LE MIE PASSEGGIATE
 
Giau - Croda da Lago
 
1) PASSO GIAU - FORCELLA ZONIA - FORCELLA GIAU - MONDEVAL - FORCELLA AMBRIZOLA - RIFUGIO PALMIERI - MALGA FEDERA - LAGO PIANOZES
S ( 262 ) + D / **** / h. 5,40'

Tra tutte le passeggiate , descritte e non , che si possono fare , il passaggio per l' altopiano del Mondeval è senz'altro una delle cose più belle ed emozionanti che la conca di Cortina ci può offrire .

Personalmente ci sono passato almeno sette-otto volte ed ogni volta mi sono meravigliato per la bellezza del paesaggio , l' ampiezza della veduta , il verde smeraldo dell'alpeggio .

Non si può dire di aver fatto passeggiate a Cortina se non si è passati almeno una volta sul verde prato che si adagia tra la Forcella Giau e la Forcella Ambrizola .

Clicca per ingrandire

Lo splendido altopiano del Mondeval . Sullo sfondo il Becco di Mezzodì

 

La passeggiata racchiude quanto di più classico la montagna estiva può offrire . Si parte da Passo Giau . Già risalendo in auto la strada di Passo Giau alla nostra vista si offrono paesaggi stupendi : la bella località di Pocol , i prati attorno Peziè de Parù, il fitto bosco di Rucurto che dirada nei prati del Passo . Sulla destra spicca altissima la Tofana di Rozes , le Cinque Torri , l'Averau , il Nuvolau e Ra Gusela ; sulla sinistra la Croda da Lago che man mano si va a nascondere dietro la muraglia dei Lastoni di Formin . Arrivati sul Passo si staglia davanti a noi la bianca Marmolada e in primo piano il Monte Pore mentre sulla destra svetta Ra Gusela .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La chiesetta sul Passo Giau , punto di partenza . Sullo sfondo i Lastoi del Formin
Forcella Zonia . Uno sguardo su Forcella Giau

 

Si parte sul versante opposto a quello dove è il Rifugio del Passo . Da dietro la chiesetta con il tetto in ferro spiovente che tocca quasi terra parte il sentiero IIIIIIIII436 . Il sentiero , che fino alla Forcella Ambrizola fa parte dell'Alta Via ^ n° 1 , tende verso sinistra seguendo , dall' alto , il corso della strada . Dopo un centinaio di metri piega a destra e inizia ad addentrarsi dominando la Valle di Zonia . Camminiamo lungo uno stretto sentiero che in costa domina la valle e in pochi minuti raggiungiamo la Forcella Zonia . Qui la vista si allarga sulla valle sottostante che scende verso la strada , mentre è ben visibile , sotto la Punta Formin , la Forcella Giau . Se si presta attenzione e si fa silenzio non è difficile scorgere alcune marmotte che , subodorato il pericolo di intrusi emettono il loro tipico fischio . Percorriamo lo stretto sentiero in costa scendendo leggermente fino a che non arriviamo all' attacco della Forcella Giau . Il sentiero improvvisamente diventa ripido e la forcella ci appare ben in alto . Da questo punto inizia lo strappo , breve ma intenso , circa 140 metri di dislivello , che ci porta ai 2360 metri di Forcella Giau. Conquistiamo la forcella in non più di un ora dalla partenza da Passo Giau .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La salita di Forcella Giau
Forcella Giau . Di fronte le Tofane

 

Arrivati in forcella non possiamo far altro che iniziare a meravigliarci . Di fronte a noi si staglia imponente la piramide di roccia della Tofana di Rozes , alzando lo sguardo su di noi vediamo la cima del Formin che ci sovrasta mentre , dall' altro versante si spalanca la grande distesa verde dell'altopiano del Mondeval .

Dopo aver dato una lettura al cartello che illustra il "biotopo" della zona iniziamo il nostro cammino nel verde altopiano sempre sul sentiero IIIIIIIII436 ( dove incrociamo anche il bivio per il sentiero IIIIIIIII465 che ignoreremo ) . Il terreno è morbido e corre nel verde prato a vista , anche se le deviazioni sono numerose e le possiamo prendere a piacere . Procediamo lungo un dosso . Di fronte a noi si erge il Becco di Mezzodì e , più dietro , l' imponente sagoma del Pelmo . La veduta è magnifica ed estasiante . Sui prati in basso , nei pressi di un enorme masso , c' è il luogo (recintato) ove è stato ritrovato l' Uomo di Mondeval , ovvero il corpo oramai mummificato dal ghiaccio di un pastore/cacciatore abitante del luogo risalente a circa 4000 anni addietro . Vale la pena fare una deviazione ( calcolare almeno 30' minuti in più ) anche se il cammino è ancora lungo .

