Lasciamo il bivio , e la casa se c' è ancora , e proseguiamo verso sinistra lungo il sentieroIIIIIIII213 e in 15' minuti arriviamo al Passo sbucando alle spalle dell' Hote Tre Croci .
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4) RIO GERE - RIFUGIO MIETRES - FORCELLA ZUMELES - (RIFUGIO SON FORCA) - FORCELLA SON FORCA - RIO GERE |
A / S ( 446 ) + D / **** / h. 4 |

La salita verso Forcella Zumeles
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Per questa magnifica passeggiata si parte da Rio Gere e , seguendo l'itinerario della passeggiata n° 2 si raggiunge in un' ora il Rifugio Mietres.
Se non vogliamo scendere al Rifugio continuiamo per il sentieroIIIIIIII211 (se invece si è voluti scendere a gustarsi il bellissimo panorama che si vede dal Rifugio Mietres , lo riprendiamo ) e continuiamo a percorrerlo , in leggero falsopiano in discesa , per altri 15' minuti . |
Arrivati al bivio prendiamo il sentieroIIIIIIII204 in salita in direzione Forcella Zumeles . Il sentiero inizia subito , prima in bosco e poi tra mughi , il suo percorso in salita . Il sentiero sale a ripidi tornanti e , a circa metà dello strappo di 382 metri per arrivare in forcella , dopo un tratto su pietre , compare una macchia verde .
Qui inizia uno spettacolare tratto "a dorso di mulo" sul crinale di un verde e morbido colle che ci porta fin sotto la forcella. Un ultimo strappo in uno stretto zig-zag disegnato e assistito da trochi d' albero , anche tra resti di postazioni di guerra , ed eccoci arrivati su in Forcella Zumeles . Da Rio gere sono trascorse h. 2,15' minuti , dal Rifugio Mietres h. 1,15' minuti e dall' inizio della salita un' ora circa .
Dalla Forcella Zumeles si può ammirare uno dei più bei panorami sulla Conca di Cortina . Volendo fare qualche disgressione all' inizio del sentiero che sulla destra ci porta verso Son Forca vi sono delle gallerie di guerra che bucano la cresta del Pomagagnon ed escono presso delle postazioni affacciate su Cortina . Sicuramente sono da non perdere .
Prendiamo quindi dalla forcella il sentieroIIIIIIII205 , praticamente in piano , e in 40' minuti arriviamo alla Forcella Son Forca .
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Il Rifugio Son Forca |
Il Rifugio Son Forca , Sullo sfondo il versante nord del Pomagagnon |
Variante : dalla Forcella Son Forca seguendo la carrozabile in 20' minuti e con 100 metri di dislivello si può arrivare all' accogliente Rifugio Son Forca nei pressi della stazione di arrivo della seggiovia che sale da Rio Gere .
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La "spaccata" della Forcella Zumeles |
I cartelli indicatori sulla Forcella Zumeles |
Dalla Forcella Son Forca ( o Passo Sonforcia ) iniziamo invece la discesa lungo il sentieroIIIIIIII203 in direzione Rio Gere . Il sentiero segue il percorso della pista da sci invernale e , soprattutto nel primo tratto , è in buona pendenza . Dopo il tratto più ripido vi è sulla destra una prima deviazione ( sentieroIIIIIIII206 ) che scende in ripidi tornantini seguendo il percorso della seggiovia , noi invece tiriamo dritti e dopo aver guadato il Rio Gere prendiamo sulla destra il sentiero che , a vista , ci porta sul canalone detritico dello stesso fiume , e , percorrendolo tutto arriviamo , in non più di un' ora dalla Forcella Son Forca , fino al Rifugio Capanna Rio Gere.
Variante : dopo aver guadato il Rio Gere invece di ritornare lungo il Rio e il suo canalone detritico si può proseguire senza lasciare il sentieroIIIIIIII203 fino al Passo Tre Croci e da qui , come l' inizio della passegiata n° 3 , raggiungere Rio Gere per il sentieroIIIIIIII209 . Facendo questa variante bisogna calcolare circa 20' minuti in più di percorrenza .

Lo spettacolare "dorso di mulo" che sale alla Forcella Zumeles
PERCORSO INVERSO
4a) RIO GERE ( SEGGIOVIA ) o PASSO TRE CROCI - FORCELLA SON FORCA - FORCELLA ZUMELES - RIFUGIO MIETRES - RIO GERE o PASSO TRE CROCI
A / D + S ( 141 ) / *** / h. 2,55' ( con tragitto fino a Rifugio Son Forca in seggiovia )
A / S ( 420 ) + D + S ( 141 ) / **** / h. 3,50' ( da Passo Tre Croci )
Volendo questa passegiata si può effettuare , soprattutto per chi soffre le salite , nel senso inverso con la possibilità di evitare tutto il dislivello in salita se si decide di effettuare la corsa in seggiovia .
