LE MIE PASSEGGIATE |
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Croda Rossa- Senes - Fanes |
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1) PIAN DE LOA - PONTE OUTO - PRIMA CASCATA DI FANES ( FERRATA G. BARBARA ) |
S ( 160 ) / ** / h. 1,10' (+ h. 1,10' per il ritorno )
/ ***** / ( fino alla cascata con ulteriori 20' minuti di percorrenza )
SF / ****** / ( per il sentiero ferrato con ulteriori 40' minuti di percorrenza ) |
Passeggiata molto facile , adatta a tutti. Questa passeggiata si può dividere in due , anzi in tre diversi segmenti : il primo , fino al sentierino che porta alla cascata , facile adatta a tutti ( ** ) ; il secondo , passando sotto la cascata e scendendo fino al greto del torrente , da fare con molta attenzione ( ****** ) ; il terzo , cimentandosi con il , seppur facile, sentiero attrezzato ( ****** ) .
Si parte dall' inizio della strada , sbarrata , che risale tutta la Valle di Fanes fino ai Rifugi Fanes e La Varella ( sentiero IIIIIIIII10 ) . Poco dopo Fiames, sulla sinistra , prendiamo la ben segnalata deviazione, percorrendola per circa 500 metri fino al comodo parcheggio , prima della sbarra che segnala l' inizio del Parco Naturale di Sennes-Fanes-Braies . |

L' ingresso del Parco Naturale di Senner-Fanes-Braies |
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Il Boite a Pian de Loa |
Da qui inizia la nostra passeggiata in un bel bosco , lungo una comoda carrozzabile , costeggiando a distanza la riva sinistra del Boite , praticamente in pianura . La passeggiata è piacevole ed è interessante leggere sotto le varie specie di albero i vari cartellini identificativi che ne spiegano la varietà . Dopo non più di trenta minuti la visuale si apre ed entriamo nell' ampio e assolato Pian de Loa ove avviene la congiunzione del Rio di Fanes e del Torrente Boite . Il Pian de Loa è un bello slargo adatto a chi vuol fare un comodo pic-nic con prati , ombra e acqua a disposizione . Noi , invece , proseguiamo dritti e dopo 7-8 minuti transitiamo su un robusto ponticello in legno . Affacciandoci , nelle limpide acque sottostanti , è facilissimo avvistare numerose trote che vi nuotano libere . Seguiamo il nostro comodo sentiero carrozzabile che subito dopo il ponticello inizia un po' a salire ma dolcemente e costantemente . Dopo circa mezz' ora giungiamo al Ponte Outo dal quale è stupenda la vista sul profondissimo e suggestivo canyon ( Forra di Travenanzes) scavato dal Rio Travenanzes . Un centinaio di metri dopo il Ponte ecco che sulla destra c' è l' indicazione della deviazione per la cascata...e qui finisce la prima parte della passeggiata , quella adatta a tutti .
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Il ponticello a Pian de Loa prima della salita |
Una bella vedita della Forra di Travenanzes |
La passeggiata fin qui è stata bella e facile , ma lo spettacolo della splendida cascata non è facilmente perdibile per cui , a meno che si è o troppo anziani o troppo poco "montanari" ecco che ci incamminiamo nel sentiero indicato . Dopo un paio di minuti in bosco il sentiero si stringe ; qui inizia la Via Ferrata Giovanni Barbara ( come indicato sulla targa in bronzo , anche se come difficoltà si tratta più di un sentiero ferrato anzichè via ferrata ) e inizia la corda metallica per potersi agganciare; sulla destra inizia il sentiero inizia a diventare un po' esposto , ma non in modo eccessivamente pericoloso . Il fragore della cascata inizia a farsi sentire e , in periodi di alta stagione , è facile trovare anche un certo rallentamento dovuto al "traffico nel senso unico alterrnato".
Percorriamo con attenzione , ma senza paura , lo stretto sentiero per una ventina di metri aiutandoci anche con la corda di ferro che lo segue , ed eccoci al cospetto della bella cascata . Il salto d' acqua è notevole e la visione è molto suggestiva . Ma il sentiero continua passando dietro la cascata . Allora , facendo molta attenzione perchè qui il sentiero è bagnato , fangoso e quindi molto scivoloso , con cautela avanziamo e ci troviamo dapprima sotto la cascata, quindi dal lato opposto . Non ci spaventiamo se qualche schizzo d'acqua ci bagna un po' ; in situazioni come questa è normale ... ma ne vale la pena . Passata la cascata il sentiero continua a scendere per arrivare fino al punto più basso , sul greto del torrente , dove il corso d' acqua si calma . Man mano che si scende le varie angolazioni dalle quali si ammira la cascata danno sempre soddisfazione , fino ad arrivare a un ponticello in ferro che scavalca il torrente e sul quale sembra di stare proprio sotto la cascata ... e qui finisce la seconda parte della passeggiata .
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L' inizio del Sentiero Ferrato |
La cascata con il passaggio da dietro |
Chi vuole può tornare indietro per la stessa strada e con le medesime precauzioni .Dal ponticello di ferro inzia il ritorno verso il punto di partenza con il vero e proprio sentiero attrezzato . Bisogna dire che come sentiero attrezzato è molto ma molto facile e senza particolari punti esposti o passaggi difficili ma, in quanto classificato come sentiero attrezzato , va affrontato con la massima attenzione e prudenza e con le prescritte attrezzature . Questo sentiero , tutto in salita , inizia con una scaletta in ferro e prosegue con qualche passaggio più o meno esposto , e in non più di una ventina di minuti ci riporta all' inizio della deviazione sul sentiero principale .