Iniziamo a scendere leggermente e incrociamo un fresco torrente al quale possiamo anche dissetarci . Finita la discesa inizia un tratto in falsopiano in salita che passa tra grossi massi . La nostra attenzione viene attratta da carattristici fischi : sono quelli delle numerose marmotte che tra questi massi hanno la loro tana . Prestando attenzione non è difficile vederne soprattuto se non c' è eccessivo "traffico" . Il becco di Mezzodì si avvicina ed è chiaramente visibile il sentiero che sale fino alla Forcella Ambrizola . Nei prati che da qui scendono verso la Malga Mondeval di Sotto spesso grosse greggi di pecore stanziano abitualmente .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il cartello esplicativo del "biotopo" all' inizio dell' Altopiano del Mondeval
Il Rifugio Palmieri visto da Forcella Ambrizola

 

Iniziamo la salita verso la Forcella Ambrizola . Questa salita è meno ripida della precedente e si sviluppa di più in lunghezza . Dal punto più basso dell'altopiano fino alla Forcella bisogna salire circa 120 metri di dislivello . Dalla Forcella Giau fino alla Forcella Ambrizola bisogna camminare per circa un' ora .

Arrivati in Forcella Ambrizola ( quota 2277 ) ecco che il paesaggio cambia improvvisamente un' altra volta . Alle spalle ci lasciamo il verde altopiano , su di noi ora veglia il Becco di Mezzodì mentre davanti a noi si spalanca la vista sulla magnifica conca di Cortina e sulle motagne che ne formano il contorno. Superato il cancelletto che ci sbarra la strada iniziamo a percorrere il sentiero , ora più largo sentiero IIIIIIIII435 , che inizia a scendere verso il Rifugio Palmieri . Ecco dopo pochi passi che lo riusciamo a scorgere in riva al Lago Federa ( o Lago da Lago ) .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Forcella Ambrizola e il Becco di Mezzodì visti da metà strada del sentiero che scende al Rifugio Palmieri
Il Lago Federa ( o Lago da Lago ) come si vede dal Rifugio Palmieri

 

La discesa è agevole e in 40' minuti siamo al Rifugio e al Lago che sono a quota 2046 . Dopo una sosta sui prati intorno al Rifugio e dopo consumato una bevanda calda ( ma quanti quadri ricordo ci sono di scalate sulla Croda da Lago e delle gare di nuoto - !!! - che si svolgevano nel Lago ) prendiamo sulla destra la carrareccia sentiero IIIIIIIII432 che inizia la discesa lungo il dolce versante che scende verso Cortina . Dopo circa 20' minuti eccoche giugiamo a Malga Federa a quota 1816 . Dopo altri 25' minuti superiamo il Ponte Federa mentre la discesa continua lunga ma agevole . Il bosco è sempre bello e folto e la strada agevole ; in periodo di alta stagione numerose Jeep fuoristrada percorrono questo tratto portando fino al rifugio i non camminatori .

Continuiamo la piacevole descesa nel bosco con passo costante fino al Lago Pianozes . Dal Rifugio Palmieri sono passate circa tre ore , dal Passo Giau cinque ore e quaranta minuti di marcia per una lunghezza di percorso di circa 12 chilometri.

 

Consiglio logistico : la passeggiata così descritta è fatta nel senso più agevole e più bello ma purtroppo inizia e finisce in due posti abbastanza distanti tra loro ; per questo motivo occorre organizzarsi su come raggiungere Passo Giau e come ritornare a prendre le auto eventualmente lasciate sul posto . Dal Lago Pianozes , dalla sottostante frazione di Campo , per fare rientro a Cortina c' è il servio urbano di autobus .

 

Variante : Volendo il percorso può essere percorso anche nel senso inverso e, per agevolare i meno camminatori , può iniziare dal Rifugio Palmieri raggiungendo questo con le Jeep navetta che partono da Campo (informarsi sugli orari e sui prezzi) . Anche in discesa può essere utilizzato il serizio Jeep accorciando così la passeggiata di tre ore . Se poi c' è difficoltà a ricollegarsi tra arrivo e partenza si può effettuare , da ognuno dei due estremi , un tronco di passeggiata ritornando per lo steesso percorso dell'andata . In ogni caso consiglio il giro così come descritto .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Malga Federa e il Becco di Mezzodì
Malga Federa . La strada che scende verso Pianozes
 
2) PONTE DI RUCURTO - RIFUGIO PALMIERI
S ( 348 ) / **** / h. 2 ( + h. 1,30' PER IL RITORNO )

Clicca per ingrandire

I boschi di Rucurto visti dai pressi di Forcella Giau

In alternativa al precedente ecco un altro percoso per raggiungere lo stupendo Rifugio Palmieri , certamente più breve ma di sicuro non meno faticoso .