Altra opportunità è quella di affrontare la salita in modo molto più blando , ma con un giro più lungo , se si parte da Passo Tre Croci . Seguendo il sentieroIIIIIIII203 , che sale senza eccessivi strappi , in 45' minuti arriviamo alla Forcella Son Forcia . Da qui in 20' minuti raggiungiamo l' accogliente Rifigio Son Forca a 2.235 metri . In un' ora abbiamo già coperto tutto il primo tratto di dislivello di 420 metri . Riscendiamo fino a Forcella Son Forcia e seguendo il sentiero IIIIIIII205 ci dirigiamo verso Forcella Zumeles in un bel sentiero nel bosco in leggero falsopiano in discesa . Arrivati alla Forcella in circa 40' minuti si spalanca davanti a noi la vista su Cortina e su tutta la sua conca . Il panorama è mozzafiato . Iniziamo la discesa lungo uno stretto zig-zag assistito da tronchi di albero e arriviamo allo spettacolare "dorso di mulo" . Continuiamo la discesa e in 25' minuti siamo arrivati al termine della discesa . Da qui in 10' minuti raggiungiamo il Rifugio Mietres e in ulteriori 30' minuti , passando per Malga Larieto , giungamo a Rio Gere . Altri 30' minuti ed eccoci tornati a Passo Tre Croci . ( Consiglio : se si dispone di due auto è meglio intraprendere la passeggiata da Passo Tre Croci e arrivare a Rio Gere lasciando li un auto ) .
In tali casi le difficoltà saranno minori e la percorrenza totale sarà di h. 2,55' minuti prendendo la seggiovia o h. 3,30' facendo il giro completo da Passo Tre Croci .
Maggiori dettagli su questo tragitto sono sul percorso inverso "passeggiata n° 4".
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Il Passo Tre Croci visto dalla salita per il Rifugio Son Forca |
La discesa della Forcella Zumeles |
In ogni caso la passeggiata sarà egualmente bella ma io consiglio vivamente il percorso principale indicato in quanto , se fatta in discesa , mancherà la soddisfazione della conquista della Forcella Zumeles .
PERCORSO BREVE
4b) RIFUGIO SON FORCA - RIO GERE
D / ** / h. 1,15' ( oppure h. 1,40' passando per Passo Tre Croci )
Altra opportunità per i non camminatori è quella di effettuare solo la parte finale della passeggiata e , peraltro , in discesa . Per questi signori che amano la comodità bisogna prendere la seggiovia da Rio Gere e quindi , dal Rifugio Son Forca , e scendere lungo la pista da sci invernale così come descritto precedentemente . Se i non camminatori sono più volenterosi possono effettuare il percorso un po' più lungo passando per Passo Tre Croci .
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Il Pomagagnon visto dal "dorso di mulo" |
Il guado del Torrente "Rio Gere" ( alle spalle la discesa del sentieroIIIIIIII203 ) |
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5) RIFUGIO SON FORCA - VAL PADEON - OSPITALE |
D / *** / h. 2,40' |
Comoda e gratificante passeggiata , tutta in discesa ( 725 metri di dislivello in discesa ) nella stupenda valle tra i monti Cristallo e Pomagagnon .
Prendiamo la seggiovia da Rio Gere (a meno che non si voglia fare anche questo tratto a piedi - vedi il percorso inverso della passeggiata precedente) e, arrivati al Rifugio Son Forca , prendiamo la carrozzabile sentieroIIIIIIII203 che inizia dolcemente la discesa . La strada è larga e piacevole . Al curvone incrociamo il bivio per il sentieroIIIIIIII205 che va verso Forcella Zumeles , ma noi continueremo per il nostro largo sentieroIIIIIIII203 . |

L' inizio dela Val Padeon e la Forcella Zumeles viste da Son Forca |
Da qui inizia un bellissimo tratto attraverso dei verdi prati . Sulla destra , in cima al ripido ghiaione , dall' alto dei suoi 3.000 metri , svetta il Rifugio Lorenzi . Superiamo un corso d' acqua e continuiamo la nostra piacevole discesa . In non più di un' ora dalla partenza raggiungiamo la Malga Padeon.
Dieci minuti dopo la Malga sulla destra incrociamo il bivio del sentieroIIIIIIII202 che porta con una faticosa salita fin su la Forcella del Pomagagnon per poi intraprendere la ripida discesa per il ghiaione . Continuiamo la nostra facile strada e notiamo che la valle va pian piano stringendosi .
Dopo un' ora e mezza di cammino ecco che iniziamo a entrare nel bosco e dopo un tratto fatto ancora in falsopiano in discesa ecco che il sentiero aumenta la sua pendenza per in tratto finale verso Ospitale . Facciamo tutta la discesa , mai difficile , e in mezz' ora ci troviamo a tagliare il percorso ciclabile dell' ex-trenino . Ora siamo sotto il Rifugio Ospitale e in 5' minuti di risalita lo raggiungiamo e possiamo dissetarci alla freschissima fontana coperta che sgorga sempre abbondante acqua purissima .
Consiglio logistico : questa passeggiata prevede la partenza in una valle e l'arrivo in un' altra . Se non si ha la possibilità di lasciare due auto ai punti di partenza e di arrivo , si può prendere dalla Stazione di Cortina il pullmann per Passo Tre Croci . Da Ospitale si prenderà poi il pullmann proveniente da Dobbiaco che ci riporterà alla Stazione di Cortina . Informarsi sugli orari .