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Ci avventuriamo nel passaggio sotto la cascata di Fanes... |
... passata la cascata , eccola come si vede il passaggio dall' altro lato |
Divagazione sul tema : per chi vuole divertirsi un po' e cimentarsi in una specie di canyoning può risultare simpatico provare a ridiscendere il torrente partendo dal ponticello di ferro . Alcuni guadi , salti e passaggi rischiosi , con e senza scarpe , ci consentono di proseguire per alcune centinaia di metri . Poi la gola si stringe , l' acqua diventa più profonda e .... il bagno inevitabile , per cui conviene fare dietro-front .
Dall' inizio della deviazione , dopo il Ponte outo , il ritorno al punto di partenza è per lo stesso percorso dell' andata .
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Un passaggio rischioso nel tentativo di trovare la via ... |
... e qui non ci resta che togliere le pedule |
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2) PIAN DE LOA - PONTE OUTO - PONTE DEI CADORIS - PASSO POSPORCORA - PIAN DE LOA |
A / S ( 410 ) + D / **** / h. 3,15 |

Prima del Ponte dei Cadoris passiamo per una malga . Alle spalle il "retro" del Col Rosà |
Ottimo percorso ad anello che , praticamente , gira intorno al Col Rosà. Il primo tratto del percorso è lo stesso della passeggiata precedente fino al Ponte Outo dove c' è la deviazione per la prima Cascata di Fanes.
Dalla partenza all' inizio del Parco Naturale è passata circa un' ora . Passiamo il ponte e prendiamo la deviazione a sinistra per il sentiero IIIIIIIII401 che corre in falsopiano e , costeggiando un piccolo lago , in 10' minuti ci porta al Ponte dei Cadoris .
Prima del ponte sulla sinistra c' è un' altra segnalazione ( scorciatoia ) per il Passo Posporcora , ma preferisco questo percorso perchè è molto più bello e vario .
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Sul Ponte dei Cadoris ... |
... e sotto , il Rio Travenanzes forma una splendida cascata |
Il ponte è alto ed è bello guardare il Rio Travenanzes che scorre sotto impetuoso .
Qui il sentiero inizia a salire . Dopo pochi minuti c'è il bivio con il sentiero che percorre la Val Travenanzes . Noi ci manteniamo sulla sinistra e proseguiamo in salita per il sentiero che ora è il sentiero IIIIIIIII408 .
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Inizia la salita . Eccoci al bivio tra il sentiero IIIIIIIII401 e il sentiero IIIIIIIII408 |
Dopo altri 15' minuti arriviamo , nei pressi di un ponticello , all' incrocio con la scorciatoia che partiva prima del Ponte Outo . In questo tratto sulle due sponde del sentiero crescono numerosi cespugli di mirtilli .
Dopo il ponticello inizia lo strappo finale e in 25' minuti eccoci arrivati al Passo Posporcora , sotto il Col Rosà .
Qui inizia la discesa , già descritta nella passeggiata n° 6 delle Tofane , in un bel bosco . In circa 45' raggiungiamo il sentiero IIIIIIIII417 , che costeggia il Boite. Giriamo a sinistra e sempre costeggiando il Boite , in circa 30' minuti arriviamo al ponte che ci permette di passare sull' altra sponda . Da qui in altri 5' minuti ritorniamo all' inizio della passeggiata .
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Passo Posporsora . Un bello scorcio verso Cortina |
Costeggiando il Boite verso il ponte . Sullo sfondo Botestagno , la Croda de r' Ancona e la Croda Rossa |
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3) RIFUGIO LA VARELLA - RIFUGIO FANES - LAGO DI LIMO- PIAN DE LOA |
S ( 115 ) + D / *** / h. 4,30' ( di cui h. 1 per il giro dell' Alpe ) |

La verde conca dell' Alpe di Fanes |
I Rifugi Fanes e La Varella sono due rifugi , vicini tra loro , che si trovano in una delle zone più belle e incontaminate delle Dolomiti , al centro del Parco Naturale Fanes - Senes - Braies . Come tutte le cose belle sono un po' difficili da avere per cui , volendo salire dal lato di San Vigilio o dal lato del Sasso della Croce oppure dalla Valle di Fanes , ci vogliono non meno di quattro-cinque ore di salita per raggiungerli . Volendo fare tappa in un piccolo tour , oppure salirci per passare la notte , va bene , ma se si vuole salire e scendere nella stessa giornata bisogna pensarci bene e avviarsi di buon ora ( dipende anche dalla compagnia ) . Se no si può optare per la soluzione che vi propongo . Salire in Jeep fino al Rifugio Fanes , fare il giro dell' Alpe fino al Rifugio La Varella e ridiscendere tutta la Val di Fanes . |
Prendiamo quindi la Jeep , che avremo prenotato il giorno prima , dalla sbarra alla partenza della passeggiata precedente , e con questa risaliamo lentamente fino alla vecchia ma caratteristica struttura in legno del Rifugio Fanes . Scesi e ripresi dal lungo sballottamento ci rendiamo subito conto della bellezza di questo luogo : una vasta conca verde solcata dalle fresche acque del Rio San Vigilio che forma due laghetti e un' ampia zona paludosa , il tutto incorniciato da maestose cime ( Sasso delle Nove , Sasso delle Dieci , le cime del Sasso della Croce e dal Piz La Varella ), e ai due estremi i due Rifugi . Ma ciò che ci colpisce arrivati in questo punto è il silenzio dominante che suscita in noi , nella nostra piccolezza , la consapevolezza di trovarci in un posto magico , ma anche di essere molto lontani dal più vicino segno di modernità ( esclusi i due Rifugi ) . Sbigottiti ammiriamo in silenzio .