Si parte dal Ponte di Rucurto , lungo la strada che sale al Passo Giau , due chilometri circa dopo Peziè de Parù .

Sulla sinistra , salendo , imbocchiamo il sentiero IIIIIIIII437 che inizia a scendere un po' fino ad arrivare sulla riva del torrente Rio Costeana che , nelle sue diramazioni, lo attraverseremo due volte su graziosi ponticelli .

 

Il bosco è fitto e piacevole e il sentiero corre in leggera salita per circa una mezz'ora. Poi con dieci minuti di salita un po' più ripida , si ricollega al sentiero IIIIIIIII434 che sale da Peziè de Parù .

 

Variante : Volendo si può arrivare a questo punto anche percorrendo tutto il sentiero IIIIIIIII434 partendo da Peziè de Parù . Il bosco è molto bello e gradevole; solo che bisogna calcolare circa 40' minuti e 200 metri di dislivello in più .

 

Dopo l' immissione nel sentiero IIIIIIIII434 questo inizia a salire decisamente con un ripido strappo di circa 200 metri di dislivello che percorreremo con fatica in circa 45' minuti ; qui Il sentiero sale con gradini formati da radici e ripidi tornati . Al termine di questo strappo la vista si allarga e ci troviamo ad ammirare uno spettacolare panorama della conca di Cortina giusto sopra alcune curiose formazioni rocciose che dominano i verdi boschi dell' Alpe di Formin .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La vista sulla conca di Cortina al termine della salita . In basso a destra le formazioni rocciose che caratterizzano questo tratto
Lo spettacolo del Lago Federa e del Becco di Mezzodì come ci appare usciti dalla Val Negra

 

Oramai la salita è quasi finita e il sentiero continua il suo percorso in leggero falsopiano lungo la Val Negra , un bel percorso nel bosco, un po' più rado , che ci porterà in circa 25' minuti al Lago Federa ( o Lago da Lago ) . La visione e fantastica . Il Lago appare magico con il rifugio che ci aspetta in fondo sull' altra sponda e la Forcella Ambrizola e il Becco di Mezzodì che fanno da coreografico sfondo . La Croda da Lago a starpiombo sul Lago ci domina severa . Il sentiero prosegue costeggiando il lago sul lato sinistro , ma volendo lo si può costeggiare anche sull' altra sponda , da qui con dieci minuti di cammino arriviamo , sul lato opposto del Lago , al Rifugio Palmieri a quota 2046 .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La sponda destra del Lago Federa
Il Rifugio Palmieri
 
3) PASSO GIAU - FORCELLA ZONIA - FORCELLA GIAU - MONDEVAL - FORCELLA ROSSA DEL FORMIN - VAL FORMIN - PONTE DI RUCURTO
S ( 460 ) + D / **** / h. 5,10'

Questa passeggiata , come anche la prossima , ripercorre in parte il tracciato iniziale della passeggiata n° 1 nel tratto che da Passo Giau , passa per la Forcella Giau e per l' altopiano di Mondeval .

Sempre seguendo il sentiero IIIIIIIII436, giunti sotto la cresta che sale a Forcella Ambrizola , prendiamo a sinistra il sentiero IIIIIIIII435 che sale verco la Forcella Rossa del Formin . Volendo , quando siamo ancora sulla verde spianata nei pressi della Malga Mondeval di Sopra , poco dopo il passaggio del torrente , possiamo prendere a vista uno dei vari tagli che ci ricollegherà al sentiero IIIIIIIII435 facendoci risparmiare un bel pezzo di strada .

 

 

Clicca per ingrandire

La Val Formin , tra la Croda da Lago e i Lastoi di Formin , vista dal sentiero che sale verso le Cinque Torri

 

 

 

A questo punto iniziamo l' attaco della Forcella Rossa del Formin quando abbiamo già percorso due ore di cammino .