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Il classico segnale di sentiero bianco-rosso |
Son Forca : l'arrivo della seggiovia che sale da Rio Gere ( alle spalle il Faloria e il Sorapiss ) |
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6) RIFUGIO LORENZI - RIFUGIO SON FORCA |
D / ***** / h. 0,40' |

Il Rifugio Lorenzi
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Per i patiti dei ghiaioni ecco un bella discesa da fare a grandi saltelli .
Per divertirsi lungo un ghiaione innanzi tutto bisogna essere forniti di un ottimo e robusto paio di pedule e poi non bisogna aver paura di saltare, anche se il pendio è molto ripido , atterrando sempre sui talloni e scendendo verso valle insieme alla ghiaia .
Questo ghiaione è comodo da fare in quanto è servito dalla seggiovia che da Son Forca sale fino ai quasi 3.000 metri del Rifugio G. Lorenzi , posto proprio sulla Forcella Stauines , e non presenta particolari difficoltà , se non quelle di tutti i ghiaioni , nè tratti esposti . |
Visto che in questo caso vi è la comodità della seggiovia non è consigliabile fare tutta la salita in quanto sono ben 717 metri di duro dislivello.
Magari al termine della discesa si può abbinare questa passeggiata con un tratto delle precedenti per fare ritorno a Rio Gere .
Il tragitto della passeggiata , il Canalone Stauines , è semplice in quanto il ghiaione da percorrere è interamente lungo il percorso della seggiovia . Seguiremo il percorso facendo attenzione a non deviare in un tratto dove vi sono dei grossi massi raggiungendo così il visibile Rifugio Son Forca .
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Il ghiaione visto da sotto |
Il ghiaione visto da sopra |
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7) SENTIERO FERRATO A. DIBONA - DAL RIFUGIO G. LORENZI FINO ALLA FORCELLA PADEON |
S ( 58 ) + D / ****** / h. 1,20' ( + h. 1,20' PER IL RITORNO ) |
Il Sentiero Ferrato Angelo Dibona è il più classico e forse il più famoso dei sentieri ferrati di tutte le Dolomiti . Lungo, spettacolare , non estremamente difficile. Per tutti quelli che amano la montagna e le passeggiate un po' estreme è una tappa obbligata . Almeno una volta bisogna farlo .
Anche io lo ho fatto , ma non interamente ( il percorso completo scende fino a Ospitale ) perchè l'amico che mi accompagnava e che lo aveva percorso più volte , diceva che la parte più bella era quella che arriva fino alla Forcella Padeon , poi da qui la ferrata prosege in un lungo tratto di discesa anche un po' monotono . |

Il Rifugio Lorenzi e l' inizio del Sentiero Ferrato A. Dibona - fino al ponticello - visti dalla Ferrata M. Bianchi |
Facendo il percorso fino a Forcella Padeon , a sua detta , abbiamo fatto due volte , andata e ritorno , il tratto più bello e poi siamo andati e fare un tratto della Ferrata Bianchi che descriverò dopo . Il tempo calcolato può diminuire un poco o aumentare notevolmente in relazione al traffico che vi si incontra in quanto la Ferrata Dibona , soprattutto in alta stagione e in giornate di bel tempo , è uno dei percorsi più frequentati .
Arrivati al Rifugio Lorenzi sulla Forcella Stauines comodamente con la seggiovia , dopo aver goduto il panorama che dall' altro versante spazia su Carbonin , Landro e sul Monte Piana , prendiamo il sentiero che va verso sinistra . Dopo aver percorso alcune decine di metri senza capire dove si è diretti , davanti non si vede alcun sentiero percorribile , ecco che ci troviamo ai piedi di una lunga scala in ferro che termina su di un pizzo di roccia . Al culmine della scala ci troviamo sulla cima di una roccia largo poco più di un metro . Sempre assicurati dai nostri cordini proseguiamo per altre decine di metri e dopo aver attraversato un breve tunnel scavato nella roccia ci imbattiamo nel famoso ponticello sospeso ( usato anche da Silvester Stallone come ambientazione del film Cliffhanger ).
A vederlo la prima volta , sospeso di almeno cento metri su un canalone , lungo quasi trenta metri , fa molto timore . Ancora più timore fa quando ci si mette per la prima volta piede e , iniziando a camminare , si avverte un certo dondolio . Ma niente paura . Il ponticello è forte e stabile .
Ma non è finita qui . Dopo il ponticello ci sono altre due lunghe scale in ferro che ci portano al punto più alto raggiunto dal Sentiero ( 2.985 m. ) . Da qui la situazione inizia a calmarsi e , sebbene sempre legati ai nostri cordini , iniziamo il percorso abbastanza facile . Finalmente possiamo gustarci il panorama . Il sentiero lungo la Cresta Bianca corre in leggera discesa tra numerose postazioni di guerra e ci porta in 40' fino alla Forcella Padeon ove ci sono i resti della Baracca di Comando del Maggiore Carlo Buffa di Perrero a quota 2.760 m. .