Iniziamo a muoverci dal Rifugio Fanes in direzione Rifugio La Varella , che intravediamo sul versante opposto dell' ampia conca , e ci incamminiamo per il sentiero IIIIIIIII7-12 ; passiamo prima per una verde zona paludosa , quindi su un ponticello in legno , ancora un po' di terreno molto umido e , trasitando davanti alle Malghe di Fanes Piccola , giugiamo in meno di 20' minuti al Rifugio La Varella . Dopo la sosta , obbligatoria , prendiamo la carrareccia che costeggia il corso d' acqua sul lato sinistro , segnato all' inizio da un Crocifisso , fino a un ponticello che ci riporterà sulla sponda opposta per poi ritornare al Rifugio Fanes . Il giro è stato breve , in piano , ma altamente spettacolare .
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Il Rifugio Fanes |
Il Rifugio La Varella |
Davanti al Rifugio Fanes prendiamo la carrareccia sentiero IIIIIIIII10 che ci accompagnerà fino al termine della passeggiata . Il sentiero qui fa l' unico strappo ( 115 metri di dislivello ) che in venti minuti ci porta fino al Passo di Limo; in altri cinque minuti siamo allo splendido Lago di Limo sovrastato dalle cime del Col Bechei .
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Il Lago di Limo e , alle spalle , la Croda del Becco |
L' Altro versante del Lago di Limo con il Col Bechei |
Lasciamo il lago sulla sinistra ( volendo lo si può anche costeggiare tutto ) e iniziamo a scendere per la Val Di Fanes . Abbandoniamo la carrarreccia per un breve taglio e la riguadagnamo all'altezza di un ponticello, quasi in corrispondenza delle prime acque sorgive del Rio di Fanes . Siamo ora sulla sinistra del Rio di Fanes , la carrareccia scende dolcemente , il bosco è gradevole , sulla sinistra ci domina il complesso di cime del Col Bechei e a destra le varie cime a ridosso dei Monti di Fanes e delle Tofane .
Oramai ci tocca solo scendere e goderci questo splendido paesaggio . Dopo circa 40' minuti , dopo un passaggio del fiume su un ponticello , sorpassiamo il piccolo Lago di Fanes . Continuando a scendre scorgiamo le indicazioni per la deviazione alla Seconda Cascata di Fanes , quindi imbocchiamo un altro taglio che , nel fitto bosco , ci porta fino alla deviazione per la Prima Cascata di Fanes. Dalla partenza dal Rifugio Fanes non sono passate più di di due ore e mezzo e siamo già molto soddisfatti per quanto abbiamo fatto e visto .
Da qui , come descritto nella passeggiata precedente , in poco più di un' ora di comoda passeggiata , dopo aver passato il Pian de Loa , arriviamo al punto di partenza .
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La spledida conca di Fanes . A sinistra il Rifugio La Varella , a destra , tra gli alberi , il Rifugio Fanes |
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4) STRADA S.S. 51 PER CIMABANCHE - VAL DI GOTRES - FORCELLA LEROSA - RA STUA - STRADA S.S. 51 |
S ( 522 ) + D / **** / h. 3,40' |
Classica passeggiata , di media lunghezza ( circa 9-10 km. ) , che supera anche un discreto dislivello ma dolcemente e senza alcuna difficoltà . Adatta praticamente a tutti quelli che camminano un po' più di niente .
Si parte lungo la strada che sale a Cimabanche ( S.S.51 ) , sulla sinistra , subito dopo la dismessa caserma degli Alpini . Lasciamo l' auto nella piazzola che si apre davanti l' ingresso della caserma e iniziamo a prendere il largo sentiero IIIIIIIII8 che , dopo una prima stretta curva sulla sinistra , inizia a salire costantemente . Iniziamo a salire nei fitti boschi di Rufiedo e dopo circa 40' minuti superiamo , su un ponticello di legno , un rumoroso torrente. |

Un ponticello su un rumoroso torrente risalendo la Val Gotres
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La salita , che negli ultimi 500 metri si era fatta leggermente più ripida , scema e inizia ora un tratto molto suggestivo nel quale si costeggia il Torrente Gotres che scorre alla nostra sinsitra .
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Val Gotres - Un fresco torrente dal quale si può fare scorta d' acqua pura |
La Croda de r' Ancona ci domina quando siamo quasi in forcella |
Dopo circa 500 metri il torrrente passa alla nostra destra e si allontana dal sentiero . Alzando gli occhi sulla sinistra si scorgono , sulle rosse rocce della Croda de r'Ancona , i resti delle postazioni di guerra , da qui parte la deviazione per chi volesse salire a visitarli ( circa 100 metri di dislivello e 20-30' di cammino). Continuiamo la nostra passeggiata , il bosco si dirada e la visuale inizia man mano ad aprirsi ; sulla destra la Val di Gotres è ampia e verde , la Croda Rossa ci domina silenziosa . E' già passata un' ora e 10' minuti dalla nostra partenza e in altri 50' minuti raggiungiamo la Forcella . Abbiamo superato 522 metri di dislivello in quasi due ore di cammino ma non è che siamo affaticati più di tanto .
Sulla Forcella Lerosa la spianata invita a uscire dal sentiero e fare un giro di perlustrazione nel verde prato . Mucche , muli e cavalli popolano questa zona . Di fronte a noi scorgiamo tutta la Val Salata fino alla Croda del Becco.