La Forcella Rossa è una forcella di tutto rispetto , considerati i suoi 2462 metri di altitudine ma, dato che la attacchiamo già in quota , a circa 2200 metri , anche se abbiamo percorso già due ore di cammino , non è che risulta una impresa eccessivamente difficile . La salita inizia in modo abbastanza agevole e , per i primi cento metri di dislivello , il sentiero , ora di nuovo sentiero IIIIIIIII435 , sale senza grossi strappi . Prima dell' attacco finale sulla destra si vede la traccia di sentiero che porta a scavallare la Cresta di Ambrizola ; facendo una piccola deviazione ( 20' minuti ) possiamo seguire la traccia per affacciarci a picco sul Rifugio Palmieri sul Lago e sull' Alpe di Federa Federa .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
L' inizio dell' Altopiano di Mondeval
L' attacco della salita per la Forcella Rossa del Formin (clicca per vedere il percorso fino alla forcella )

 

Dopo aver passato la deviazione con la traccia di sentiero affrontiamo l'ultimo strappo di circa 120 metri di dislivello per guadagnare la Forcella Rossa . In meno di mezz' ora eccoci soddisfatti in forcella . Non sono trascorse più di tre ore dalla partenza . Arrivati in forcella la vista è mozzafiato e si domina l'orizzonte a 360° . Davanti la Tofana di Rozes domina la scena con alla destra le altre cime delle Tofane e la croda Rossa più indietro , e alla sinistra il Lagazuoi e il Sasso di Stria ; a sinistra oltre lo scivolo dei Lastoni di Formin c' è la Cima Formin ; a destra il Cristallo riesce a scapolare dalla Croda da Lago che ci sovrasta ; voltandoci l'imponente mole del Pelmo domina il Becco di Mezzodì e il Civetta che si intravede più dietro .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Quasi in forcella . Voltandosi indietro il Becco di Mezzodì e , sullo sfondo , l' Antelao
Dalla Forcella la vista sui Lastoi . Sullo sfondo il Lagazuoi e il Sasso di Stria

 

Dopo aver gustato lo splendido panorama iniziamo la discesa dapprima lungo lo scivolo dei Lastoni di Formin , poi il cammino si stringe e inizia un divertente ripido tratto tra grossi massi . Dopo una mezz' ora di questo cammino ecco che il tratto sassoso finisce e si entra nel bosco che prima è più rado e poi va man mano infoltendosi . Continuimao a scendere lungo la Val Formin in modo costante , il bosco è piacevole e il cammino , anche se oramai appesantito dalle ore già trascorse , è fluido . Dopo un' ora circa , in un restringimento della valle iniziamo a costeggiare il torrente che la discende ; poi il torrente inzia a correre più in basso e, attraversandolo su un ponticello , lo vediamo incunearsi in uno stretto e ripido canyon .

Dopo altri dieci minuti incrociamo il sentiero IIIIIIIII434 che sale da Pezziè de Parù e , subito dopo prendiamo a sinistra il sentiero IIIIIIIII437 che sale dal Ponte di Rucurto . Prendiamo la deviazione a sinistra e scendiamo nel bellissimo bosco , attraversando dei curiosi tratti con in terra dei fitti graticolati di radici , fino al Ponte di Rucurto dove termina la nostra passeggiata . Dalla Forcella Rossa del Formin sono passate 2 ore e 20' minuti , dalla partenza 5 ore e 10' minuti di cammino per un percorso di circa 10/11 chilometri .

 

Consiglio logistico : il percorso così descritto non è ad anello anche se la partenza e l' arrivo sono sulla stessa strada e distano pochi chilometri . In ogni caso è consigliabile lasciare una macchina all' arrivo e una alla partenza .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il primo tratto di discesa dalla Forcella Rossa lungo lo scivolo dei Lastoi di Formin
Il tratto alto della Val Formin tra grossi massi . In fondo i boschi di Rucurto
 
4) PASSO GIAU - FORCELLA ZONIA - FORCELLA GIAU - MONDEVAL - FORCELLA AMBRIZOLA - FORCELLA COL DURO - FORCELLA ROAN - TABIA' RUOIBES - SERDES - SAN VITO
S ( 275 ) + D / **** / h. 6,40'

Clicca per ingrandire

Gli ultimi tornanti che salgono a Passo Giau

Come la precedente , anche questa passeggiata parte dal Passo Giau e ripercorre lo splendido tragitto attraverso l'altopiano di Mondeval salendo alla Forcella Ambrizola .

Arrivati in forcella sono già trascorse due ore di cammino ; da qui iniziamo la nostra descrizione rimandando alla passeggiata n° 1 per il tratto già percorso .

Dalla Forcella Ambrizola , dopo aver dato uno sguardo al sentiero che scende verso il Rifugio Palmieri , proseguimo dritti per il sentiero IIIIIIIII436 che , in quota , passando sotto il versante ovest del Becco di Mezzodì in 15' minuti ci porta ai 2293 metri della Forcella Col Duro .