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Il ponticello visto da sotto |
Il ponticello e le due scale successive |
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Qui ha avuto termine la mia passeggiata . Il ritorno fino al Rifugio Lorenzi è stato per lo stesso percorso dell' andata ma il ponticello e le scale questa volta hanno fatto meno paura .
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Sul ponticello |
Un tratto del sentiero ferrato Dibona lungo la Cresta Bianca |
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8) VIA FERRATA MARINO BIANCHI - DAL RIFUGIO G. LORENZI FINO ALLA PRIMA ANTICIMA |
S ( 150 ) / ******* / h. 1 ( + h. 1 PER IL RITORNO ) |

Il Rifugio Lorenzi e la cresta della Cima di Mezzo del Cristallo ove si sviluppa la Ferrata M. Bianchi |
La Via Ferrata Marino Bianchi è una delle Vie Ferrate classiche della zona di Cortina . Moderatamente difficile , raggiunge la Cima di Mezzo del Monte Cristallo a 3.154 m. di altitudine , proprio di rimpetto alla Cima Principale posta a quota 3.221 m. .
La Via Ferrata è tutta assistita da fune metallica e inizia subito sulla destra del Rifugio Lorenzi sulla Forcella Stauines . Non supera un particolare dislivello (222 m. fino alla cima ) ma è sempre abbastanza esposta . Il panorama , costantemente a 360° , è sempre superbo ed è uno dei più belli delle Dolomiti . |
Il percorso inizia subito in salita lungo un crostone della Cima di Mezzo ed è sempre esposto sia sul lato destro che che sul lato sinistro . Dopo aver superato alcuni punti in verticale ecco che inizia un breve tratto in discesa .
Questo tratto ci porta al punto più difficile di tutta la Ferrata . Una forcella incassata tra due pareti che formano una profonda fessura nella roccia . Sotto vi è un profondo strapiombo . Quando ho fatto la Ferrata su questa forcella c' era la neve ( non so se c' è sempre ) per cui tra le due pareti di roccia si è camminato su un budello di neve , assicurati alla corda che ci sovrastava . A vedere questo gracile passaggio di neve e lateralmente i due profondi strapiombi di non meno di 200 m. , viene un po' di timore ma con otto/dieci passi decisi lo si supera con soddisfazione .
Arrivati alla parete di fronte ecco che partono delle scale in ferro , praticamente in verticale , che ci fanno superare un altrimenti difficile pezzo e ci portano su un più largo tratto del crostone che continua a salire per alcune decine di metri . Altri 10' minuti di salita e giungiamo a un largo pianoro giusto sotto l' attacco dell' ultima salita . La Cima di Mezzo è a portata di mano . Un ultimo strappo di 20' minuti e si è in cima.
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Il passaggio espoto su un corridoio di neve
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Sul pianoro dell' anticima prima dello strappo finale . Sotto il Rifugio Lorenzi |
Avendo abbinato le due ferrate e , dopo aver fatto il conto che avremmo fatto appena a tempo per prendere l' ultima seggiovia ( allora bidonvia ) per scendere , abbiamo finito il nostro percorso al largo pianoro dell' anticima iniziando immediatamente il ritorno al Rifugio Lorenzi per la stessa via .
Mentre per la Ferrata Dibona è difficile trovare persone che la percorrono in senso inverso ( come invece abbiamo fatto noi ) , la Ferrata Bianchi ha sia l'andata che il ritorno per lo stesso percorso per cui in presenza di gruppi anche numerosi e in considerazione di tratti non proprio facili può accadere di stare fermi ad aspettare in uno stesso punto anche un buon quarto d' ora, e questo soprattutto in alta stagione . Sapendo questo è perciò preferibile programmare bene i tempi di percorrenza , e l 'orario e il periodo in cui effettuare questa magnifica ferrata .
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La Forcella Stauines , la Cima di Mezzo e la Cima Principale del Cristallo che sovrastano il Pomagagnon |
La Cima di Mezzo e la Cima Principale del Cristallo viste da Carbonin |
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9) OSPITALE - LAGO DE RUFIEDO - LAGO NERO - PASSO CIMABANCHE |
S ( 40 ) / * / h. 1,20 ( + h. 1,20 PER IL RITORNO ) |
Dopo cordini e percorsi attrezzati ecco finalmente una passeggiata adatta a tutti, ma veramente a tutti . Questa passeggiata , che è poi un pezzo del percorso della ex-ferrovia Cortina Dobbiaco , si svolge lungo il sentieroIIIIIIII208.
Volendo la passeggiata del trenino si può fare da dove si vuole e per quanto tempo si vuole ed è sempre piacevole , praticamente in piano , sempre in verdi e rilassanti boschi .
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Ospitale dalla passeggiata del trenino ( sullo sfondo il Col Rosà e la Tofana di Dentro )
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Il tragitto Cortina-Dobbiaco , o viceversa , a più riprese a piedi , in bici , sulla neve a piedi o con gli sci da fondo , lo ho effettuato tutto . Ho scelto questo tratto come passeggiata sia perchè è veramente rilassante sia perchè si incontrano lungo il cammino alcuni laghetti che se non si va a piedi non si potrebbero mai scoprire .