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Panorama dalla Val Gotres - Girandosi ecco il Monte Piana e le Tre Cime di Lavaredo |
Forcella Lerose |
Iniziamo la discesa prendendo al bivio il sentiero IIIIIIIII8 sulla destra . La discesa è più ripida della salita appena effettuata ma il sentiero non presenta difficoltà . In 50' minuti raggiungiamo il fondovalle e la splendida spianata del Rifugio Malga Ra Stua . Per chi vuole rifocillarsi qui può trovare un buon piatto di polenta accompagnato in vari modi e una coppa di genuina panna fatta con il latte delle mucche della Malga .
Proseguiamo il nostro cammino ( per chi fosse stanco c' è anche un servizio navetta che porta fino al punto di arrivo ) percorrendo la strada asfaltata . Subito ci sono due stretti tornanti che superano una cascata molto suggestiva , poi la strada si infila nel bosco e scende costantemente . In 50' minuti ci porta fino in località Sant' Uberto e cioè a ridosso della Strada Statale all' altezza del primo tornante dopo Fiames , ove c' è un parcheggio e la partenza della strada che sale a Ra Stua.
CONSIGLIO LOGISTICO : Tra il punto di partenza e quello di arrivo ci sono circa sei chilometri di distanza per cui , se possibile , è consigliabile lasciare le auto una alla caserma una a S. Uberto .
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Un abitante dei verdi prati di Forcella Lerose |
Il bivio dei sentieri scendendo da Forcella Lerose - A sinistra la strada militare ( salita della passeggiata n° 4 ) e a destra quello della nostra discesa . Sullo sfondo la Val Salata e la Croda del Becco |
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5) SANT' UBERTO - ANTRUILES - SANT' UBERTO |
A / S 160 ( 122 + 35) + D / ** / h. 1,40' |

Il grazioso Cason di Antrouiles, meta della nostra passeggiata |
Passeggiata facile, non impegnativa ma molto gratificante che ci porta in uno dei posti più belli dei dintorni di Cortina, ideale per mangiare un panino nel prato accoppiandolo ad una leggera passeggiata.
Si parte dal parcheggio di Sant' Uberto, al primo tornante della Statale 48 di Alemagna che va verso Dobbiaco, da dove parte la strada che sale a Ra Stua.
Da qui, seguendo le indicazioni, ci incamminiamo lungo il percorso pedonale lasciandoci la strada asfaltata sulla destra. |
Il sentiero procede al di sotto della strada, quasi costeggiandola, poi risale fino ad incontrarla. Per evitare di camminare sull'asfalto passiamo sull'altro lato e percorriamo un breve tratto al di sopra di questa. La passeggiata è piacevole, sempre in un bel bosco, non impegnativa e fa piacere constatare che sono stati attrezzati questi sentieri alternativi che fanno evitare di procedere lungo la strada asfaltata e respirare gli scarichi delle numerose Jeep-navetta che salgono e scendono da Ra Stua.
Dopo un po' il sentiero taglia nuovamente la strada, passa al di sotto di questa, e man mano si allontana. Sulla sinistra, tra gli alberi, intravediamo la spianata di Antrouiles. Il sentiero, oramai unito alla carrareccia, inizia a scendere fino al ponte sul Boite.
Con un grosso curvone superiamo il fiume e , dopo alcune centinaia di metri, tenendo sempre la sinistra, passiamo attraverso un tratto di bosco ed entriamo nella spaianata di Antrouiles.
Dopo il Crocifisso in legno ci accoglie il "Cason" che domina la verdissima spianata. Dal parcheggio di Sant'Uberto sono trascorsi circa 50' minuti.
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Dopo il Crocifisso in legno ci appare il Cason di Antrouiles |
Il Cason di Antrouiles e il Crocifisso |
Il "Cason" , privato, ci offre fresca acqua da bere e comode panche per sedere; è anche fornito di un barbecue. Di fronte la Croda d'Ancona domina la verde spianata.
Proseguiamo per il sentiero e, di nuovo nel bosco, affrontiamo una leggerissima salita. In alcuni tratti siamo a picco sul Boite che lo vediamo scorrere in basso in lontananza. Dopo 10' minuti di facile salita, circa 35 metri, inizia una ripida ma non scoscesa discesa che ci porta in circa 20' minuti ad un bivio. A destra si va verso Pian de Loa, noi, invece, dovendo tornare a Sant'Uberto, giriamo verso sinistra.
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La Croda d'Ancona che domina la verde spianata di Antrouiles |
Superato il Cason il sentiero prosegue e si infila di nuovo nel bosco |
Dopo 5' minuti giungiamo ad un bel ponticello in legno che ci fa passare comodamente il Boite che in quel punto esce da alcune strette e spettacolari gole.
Passiamo il ponticello e, in 10' minuti di leggerissima salita, giungiamo al parcheggio di Sant'Uberto.
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Il bivio per il ponticello, verso sinistra, al termine della discesa |
Il ponticello e le gole del Boite |
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6 ) SANT' UBERTO - BIVIO PER ANTRUILES - RA STUA - SANT' UBERTO |
A / S ( 247 ) + D / *** / h. 2,30' |
Ecco un percorso alternativo molto valido per chi vuole non vuole perdersi lo spettacolo della conca di Ra Stua ma si rifiuta di mettersi in coda per essere trasportato dalla Jeep "navetta" .
Lasciamo la nostra auto nel parcheggio di Sant' Uberto , nel primo tornante della Statale 48 di Alemagna che va verso Dobbiaco .
Qui seguendo le indicazioni ci incamminiamo nel percorso pedonale lasciandoci la strada sulla destra . |

Salendo la vista spazia su Antrouiles e le montagne che le fanno da sfondo
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Il sentiero corre giusto sotto la strada costeggiandola , poi risale , la taglia e percorre un stratto al disopra . La passeggiata è piacevole e non impegnativa e fa piacere constatare che non si sta lungo la strada asfaltata a respirare gli scarichi delle Jeep che salgono e scendono .