 

La Forcella Col Duro affrontata da questo versante non presenta alcuna difficoltà in quanto praticamente in quota con la Forcella Ambrizola ma è importante in quanto funge da spartiacque tra la valle che scende verso San Vito e quella che scende verso Selva di Cadore . Dopo aver sforcellato il sentiero inizia a scendere in un rado prato e in 15' minuti arriva a Malga Prendera , popolata da branchi di cavalli . Superata la malga , continuando a scendere in altri 15' minuti arriviamo a Forcella Roan posta a 2075 metri di altitudine sotto l' imponente Pelmo . Da Malga Prendera il sentiero da seguire è diventato sentiero IIIIIIIII458 che è lo stesso che seguiremo scendendo da Forcella Roan .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Ultimi passi per Forcella Zonia
Pecore sugli alpeggi del Mondeval

 

Iniziamo la discesa , ora più ripida e tra erba anche alta , verso il visibile Tabià Ruoibes attraversando dei tratti di terreno molto umido . Il Tabià è aperto ed accogliente con una zona fienile molto ampia ed una stanza attrezzata ; dalla Forcella Col Duro fino al Tabià siamo già scesi di 420 metri in circa 1 ora e 15' minuti .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Forcella Ambrizola e il Becco di Mezzodì
Da Forcella Ambrizola uno sguardo verso il Rifugio Palmieri , il Lago Federa e la conca di Cortina

 

Lasciamo il Tabià Ruoibes e proseguiamo la discesa lungo il sentiero che su un alto costone domina il Rio Faon che vi scorre sotto. Scendiamo per altri 40' minuti fino a un bivio ; abbandoniamo il sentiero IIIIIIIII458 e prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIIII469 che attraversa il fiume e , passando per un bel bosco in 30' minuti ci porta fino ad incrociare la carrareccia sentiero IIIIIIIII468 . Il cammino oramai è facile e la sola difficoltà è data dalla stanchezza per le oltre quattro ore già percorse In altri 50' minuti circa raggiungiamo il sentiero IIIIIIIII470 che scende dal Rifugio Venezia al Pelmo . Lo imbocchiamo sulla sinistra e lo percorriamo in discesa per altri 20' minuti fino a che non incrociamo il segnale con l' indicazione per Serdes . Prendiamo sulla sinistra questa deviazione e in 40' minuti raggiungiamo la bella frazione di Serdes . Da qui a San Vito occorrono altri 30' minuti di cammino lungo la strada oramai asfaltata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Forcella Col Duro . Da qui inizia la discesa verso San Vito
Cavalli a Malga Prendera

 

Consiglio logistico : Per fare questa passeggiata occorre organizzare bene il trasporto alla partenza dato che i punti di arrivo e partenza sono molto distanti tra loro . Se si hanno più macchine a disposizione è bene andare con una e lasciare l'altra a San Vito per poter ritirate la prima ma , anche in questo caso , occorre fare ben attenzione ai tempi di percorrenza . E' bene fare attenzione anche all' orario di partenza in relazione al lungo tempo di percorrenza della passeggiata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Malga Prendera sotto le pareti de La Rocchetta
Forcella Roan . In fondo si scorge il Tabià Ruoibes
 
5) LAGO PIANOZES - LAGO D' AYAL
A / S ( 231 ) + D / *** / h. 2

Deliziosa passeggiata ad anello , non difficile e con un non eccessivo dislivello da superare , quasi tutta in bosco .

Dal Lago Pianozes prendiamo la carrozzabile sentiero IIIIIIIII430 che sale poco prima di questo . La salita è costante , senza eccessivi strappi , se non nell' ultimo tratto , e in circa un'ora ci porta fino al delizioso specchio d'acqua del Lago d' Ayal sul quale si affaccia il simpatico Rifugio .

Clicca per ingrandire

Il Grazioso Lago di Pianozes

 

Da qui scendiamo per lo stesso sentiero IIIIIIIII430 facendo però attenzione a prendere , sulla sinistra , la deviazione per Ponte Alto-Mortisa .