Si parte da Ospitale , dove si può parcheggiare comodamente la macchina , scendiamo giù fino alla visibile passeggiata del trenino e ci incamminiamo verso sinistra in direzione Dobbiaco . Voltandosi il panorama è affascinante : Ospitale e la Cappella e per sfondo il Col Rosà ( che da qui appare non molto alto ) e le Tofane ; sulla sinistra il finale della Val Padeon tra il Cristallo e il Pomagagnon e sulla destra la Croda de R' Ancona .
Il sentiero si incammina subito nel bosco , costeggiando la Statale 51 di Alemagna e il Rio Rufiedo che attraverseremo più volte . Dopo 20' giungiamo alla località Pian del Forame a quota 1495 ; qui sulla destra parte il sentiero che porta all'attacco della Via Ferrata Renè de Pol . Dopo circa altri 20' minuti di cammino ecco che sulla destra , in un bosco più fitto che in precedenza , appare il piccolo e paludoso specchio d' acqua del Lago de Rufiedo .
Proseguiamo per il sentiero e dopo altri 15' minuti , dopo aver superato un ex-casello ferroviario , ecco che compare l' altro specchio d' acqua che dapprima sembra un fiume , poi si allarga piano piano per assumere le sembianze di un vero e proprio laghetto : il Lago Negro . Sui bordi vi sono anche alcune panchine che invitano alla sosta .
Riprendiamo il nostro percorso e dopo altri 20' minuti di piacevole camminata arriviamo al Passo di Cimabanche .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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Un tratto della passeggiata del trenino |
Due immagini del Lago Nero |
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9) PASSO CIMABANCHE - VALLE PRA DE VECIA |
S ( 100 ) / ** / h. 0,40' ( + h. 0,40' PER IL RITORNO ) |

Il Passo Cimabanche |
Più che una vera e propria passeggiata questa è un diversivo per chi , volendo fare un giorno di riposo dalle lunghe passeggiate , decide di mangiarsi un panino a Cimabanche .
Parcheggiata l' auto nel piazzale ci incamminiamo nel bosco , dal lato del Rifugio , alla ricerca di un bel prato dove fare lo spuntino . Camminando alla ricerca di qualche mirtillo ecco che non possiamo non notare le strane formazioni a grandi piazzole con cui è modellato il bosco . Queste erano le piazzole ove erano accampati i soldati italiani durante la Grande Guerra . |
Incuriositi continuiamo a camminare e dopo due fienili ci ritroviamo sul sentieroIIIIIIII233 . Continuiamo a camminare e passiamo sotto una specie di grotta molto suggestiva con alcuni ricoveri di postazioni di guerra . Da qui il sentiero si stringe e inizia a risalire il corso di un saltellante torrente fino ad arrivare , in non più di 40' minuti dal Passo , a una simpatica cascatella .
Da qui si potrebbe proseguire ma la nostra non era una passeggiata ma un seplice diversivo dopo il panino per cui decidiamo di fare ritorno a Cimabanche per lo stesso percorso dell' andata .
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Iniziamo a risalire il corso di un torrente ... |
... fino ad arrivare a una bella cascatella |
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10) PONTE RUDAVOI - PASSO POPENA ( Pale di Misurina ) - VAL POPENA ALTA - VAL POPENA BASSA - CARBONIN |
S ( 516 ) + D / ***** / h. 4,40' |
Questa passeggiata , abbastanza lunga e impegnativa sia come chilometraggio che come dslivello , non è , in fondo , estremamente impegnativa come potrebbe sembrare . Il percorso è sempre abbastanza agevole , tranne gli ultimi 50 metri di dislivello prima della Forcella Popena , e offre splendidi panorami e passaggi in paesaggi di bellezza unica . A discapito della bellezza non è neanche una passeggiata estremamente frequentata. Questa passeggiata ripercorre un tratto dell' Alta Via ^ n° 3.
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Il ponte sul Torrente Rudavoi |
La partenza è sulla sinistra subito dopo il ponte sul Torrente Rudavoi un chilometro e mezzo dopo scendendo dal Passo Tre Croci in direzione Misurina . Il ponte è stato rifatto in legno e ferro dopo il crollo per frana di quello originale come si vede nella foto. Alcune centinaia di metri prima del ponte vi sono alcune piazzole e fuoristrada dove parcheggiare l' auto ma volendo , con un supplemento di 20' minuti di passeggiata , si può parcheggiare anche a Passo Tre Croci e iniziare da lì il cammino .
Subito dopo il ponte scendiamo sul greto del torrente e , in prossimità di una sorgente , troviamo le indicazioni del sentieroIIIIIIII222 . Individuato il sentiero iniziamo a percorrerlo . Questo seguendo il corso del Torrente e scavalcandolo alcune volte inizia una lunga e costante salita in un fitto e fresco bosco . Man mano che si sale la vista si apre e il Sorapiss appare in tutta la sua maestosità . Non è difficile incontrare qualche scoiattolo .
Dopo circa 250 metri di dislivello , circa 45' minuti di salita dal ponte , il sentiero tende a destra e la salita spiana . La vegetazione è sempre splendida e il cammino diventa piacevole . Dopo aver doppiato un costone ecco che in lontananza ci appare la salita per la Forcella Popena .Il bosco prima e i mughi poi vanno man mano diradandosi mentre ci avviciniamo , sempre in falsopiano , all'inizio della salita finale .