Dopo un po' il sentiero passa nuovamente al di sotto della strada e man mano si allontana . Sulla sinistra vediamo la spianata di Antroules . Il sentiero inizia a scendere , quindi si stacca da quello principale che va verso il ponte . Dopo un po' arriviamo a costeggiare il Boite , lo passiamo su un ponticello e qui inizia il tratto più in salita .
Prima allo scoperto salendo anche una lunga gradinata , poi nel bosco , il sentiero sale costantemente fino a raggiungere un tratto pianeggiante . Qui il percorso prosegue per altri 5' minuti in falsopiano fino ad arrivare a un ponticello che ci fa passare nuovamente il Boite e ci immette nel piazzale-parcheggio di Ra Stua . Dalla partenza sono passate circa un' ora e 20' minuti . La passeggiata è stata bella è piacevole , non eccessivamente faticosa .
Dopo aver ammirato le bellezze di Ra Stua , ed eventualmente essere saliti in circa 20' minuti fino a Campo Croce , vedi passeggiata n° 7 , ecco che ci prepariamo per il ritorno .
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La splendida Malga Ra Stua |
Sulla via del ritorno : abbandonata la strada il sentiero inizia a salire leggermente |
Iniziamo a scendere per la strada asfaltata e dopo aver ammirato la bellissima cascatella sulla nostra destra prendiamo dopo pochi metri a sinistra il sentiero che si immette subito nel bosco . La strada sulla nostra destra scende e si stacca repentinamente dal nostro sentiero che , invece , risale leggermente . Per circa 20' minuti il sentiero cammina nel bosco in leggero falsopiano in salita fino ad arrivare a un punto , attrezzato con una comoda panchina , dal quale si gode una spledida vista su Antrouiles e le montagne circostanti . Da qui il sentiero inizia leggermente a scendere e , dopo un po' incrociamo il taglio che in 15' minuti ci riporta alla strada asfaltata . Altri 15' minuti ed eccoci ritornati a Sant'Uberto . Da Ra Stua sono passate un' ora e 10' minuti circa .
Percoso alternativo : Allungando circa 20' minuti dal punto del taglio in discesa possiamo proseguire dritti . Il sentiero risale per poi scendere dritto nel bosco lungo il Ru dei Cavai sbucando al di sopra del tornante di Sant' Uberto , in un percorso altrettanto bello .
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Il punto panoramico che si affaccia sul prato di Antrouiles |
Il sentiero inizia a scendere |
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7 ) RA STUA - FORCELLA LEROSA - RA STUA |
A / S ( 352 ) + D / *** / h. 2 |

Malga Ra Stua
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Se c' è un posto che può identificare la montagna , nella classica visione che si può avere di questa , quello senza dubbio è Ra Stua .
Una verde spianata , una strada che parte per una verde valle , un contorno di cime severe , un torrente saltellante con una limpida acqua , un bosco su un versante e un bel prato sull' altro , un rifugio con tetto a spiovente e un comignolo sempre fumante , l' odore della legna che arde , un profumo di salsicce e polenta , cataste di legna , fontane alle quali dissetarsi , mucche , caprette , cavalli : questo è il prototipo della montagna , questa è Ra Stua .
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La spianata della malga Ra Stua |
Se questa è Ra Stua a valle , Forcella Lerose è l' equivalente in quota . Per raggiungere la Forcella da Ra Stua c' è un bel percorso ad anello non eccessivamente difficile anche come dislivello , nè eccessivamente lungo .
Superariamo la Malga e prendiamo subito sulla destra il sentiero IIIIIIIII8 che inizia subito a salire . Subito il sentiero si biforca e noi prendiamo la via di destra che ripercorre la vecchia strada militare che saliva in forcella . Essendo strada carrareccia questa sale con più dolcezza e con curve più larghe . Tra prati e boschi , senza mai esagerare come pendenza il nostro sentiero IIIIIIIII8 in non più di h. 1,10' minuti ci porta dolcemente fino in forcella . Man mano che saliamo vediamo aprirsi alla nostra vista la Val Salata con in fondo la poderosa mole della Croda del Becco . Giunti in forcella , dopo aver goduto della magnifica vista e , nel caso , aver fatto un po' di esplorazione nel verde alpeggio facciamo marcia indietro e iniziamo la discesa .
Per il ritorno invece prendiamo l'altra strada , sempre sentiero IIIIIIIII8 ma alla biforcazione sulla destra , che tra i verdi prati scende un po' più decisa ma senza alcuna difficoltà . In 50' minuti dalla forcella siamo ritornati alla dolce spianata di Ra Stua .
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Mucche al pascolo a Forcella Lerosa |
Una suggestiva cascatella poco sotto Ra Stua |
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8 ) RA STUA - CAMPO CROCE - RIFUGIO FODARA VEDLA |
S ( 335 ) / **** / h. 1,30' ( + h. 1,20' per il ritorno ) |

Campo Croce - La deviazione a sinistra per Fodara Vedla |
Questa è la prima di una serie di tre passeggiate che hanno in comune lo stesso percorso iniziale ma che possono , a seconda della voglia di camminare , essere più o meno impegnative . Per variare , volendo , le seconde due possono essere fatte nel senso inverso ma io preferisco proporle tutte nello stesso senso .