Arrivati al Ponte e superato questo , dopo un centinaio di metri prendiamo sulla sinistra il sentiero IIIIIIIII451 che in non più di 30' minuti ci porta fino a Campo di Sotto . Da qui seguiamo la strada asfaltata sentiero IIIIIIIII432 che parte sulla sinistra dell' ex-Hotel Tiziano e in circa dieci minuti facciamo ritorno al Lago Pianozes .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il Lago d' Ayal con l' accogliente Rifugio
La biforcazione dei sentieri nei pressi di Ponte Alto
 
6) PONTE DI RUCURTO - RIFUGIO CINQUE TORRI
S ( 429 ) + D / *** / h. 1,50' ( + h. 1,30 PER IL RITORNO )

Clicca per ingrandire

La malga di Peziè de Parù

Passeggiata non difficile , tutta percorsa su sentiero alquanto agevole e senza nessun passaggio difficoltoso o esposto , ma con un discreto dislivello da superare .

Si parte dal Ponte di Rucurto , lungo la strada che sale verso il Passo Giau ( vedi passeggiata n° 2 ) ma , invece di scendere sulla sinistra , prendiamo l lo stesso sentiero IIIIIIIII437 , ma nel senso opposto , che inizia a salire nel bosco sulla destra .

 

Camminiamo per la prima mezz' ora nel bosco in costante ma leggera salita , senza strappi , poi il sentiero inizia a sailre con più decisione . Proseguiamo la nostra salita per il bosco per altri 45' minuti fino ad arrivare al Boa Cinque Torri , e cioè ad un terreno accidentato dovuto ad una enorme frana ( Boa ) che si sviluppa al di sotto delle Cinque Torri scendendo verso Peziè de Parù. Le Cinque Torri sopra di noi ci aspettano ansiose mentre , sulla sinistra , il Nuvolao controlla il nostro cammino .

Raggiunto il Boa , nei pressi di un casolare , la salita degrada e si fa più dolce . Percorriamo così gli ultimi 30' minuti fino a ricollegarci alla strada asfaltata che sale da Peziè de Parù e , in altri 5' minuti , raggiungiamo il Rifugio Cinque Torri .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il Rifugio Cinque Torri dominato dalla mole dell' Averau
La Torre Grande ( o Torre Venezia ) vista dal Rifugio Cinque Torri
 
7) PONTE DI RUCURTO - RIFUGIO CINQUE TORRI - MALGA GIAU - STRADA PER GIAU - PONTE DI RUCURTO
A / S ( 500 ) + D / **** / h. 4,20'

Percorso ad anello che ripercorre la passeggiata precedente fino al Rifugio Cinque Torri ma poi , invece di ritornare per lo stesso percorso , prosegue passando sotto le pendici del Nuvolao e scende fino alla strada , e al Ponte di Rucurto , punto di partenza .

Anche se un po' più lunga della precedente , rispetto a quella forse è preferibile per due motivi : primo per non ripercorrere la stessa strada ; secondo , dato che oramai si è fatta la fatica dei 430 metri di dislivello , il percorso continua praticamente in quota per cui non comporta un ulteriore grosso dispendio di energie .

Clicca per ingrandire

Il Rifugio Cinque Torri . Alle spalle l' Averau e il Nuvolao

 

Giunti al Rifugio Cinque Torri prendiamo il sentiero IIIIIIIII443 che tende verso sinistra andando verso il Nuvolao . Il sentiero , a vista , fa un' ampia curva verso sinistra e sale di ulteriori cinquanta metri fino ad arrivare , in non più di venti minuti , alla sommità di una formazione rocciosa che scenderemo con ripidi zig-zag .Ci troviamo ora proprio sotto le pendici del Nuvolao che , sulla nostra destra , ci sovrasta ; proseguiamo con un' altra piccola salita e poi in quota per altri 45' minuti fino a quando non abbandoniamo il percorso prettamente sassoso e si apre davanti a noi la grande spianata che sale verso Passo Giau .

Siamo a un bivio e prendiamo , verso sinistra , il sentiero IIIIIIIII444 che inizia a scendere . In circa 20' minuti di non ripida discesa arriviamo alla vecchia Malga Giau ( Casera Giau ) . La Malga è in piena attività e vi si può acquistare formaggio e burro lì prodotto .

Alla Malga scendiamo per la carrozzabile che porta alla strada per dieci minuti e dopo un ponticello prendiamo sulla sinistra un sentiero , non segnato , che corre alto sulla strada . Dopo aver passato un torrente continuiamo verso sinistra addentrandoci nuovamente nel bosco . Il sentiero prosegue prima in falsopiano in discesa , poi scendendo più rapidamente fino a costeggiare la strada nel punto ove sale a ripidi tornanti . Non è difficile individuare la traccia di sentiero che prosegue scavallando questo tratto e incrociando la strada poco sopra il Ponte di Rucurto . Per percorrere quest' ultimo tratto , dal ponticello , non occorre più di un' ora di cammino .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Passo Giau ,Ra Gusela , Nuvolao e i boschi che scendono per Malga Giau fino a Rucurto
Il sentiero che corre sotto il Nuvolao
 
8) PASSO GIAU - NUVOLAU
S ( 339 ) / SF / ****** / h. 1,30' ( + h. 1,20' PER IL RITORNO )

Clicca per ingrandire

Passo Giau e Ra Gusela

Altro modo per raggiungere la vetta del Nuvolao , e il Rifugio Nuvolau , ma questa volte per ferrata .