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La Val Popena vista dalla sommità del prato del "Paludetto" |
Dopo una ventina di minuti di falsopiano ecco che siamo arrivati all' attacco degli ultimi 200 metri di dislivello . Questa salita , che passa sotto le Torri di Popena , è su terreno detritico ma non presenta tratti eccessivamente esposti . Solo gli ultimi 50 metri , dopo l' incrocio col sentiero che proviene dal sentieroIIIIIIII224 che sale da Misurina , salgono dritti su terreno sabbioso che potrebbe risultare un po' scivoloso .
Ecco che dopo un' ora e 50' minuti dal ponte abbiamo raggiunto i 2.214 metri del Passo (Forcella) Popena ove resistono , su di un piacevole prato , i ruderi dell'ex-Rifugio Popena . Ma la nostra salita non finisce qui perchè per godere dell'eccezionale affaccio sul Lago di Misurina saliamo la collinetta , punteggiata di Stelle Alpine , che si trova sulla destra di fronte ai ruderi . Camminando per una decina di minuti , su quel terreno che poi è parte delle Pale di Misurina , possiamo trovare il punto migliore dove affacciarci a strapiombo sul Lago . La vista è incomparabile .
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La vista mozzafiato sul Lago di Misurina dalla Forcella Popena |
I ruderi dell' ex-Rifugio Popena |
Ritornati al Passo ecco che inizia la lunga discesa . Il sentiero sempre agevole , prima tende a sinistra e man mano scende fino al fondo dell' Alta Val Popena , sotto i contrafforti del Cristallino di Misurina . Man Mano la vegetazione si infoltisce e il sentiero si addentra prima nei mughi e poi , costeggiando il Rio Popena , nel bosco ove si scorgono fitti cespugli di mirtilli . La passeggiata è sempre piacevole e in un' ora e 30' minuti raggiungiamo il tornante della strada che collega Carbonin e Misurina .
Da qui inizia la Val Popena Bassa . Scendiamo un centinaio di metri e sulla sinistra , di fianco alla strada , imbocchiamo sempre il sentieroIIIIIIII222 che avevamo temporaneamente lasciato . Da qui il sentiero sempre in quota in falsopiano in discesa ci porterà in non più di un' ora e 20' minuti fino a Carbonin.
ATTENZIONE . Il sentieroIIIIIIII222 dopo i primi 20' minuti di percorso non è più ben segnalato e si presta a facili errori . Nonostante la buona esperienza per ben due volte non sono riuscito a trovare la strada giusta . Non è un problema perchè non vi è alcun pericolo ; numerosi tagli in discesa permettono di raggiungere la sottostante strada per Carbinin . Anzi in una delle due volte che ho sbagliato strada ho incrociato un altare-tempio nascosto nel bosco e non segnalato , e che altrimenti non avremmo mai visto , che era stato eretto per commemorare un drappello di soldati italiani della grande guerra caduti in quel posto .
CONSIGLIO LOGISTICO . Dato che il percorso non è ad anello sarebbe opportuno lasciare un' auto a Carbonin e una a Passo Tre Croci . In mancanza da Carbonin prendere il Bus per Cortina e successivamente per Passo re Croci . Informarsi bene sugli orari dei Bus in relazione ai tempi di percorrenza .
PERCORSO ALTERNATIVO : Se non si vuole effettuare tutto il percorso indicato, anche se è consigliabile per la sua bellezza , si può effettuare con partenza dal tornante posto al km. 5 della strada Carbonin-Misurina la sola salita ( 555 metri di dislivello ) della Val Popena Alta raggiungendo il Passo Popena in due ore e mezza di cammino in costante ma non ripida salita . Il ritorno è per la stessa strada .
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L' altare-tempio nel bosco scendendo verso Carbonin |
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11) MISURINA - FORCELLA MISURINA - VAL POPENA ALTA - VAL POPENA BASSA - CARBONIN |
S ( 390 ) + D / **** / h. 3,50' |

La Val Popena Alta dal Passo Popena |
Passeggiata che raggiunge per altra strada la Val Popena Alta e ripercorre nel finale quella precedente .
La partenza questa volta è dal Lago di Misurina e , più precisamente , dall'Hotel Lavaredo . Alle spalle di questo parte il sentieroIIIIIIII224 che in costante ma non eccessivamente ripida salita in un' ora e 15' minuti raggiunge la Forcella Misurina superando un dislivello di 390 metri . Man mano che si sale il panorama si allarga e la veduta sul Lago di Misurina , sui Cadini e sulle Cime di Lavaredo è bellissima . |
Scavallata la Forcella Misurina ci affacciamo sull' Alta Val Popena e con una breve discesa , in non più di mezz' ora , ci ricolleghiamo al fondo valle al sentieroIIIIIIII222 che scende dal Passo Popena . Per il prosieguo seguire quanto già descritto nella passeggiata precedente .