Si parte da Ra Stua , raggiungibile con una stretta ma asfaltata stradina in ripida salita , dalla località Sant Uberto a ridosso del primo tornante della Statale 51 di Alemagna che da Cortina va verso Dobbiaco . |
CONSIGLIO LOGISTICO : In alta stagione però la stradina è chiusa e Ra Stua è raggiungibile con un servizio navetta che parte da Fiames . Nel caso si volesse salire a piedi da S. Uberto a Ra Stua occorre calcolare circa h. 1, 20' minuti di percorso in salita (247 metri di dislivello) , vedi passeggiata n° 5 .
Da Ra Stua prendiamo la larga carrareccia sentiero IIIIIIIII6 che risale dolcemente le prime acque del Boite . Mucche e caprette ci sbarrano spesso il cammino . In 20' minuti giugiamo a Campo Croce , una magnifica spianata ricca di acqua ; anche qui mucche e cavalli la fanno da padrone .
All' inizio di Campo Croce prendiamo sulla sinistra il sentiero IIIIIIIII9 che dopo le prime centinaia di metri in accettabile dislivello , inizia una ripida salita nel bosco a gradini di radici con stretti e continui piccoli tornanti ; lo strappo è notevole e in meno di mezz' ora superiamo circa 150 metri di dislivello .
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Alcuni fienili e la chiesetta nei pressi del Rifugio Fodara Vedla |
Finalmente il sentiero , uscendo dal bosco , spiana ; proseguiamo per circa 20' minuti in un leggero falsopiano fino ad incontrare le acque del piccolo Lago de Fodara ; lo costeggiamo lasciandolo sulla sinistra e proseguiamo altri 5' minuti in leggera salita . Qui scolliniamo e in altri altri 10' minuti di leggera discesa raggiungiamo il Rifugio Fodara Vedla . Il Rifugio si erge in una magnifica e panoramica radura , popolata da alcune malghe e una deliziosa cappella, che domina la Valle di Tamersc che porta a San Vigilio di Marebbe .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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La verde spianata del Rifugio Fodara Vedla |
La chiesetta e alcuni fienili vicini al Rifugio Fodara Vedla |
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9 ) RA STUA - CAMPO CROCE - RIFUGIO FODARA VEDLA - RIFUGIO SENNES - RA STUA |
A / S ( 448 ) + D / **** / h. 3,50' |
Come detto precedentemente questa è la seconda delle tre passeggiate con un tratto in comune .
Come descritto nella passeggiata precedente raggiungiamo in h. 1, 30' minuti il bel Rifugio Fodara Vedla . Da qui prendiamo la larga carrareccia sentiero IIIIIIIII7 . Dopo il primo tratto di circa 10' minuti molto panoramico prendiamo una prima deviazione sulla destra che si stacca dal cammino principale . Il sentiero , che fa parte dell' Alta Via n° 1 , corre tutto in alta quota e in leggerissimo falsopiano in salita . Dopo circa venti/venticinque minuti il sentiero si ricongiugne alla carrareccia e qui indifferentemente possiamo optare o di proseguire nuovamente per il sentiero che si stacca ancora sulla destra oppure per la carrareccia stessa . |

Campo Croce - La Casina di Caccia e l' inizio della Val Salata |
Dopo circa 15' minuti le due strade si ricongiungono e , dato che ci troviamo a un bivio , proseguiamo il nostro cammino optando per la strada di sinistra . Altri dieci minuti di leggerissima salita sono sufficienti per portarci alla lunga spianata verde al termine della quale c' è il Rifugio Sennes .
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Ci avviciniamo sul lungo prato verso il Rifugio Sennes |
Il prato antistante visto dal Rifugio Sennes |
La spianata del Rifugio Sennes è molto bella e merita una sosta . Alcuni fienili e malghe e un piccolo lago completano la scena . Nel verde prato non è difficile scorgere qualche orgogliosa Stella Alpina .
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Due belle immagini del Rifugio Sennes e della verde spianata che si percorre per raggiungerlo |
Torniamo sui nostri passi e riprendiamo il sentiero che va verso sinistra ; dopo cento metri imbocchiamo la deviazione sentiero IIIIIIIII6 a destra che inizia subito a scendere tutta la Val Salata . La discesa è lunga e costante . Dopo circa 30' minuti sulla sinistra imbocchiamo una scorciatoia che ci fa risparmiare un bel po' di strada . Continuiamo a scendere per la carrareccia e dopo altri 10' passiamo vicini alla Sorgente del Boite , quindi dopo ulteriori 10' minuti raggiungiamo Campo Croce . Passiamo sotto la Casina di Caccia che ci domina sulla destra , percorriamo tutta l' ampia spianata e quindi in 20' minuti ritorniamo a Ra Stua .
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Nei pressi del Rifugio Sennes prima di imboccare la Val Salata |
L' inizio del sentiero della Val Salata |
Volendo fare una simpatica deviazione dell' ultimo tratto , al termine di Campo Croce imbocchiamo sulla destra il sentiero che sale a Fodara Vedla e dopo 50 metri , subito dopo un ponticello , prendiamo sulla sinistra il sentiero che scende lungo la riva destra del Boite e che tra prati e alberi ci riporta a Ra Stua .
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Due immagini del Boite nei pressi di Ra Stua mentre scendiamo sulla destra del fiume |
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10 ) RA STUA - CAMPO CROCE - RIFUGIO FODARA VEDLA - RIFUGIO SENNES - RIFUGIO BIELLA - ( CIMA DELLA CRODA DEL BECCO ) - LAGHI DI CRODA ROSSA - RA STUA |
A / S ( 659 ) + D / ***** / h. 5,50'
per la salita in Cima alla Croda del Becco bisogna aggiungere S (483 ) + D / ****** / h. 2,25' |

Sul sentiero che dal Rifugio Sennes va verso il Rifugio Biella . Ci avviciniamo alle pendici della Croda del Becco |
Terza delle serie delle tre passeggiate con partenza da Ra Stua .