La ferrata , Ferrata Ra Gusela , come il monte che domina il Passo Giau , non è difficle , anzi ha molto poco di una ferrata , ma dato che è così segnalata ed è appositamente attrazzata, come tutte le ferrate , deve essere affrontata solo da escursionisti esperti e muniti delle dovute attrezzature e con la massima prudenza e rispetto .

 

 

Partiamo da Passo Giau e prendiamo il sentiero IIIIIIIII443 che si dirige verso la spledida Ra Gusela che troneggia su di noi . Subito dopo lo chalet che si intravede, il sentiero si biforca , noi prendiamo quello sulla destra . Dopo una decina di minuti termina la zona prativa e inizia la zona sassosa alle pendici di Ra Gusela . Proseguiamo in quota per un' altra decina di minuti in quota fino a che non troviamo l' indicazione della Ferrata sentiero IIIIIIIII438 che si stacca sulla sinistra e inizia subito a salire . Ancora quindici minuti e arriviamo all' attacco della Ferrata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Dopo il primo tratto di ferrata , la conca che ci porta all'attacco del secondo tratto ai piedi del Nuvolao
Il Nuvolao , con il Rifugio Nuvulau , e Ra Gusela visti dalla cima dell' Averau . In basso Passo Giau

 

Qui preparaiamo la nostra atrezzatura e iniziamo il percorso attrezzato . Il cammino non è difficile e nemmeno troppo esposto e in 15' minuti ci porta ad una sorta di altopiano , una conca tra il Nuvolao e Ra Gusela . Proseguimo per il sentiero fino ad arrivare sotto il Nuvolao . Qui inizia il secondo tratto attrezzato . Saliamo prima per una scaletta poi il percorso prosegue per uno stretto sentiero abbastanza esposto ma senza passaggi difficoltosi . In dieci minuti sbuchiamo direttamente al Rifugio .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il Rifugio Nuvolau
Il Rifugio Averau

 

- VARIANTE 8a ( per il ritorno ) : PASSO GIAU - NUVOLAO - FORCELLA NUVOLAU - PASSO GIAU

A / S ( 339 ) + D / SF / ****** / h. 3

 

Se non vogliamo ritornare per lo stesso percorso dell' andata ( per il sentiero ferrato ) , scavalchiamo il Rifugio Nuvolau , continuiamo il sentiero e scendiamo dal versante opposto a quello che siamo saliti . Il sentiero , anche se cammina lungo la cresta del Nuvolao , è molto largo e non presenta difficoltà . In 20' minuti arriviamo alla Forcella Nuvolau , ove sorge il Rifugio Averau . Da qui prendiamo in discesa il sentiero IIIIIIIII464 che va verso il Rifugio Fedare ; dopo circa 15' minuti e 150 metri di dislivello prendiamo sulla sinistra il sentiero IIIIIIIII452 che in quota , passando sotto le pendici del versante ovest del Nuvolao e di Ra Gusela , in meno di un' ora ci riporta al Passo Giau .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il sentiero che scende da Forcella Averau nel tratto che passa sotto il Nuvolao e Ra Gusela
Il punto di arrivo a Passo Giau
 
9) PASSO GIAU - FORCELLA NUVOLAU/RIFUGIO AVERAU - NUVOLAO/RIFUGIO NUVOLAU - RIFUGIO SCOIATTOLI - PASSO GIAU
A / S ( 339 ) + D + S ( 70 ca. ) / **** / h. 3,45'

Bellissimo percorso ad anello che permette di compiere un percorso suggestivo in uno dei luoghi tra i più belli della conca cortinese .

Partiamo da Passo Giau . Dopo aver ammirato dalle terrazze del Rifugio Passo Giau lo splendido panorama sul Monte Pore e Sulla Marmolada ci incamminiamo per il sentieroIIIIIIIII452 che ci porta verso l' imponente Ra Gusela che si erge di fronte a noi .

Il sentiero è leggermente in salita . Se lo abbandoniamo e andiamo nel prato non è difficile trovare qualche stella alpina .