PERCORSO ALTERNATIVO . Raggiunta la Forcella Misurina , volendo , si può raggiungere con un taglio in quota il Passo Popena . Dopo poco dall' inizio della discesa sulla sinistra parte la visibile traccia di sentiero su terreno detritico che in 30' minuti porta fino al Passo Popena .
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Arrivati in Forcella Misurina un ultimo sguardo sul Lago sottostante |
La vista dalla strada del Monte Piana . Si vedono sulla sinistra il Lago di Misurina e sulla destra l' intera Val Popena divise dal Monte Popena e dalle Pale di Misurina |
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12) CARBONIN - PASSO DI CIMABANCHE - CARBONIN |
A / S ( 92 ) + D / * / h. 2 |
Facile passeggiata , adatta pressocchè a tutti . Anche se un po' più lunga del normale , essendo praticamente in pianura , può essere fatta da tutti coloro che non vogliono stare fermi .
Partiamo da Carbonin , alle spalle dell'Hotel Ploner e , subito dopo la staccionata , passato il ruscelletto prendiamo subito a destra la carrareccia che si addentra verso la vasta spianata verde . Giungiamo subito al bivio che sale verso l' Albergo della Gioventù Santa Caterina , ma ignoriamo la deviazione e proseguiamo dritti . |

Uno scorcio dell' Hotel Ploner a Carbonin . Sullo Sfondo il Monte Piana |
Passiamo nel vasto prato verde e giunti in fondo , seguendo sempre la carrareccia , ci addentriamo nel rado bosco . Il cammino è piacevole , in leggero falsopiano in salita , praticamente in pianura . Anche se la strada si ricongiunge alla nazionale , proseguiamo dritti seguendo il tracciato della pista invernale di fondo, costeggiando a occhio il torrente . Dopo breve il nostro percorso svolta prima a sinistra , quindi a destra e si immette nel vasto alveo detritico del torrente. Proseguiamo a vista per circa 500 metri , quindi affrontiamo sulla sinistra una salitella che ci porta sulla strada del trenino . Da qui in 10' minuti siamo al Passo di Cimabanche .
Ritorniamo sui nostri passi fino alla punto dove la salitella si è ricongiunta sul nostro sentiero , ma non facciamo la discesa e proseguiamo sulla destra . Da qui proseguiamo per tutto il tragitto dell' ex-ferrovia Cortina-Dobbiaco che passa in un piacevole bosco sotto le falde del versante nord del Cristallo . Con qualche ponticello e alcune discesine proseguiamo fino a che non giungiamo alla Stazione di Carbonin , oramai dismessa , dell' ex-ferrovia . Qui prendiamo a sinistra il tratto terminale del largo sentiero IIIIIIII221-222 che in 5' minuti , passando di fronte all' Albergo della Gioventù Santa Caterina , ci riporta all' Hotel Ploner di Carbonin .
Il giro completo è di circa 6 chilometri , 3 all' andata e 3 al ritorno , da compiere in un' ora a tratta . Ovviamente il percorso può essere fatto anche nel senso inverso partendo dal Passo di Cimabanche .
ATTENZIONE : Il percorso così descritto è , per non passare due volte sullo stesso tragitto , ad anello , ma il passaggio sull'alveo del torrente potrebbe risultare un po' disagevole per i non camminatori . In tal caso a Carbonin è meglio portarsi direttamente sul tragitto dell' ex-trenino e percorrerlo sia all'andata che al ritorno.
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Il Passo Cimabanche innevato |
La Croda Rossa vista dai pressi della Stazione di Carbonin dell' ex-ferrovia Cortina-Dobbiaco |
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13) CASTELLO DI BOTESTAGNO |
A / S ( 43 ) + D / * / h. 0,30' |
Passeggiata facilissima , adatta a tutti . Più che una vera e propria passeggiata si può dire che è l' ideale per andare a mangiare un panino all' aria aperta , ma non sul solito prato o al solito rifugio , ma in un posto bello e veramente interessante ( lungo il percorso vari cartelli spiegano la storia e le vicissitudini dei vari luoghi anche dal profilo storico-amministrativo ).
Sulla strada S.S. 51, in direzione Cimabanche-Dobbiaco , circa un chilometro dopo aver superato il tornante ove si sale per Ra Stua , sulla sinistra c'è una Casa Cantoniera che offre un ampio e comodo slargo ove possiamo parcheggiare comodamente l'auto. |

Le antiche mura e un cunicolo del Castello di Botestagno |
Di fronte , una decina di metri più avanti , vediamo due sentieri che partono . Noi ci incamminiamo , dopo aver superato la sbarra in ferro , per quello di destra. Ci addentriamo in un bel bosco e dopo dieci minuti di camminino in dolce salita , dopo aver superato un bivio che superiamo tenendoci a destra , arriviamo a un piccolo slargo ove si intravedono le vecchie mura dell'antico castello di Botestagno ( o Podestagno ) e due cunicoli , uno avanti e uno dietro , che vi si addentrano ma solo per alcuni metri .
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La corda metallica che ci aiuta a scalare le mura del castello |
Il Boite verso Cortina dalla sommità della Rocca |
Qui per superare un doppio gradino c' è una fune metallica che ci offre un valido appoggio . Superato questo spuntiamo sulla sommità della rupe e davanti ci si offre una vista spettacolare .