Seguiamo quanto detto nelle due precednti fino all' arrivo al Rifugio Sennes. Sono già trascorse due ore e 30' minuti dalla partenza .
Torniamo sui nostri passi e imbocchiamo il sentiero che va verso sinistra . Dopo circa cento metri non prendiamo la deviazione a destra che scende verso la Val Salata ma tiriamo dritti lungo la comoda carrareccia sentiero IIIIIIIII23-24 . Dopo cinque minuti imbocchiamo la deviazione sentiero IIIIIIIII6 sulla destra . |
Il sentiero si stringe e corre in un ambiente di alta montagna con sassi ed erba rada . Il paesaggio è molto bello e l' aria è frizzantina. Il sentiero sale in un leggero falsopiano per non più di cento metri di dislivello . La grande gobba della Croda del Becco con le sue inconfondibili striature si erge davanti a noi e si fa sempre più vicina . Dopo circa 40' minuti ci ricolleghiamo alla carrareccia sentiero IIIIIIIII6 che sale dalla Val Salata . Oramai siamo proprio sotto la Croda del Becco . Altri 20' minuti di carrareccia e 60 metri di dislivello ed eccoci arrivati al Rifugio Biella .
Deviazione per la cima della Croda del Becco . Arrivati al Rifugio Biella ecco che davanti a noi si erge , di fianco , la Croda del Becco . Salire in cima è una magnifica esperienza e la consiglio vivamente . Attenzione però a calcolare bene i tempi anche in relazione alle proprie forze ; sono già tre ore e 45' minuti che camminiamo , per salire e scendere dalla Croda del Becco occorre calcolare altre 2 ore e 25' minuti , e ci manca ancora tutto il ritorno fino a Ra Stua . Perciò fare bene attenzione , ma se le forze ci sono e il tempo lo permette la salita in cima è sicuramente da non perdere . Il sentiero non è difficile e non presenta particolari difficoltà , solo nell' ultimo tratto può sembrare un po' scoperto e dare qualche problema a chi soffre di vertigini , ma non c' è pericolo perchè il sentiero è sempre ben largo . Il percorso è facilmente individuabile a vista . Parte dal Rifugio e dopo aver superato la Forcella Sora Forno , da dove si stacca il sentiero IIIIIIIII1 che scende a Braies , inizia a risalire costantemente per il crinale della montagna . La salita è abbastanza impegnativa , 483 metri di dislivello , ma senza pericoli . In un ora e 15' minuti siamo in cima e ci possiamo godere la vista mozzafiato sul Lago di Braies , che sotto di noi sembra un piccolo stagno , e su tutte le cime circostanti. La discesa al Rifugio Biella , non più di un' ora e 10' minuti, è per la stessa strada .
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In cima alla Croda del Becco |
Fatta , o meno , la salita in cima ecco che siamo di nuovo pronti a partire . Oramai ci tocca solo la discesa . Imbocchiamo il sentiero dal lato opposto del Rifugio e dopo circa cento metri prendiamo la deviazione a destra del sentiero IIIIIIIII26 . Il percorso è sempre tutto allo scoperto in un ambiente di alta montagna. Dopo circa 30' minuti , all' inizio di un' ampia conca , c' è una biforcazione del sentiero , noi prendiamo quello che va a destra e dopo circa 10' minuti siamo sulle sponde del bel Lago alpino di Fosses . Proseguiamo diritti e al bivio , che subito incontriamo , ci teniamo sulla sinistra sempre sul nostro sentiero IIIIIIIII26 ; proseguiamo ora su un terreno più prativo . Sulla nostra destra ci lasciamo il piccolissimo Lago Piccolo e, dopo altri dieci minuti , sulla nostra sinistra il Lago di Remeda Rossa . Cinque minuti ancora e ci troviamo ad un altro bivio . Prendiamo sulla destra il nostro sentiero IIIIIIIII26, superiamo una bella croce lignea e proseguiamo , sempre in leggera discesa per altri 20' minuti . Ora ci troviamo sulla cresta del monte , in un passaggio in loc. Socroda , che delimita la Val Salata . Il sentiero da qui si tuffa in una ripida discesa tra molti mughi prima e alberi poi , e in 30' minuti ci troviamo a Campo Croce . Prendiamo la strada principale e in 20' minuti siamo a Ra Stua . Dal momento della partenza , esclusa la salita alla Croda del Becco, sono trascorse poco meno di sei ore di cammino .
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Il Rifugio Biella e la Croda del Becco ( clicca per vedere il percorso del sentiero per la cima ) |
Il Lago di Braies visto dalla Cima della Croda del Becco |
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11 ) PASSO CIMABANCHE - VALLE DEI CANOPI - PRATOPIAZZA - RIFUGIO VALLANDRO - CARBONIN |
S ( 461 ) + D / **** / h. 1,40' ( + h. 2,20 per il ritorno ) |

La Croda Rossa vista dal Passo Cimabanche |
Splendida passeggiata che parte dal Passo di Cimabanche e sconfina arrivando in zona altoatesina sullo splendido altopiano di Pratopiazza .
Lasciate le auto nel parcheggio sul passo di Cimabanche prendiamo sul lato opposto ( sulla sinistra andando verso Dobbiaco ) il sentiero IIIIIIIII18 . Questo parte come una comoda carrareccia ma subito si trasforma in sentiero infilandosi nella Valle dei Canopi . |
Il sentiero corre in falsopiano in salita , in un bel bosco , costeggiando un bel torrente che riceve spesso acqua su entrambe le sponde . In poco meno di un'ora di questo piacevole cammino ci troviamo sotto lo strappo che sale a Pratopiazza. Qui il sentiero si biforca e noi prendiamo quello che sale a vista , a destra .