Di fronte a noi si apre , dominata dai primi contrafforti del Pomagagnon , la Valle del Boite verso Cortina ; a chiuderla la Croda da Lago , il Becco di Mezzodì e , più indietro , il Pelmo . Sulla destra il Col Rosà e la Tofana de Inze che delimita la Valle di Fanes . Sulla sinistra la Valle che sale a Cimabanche nella quale si distingue il ponte sul Torrente Felizon . Il posto è spledido e merita alcune foto .
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La veduta verso Cimabanche dalla sommità della Rocca |
...davanti a noi si apre la verde radura di Pra de Castel |
Scendiamo dalla rupe ripercorrendo lo stesso percorso dell' andata e dopo cinque minuti , a un bivio con delle frecce , tiriamo dritto tenendoci sulla destra . Dopo due minuti il bosco si apre e si spalanca davanti a noi la verdissima radura di Pra de Castel , un magnifico prato con una malga e un fontanile , ideale per consumare la nostra colazione .
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Il Cristallo visto da Pra de Castel |
La spianata di Pra de Castel dalla malga |
Riprendiamo il cammino incamminandoci per il sentiero che sale da dietro la malga e in cinque minuti giungiamo alla strada di fronte la Casa Cantoniera .
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Pra de Castel vista dal basso |
La fresca fontana di Pra de Castel |
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14) CARBONIN - VAL FONDA |
S ( 456 ) + D / *** / h. 1,30' ( + h. 1,30' per il ritorno ) |

La Val Fonda vista dal Lago di Landro |
La Val Fonda è quella valle che dalla ampia conca di Landro e Carbonin si addentra nel versante nord del Cristallo, sotto la Forcella Stauines e il Rifugio Lorenzi , fino ai piedi del ghiacciaio .
Passeggiata facile e in un ambiente molto particolare e suggestivo . Non presenta alcun pericolo o tratto esposto. Per la prima ora di cammino è praticamente adatta a tutti ( difficoltà * ) poi inizia lentamente a salire ma sempre senza nessun tratto che possa rappresentare pericolo . |
Si parte da Carbonin . Lasciata l' auto nel parcheggio subito sulla destra della strada che porta a Misurina , ci incamminiamo per il sentiero IIIIIIII221-222 che parte a vista costeggiando dapprima alcune case e poi l' Albergo della Gioventù Santa Caterina . Il sentiero procede dentro il rado bosco e attraversa il percorso dell' ex-ferrovia , quindi continua a salire con una larga e comoda carrozzabile . Salendo il sentiero man mano si stringe , il bosco dirada e iniziamo a percorrere i detriti morenici del ghiacciaio del Cristallo . Prima del torrente , a un bivio , ci teniamo sulla destra . Dopo circa 30' di cammino dalla partenza giungiamo sotto al Casone della Riserva di Caccia di Auronzo e Misurina che ci sovrasta sulla destra .
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Nei pressi del taglio dell' ex-ferrovia |
Il casone di caccia all' inizio della gola |

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La "Capanna Cacciatori" oramai sbilenca ... |
Superato il Casone l' ampia morena si restringe e ci addentriamo nella Val Fonda che è praticamente la morena , ove scorre un fresco torrente , che cammina , come un canyon , tra due alte sponde di roccia . Il cammino è libero e facile . Sui due lati , nelle pareti della gola , si aprono alcune grotte . Di fronte le cime del Cristallo e la Forcella Stauines ci dominano superbe . Camminiamo così per circa 30' minuti in questo suggestivo scenario fino a che il torrente gira decisamente a destra .
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L' ingresso della gola |
... ci si addentra |
Prendiamo sulla sinistra , prima della svolta del torrente , il sentiero che sale e che ci fa sorpassare la grossa collina che ci troviamo di fronte ., Il sentiero ora corre altro rispetto al torrente . Proseguiamo per circa 15 minuti fino a un bivio . Al bivio prendiamo il sentierino che scende e ci riporta al torrente perchè andando diritto il sentiero principale è parzialmente franato .
Ritornati sul greto del torrente , che in questo tratto corre sotto terra , lo seguiamo , anche con traiettorie libere e in altri 30' minuti giungiamo fino al termine della nostra passeggiata che coincide col termine del sentiero segnato sulla mappa .
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Una delle tante grotte che si aprono nelle pareti della gola |
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Il tratto , nei pressi del bivio , dove il sentiero corre alto rispetto al torrente |
Il torrente nello stesso tratto |
I più volenterosi con altro cammino da qui , superando circa 500 metri di dislivello, possono giungere , seguendo tracce di sentiero , ai ghiacciai del Cristallo o del Popena .
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Un divertente guado |
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata . Per chi è particolarmente agile e ha voglia di divertirsi consiglio tutta la discesa lungo il tragitto del torrente . Alcuni passaggi attraverso grossi massi e diversi guadi divertiranno non poco . I due tragitto si rincontreranno sotto l' attacco del sentiero , alla curva del torrente .
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La fine del tratto morenico . Sullo sfondo il Lago di Landro |
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