Il terreno qui diventa ghiaioso e in stretti tornati risale una evidente vecchia frana causata dall' erosione del torrente . Non c'è nessun pericolo e nessun passaggio particolarmente esposto ma in alcuni punti il terreno scosceso e franoso può causare qualche apprensione a chi soffre di vertigini .
Lo strappo è breve ma intenso e in mezz' ora saliamo oltre 200 metri di dislivello. Finita la salita ripida vediamo che il terreno spiana e la valle si apre . Ci troviamo catapultati in uno splendido ed enorme prato : siamo sull' altopiano di Pratopiazza . In fondo si scorge il rifugio sul quale incombe la mole del Picco di Vallandro . In 20' minuti di passeggiata su questo splendido prato giungiamo al Rifugio Pratopiazza . Sono trascorse h. 1, 40' minuti dalla partenza .
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Il verde altopiano di Pratopiazza . Sullo sfondo il Sorapiss innevato |
Dopo aver goduto della splendida vista , e casomai anche di una fetta di ottimo strudel che il rifugio prepara , ritorniamo sui nostri passi prendendo però la larga strada sentiero IIIIIIIII37 che che in 25' minuti ci porta al Rifugio Vallandro (una piccola deviazione , 5 minuti , ci porta fin sopra al rifugio che è un po' più alto rispetto alla strada) . Nei pressi del Rifugio ci sono anche i ruderi dell' ex-forte di guerra austriaco . Incuriositi vi diamo uno sguardo .
Ritornati sulla strada iniziamo a percorrela . Scorgiamo sotto il sentiero che corre parallelo e allora lasciamo la strada per continuare su questo . Il sentiero inizia a scendere per un bel bosco e rispetto alla strada , che incrociamo più volte , ci fa risparmiare molto cammino . Dopo h. 1,10' minuti il sentiero , nel punto ove il pendio è oramai più ripido , si ricongiunge alla strada . Proseguiamo su questa affrntando anche tre tornanti . Un' ultima discesina ci porta sulla Statale 51 di Alemagna , poco prima di Carbonin , ove un fresco fontanile potrà dissetarci . Tutta la discesa , partendo dal Rifugio Pratopiazza è durata h. 2,20' .
Consiglio logistico : Volendo fare ritorno direttamente a Cimabanche si può ripercorrere , dal Rifugio Pratopiazza , lo stesso tragitto dell' andata ( h. 1,30' minuti ) . Se , invece , si vuole fare il percorso quasi ad anello così come descritto occorre tener conto che Cimabanche e il fontanile di arrivo distano tra loro all' incirca 2.500 metri , per cui o si lasciano due auto una alla partenza e una all' arrivo , o si prende un autobus da Carbonin a Cimabanche - informarsi degli orari - oppure bisogna calcolare un' altra ora circa di cammino .
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Il Rifugio Vallandro e i ruderi del Forte Austriaco |
Il fontanile vicino Carbonin al termine della passeggiata |
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12 ) PEDRACES - OSPIZIO S.CROCE ( SASSO DELLA CROCE ) |
S ( 216 ) + D / ** / h. 0,50' minuti ( + h. 0,40' per il ritorno ) |
Adatta praticamente a tutti questa passeggiata "fuori zona" , si parte infatti da Predaces , dopo La Villa in Val Badia , è un buon pretesto per visitare una splendida opera e un magnifico posto .
Si parte da Predaces , come già detto , e si prende la seggiovia che parte dal paese . Con l' impianto di risalita si arriva a quota 1.820 m. e da qui parte la nostra passeggiata .
Dietro l' arrivo della seggiovia è ben visibile la stradina sentiero IIIIIIIII7 che inizia a salire . |

L' ultimo tratto di salita verso l' Ospizio al Sasso della Croce |
Iniziamo a percorrerla e subito questa inizia ad avere una notevole pendenza . Ma non finisce qui . La nostra sorpresa è che questa stradina è una magnifica Via Crucis . Infatti , ad intervalli regolari , si alternano le varie stazioni della Via Crucis con splendide immagini protette da piccole bianche cappelle .
Il percorso è molto ripido e lo percorriamo lentamente . Dopo circa 50' minuti , superata l' ultima stazione inizia a comparire il bianco Ospizio della Santa Croce. All' arrivo ecco che troviamo un fabbricato , l' Ospizio , e una chiesa in stile montano di notevole fattura . Il posto è molto bello , vi è anche un posto di ristoro , e la rossa parete del Sasso della Croce contrasta e fa da sfondo al bianco Ospizio . Soddisfatti della seppur breve , ma ripida e interessante passeggiata , facciamo ritorno ripercorrendo il percorso dell' andata .
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Interno della Chiesa dell' Ospiziodella Santa Croce |
Percorso alternativo : La passeggiata così come descritta è adatta praticamente a tutti ; per qualcuno avesse voglia di camminare di più può risalire a piedi il primo tronco di seggiovia percorrendo l' intero sentiero IIIIIIIII7 , che corre quasi sotto questa , in h. 1,40' minuti di salita e h. 1,30' minuti di discesa . La discesa dall' Ospizio della Santa Croce può essere affrontata anche con il sentiero IIIIIIIII13 che , sempre per prati , fa un giro un po' più in largo e in poco più di due ore , ricongiungendosi in fondo con il sentiero IIIIIIIII7 , ci riporta a Predaces .
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L' Ospizio e la Chiesa al Sasso della Croce |
L' Ospizio e la Chiesa visti da sopra |
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