 

Clicca per ingrandire

L' inizio del sentiero IIIIIIIII452 sotto Ra Gusela

 

In pochi minuti arriviamo alla base di Ra Gusela e da qui incominciamo a percorrere un piacevolissimo sentiero in falsopiano in discesa che cammina sotto Ra Gusela e il Nuvolao e si affaccia su tutti i prati di Andraz e sul Monte Pore . Lo spettacolo è magnifico e ogni tanto non possiamo fare a meno di fermarci per gustarlo . Dopo circa 45' minuti ( dopo aver ignorato una deviazione che sale ripida sulla destra - ma chi si sente buone gambe può farla ) ecco che incrociamo il sentiero IIIIIIIII464 che sale dal Rifugio Fedare e che in altri 25' minuti di buona salita ci fa superare i 130 metri di dislivello portandoci alla Forcella Nuvolau dove sorge il Rifugio Antelao.

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Proseguendo per il sentieroIIIIIIIII452 ecco che ci appare l'Averau , la Forcella Nuvolau con il Rifugio Averau e il sentiero che sale dal Rifugio Fedare...
... e sopra di noi le cima del Nuvolao con il Rifugio

 

Da qui parte il sentiero IIIIIIIII439 ; lo imbocchiamo e inziamo la salita per la cima del Nuvolao e per il Rifugio Nuvolau posto proprio sulla vetta . La salita , già descritta alla passeggiata n° 18 delle "Tofane" , dura circa 35' , con un dislivello di 162 metri, e la successiva discesa 20' . Chi volesse effettuare il giro senza salire al Nuvolao deve detrarre 55' minuti dal tempo di percorrenza indicato .

Ma passiamo alla salita . Questa corre lungo la cresta del Nuvolao ma senza grossi strappi , nè tratti eccessivamente esposti . Anzi , lungo i grossi lastroni che formano la cresta il percorso è pressocchè libero e ognuno si può scegliere il proprio . In circa 35' minuti arriviamo in cima e la vista spazia a 360° . Soddisfatti intraprendiamo la discesa per lo stesso percorso e in circa 20' minuti facciamo ritorno alla Forcella Nuvolau .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Ecco che incominciamo a vedere il Rifugio Nuvolau ...
... ed eccoci arrivati in cima

 

Prendiamo quindi il sentiero IIIIIIIII439 in discesa , largo e comodo , in direzione Rifugio Scoiattoli che raggiungiamo in circa 25' . Ammiriamo di fronte a noi la Torre Grande ( Torre Venezia ) delle Cinque Torri . Voltandoci L' Averau e il Nuvolao sembrano già lontani.

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La discesa dal Nuvolao . In fondo le Cinque Torri e il Rifugio Scoiattoli
Ci avviciniamo verso il Rifugio Scoiattoli e le Cinque Torri

 

Scendiamo ora verso il Rifugio Cinque Torri e dopo cinque minuti prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIIII443 che ritorna verso Passo Giau . Il primo tratto è molto bello su un morbido prato . In dieci minuti arriviamo a Crepe dei Ronde dove inizia una ripida discesa a zig-zag assistita da tronchi di albero .

 

Clicca per ingrandire
Le Cinque Torri e il Rifugio Scoiattoli visti da Crepe dei Ronde

 

Si scende in una gola e al termine della discesa traversiamo un fresco ruscello dal quale possiamo riempire le nostre borracce . Risaliamo e quindi ridiscendiamo ; siamo sotto i primi bastioni del Nuvolao e de Ra Gusela e di fronte a noi , in quota , c'è il Becco Muraglia . Proseguiamo con un continuo saliscendi , quindi giungiamo a un curioso enorme masso a forma di trapezio capovolto che sta in equilibrio non so come . Sorpassato il masso iniziamo a intravedere la vallata che sale al Passo Giau. Saliamo ancora un po' dolcemente quindi , proprio sotto Ra Gusela , ci ricolleghiamo al sentiero che sale dal Passo , ed eccoci arrivati . Dal Rifugio Scoiattoli è passata un' ora e mezza , dalla partenza quattro ore di cammino .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La discesa da Crepe dei Ronde
Il curioso enorme masso in equilibrio
 
10) RIFUGIO FEDARE - MONTE PORE
S ( 405 ) / **** / h. 1,30' ( + h. 1,15' PER IL RITORNO )

Passeggiata abbastanza facile , non lunga e con un dislivello accettabile , molto bella e panoramica che ci consente di conquistare una vetta , con tanto di Croce .

Si parte dal Rifugio Fedare un paio di chilometri dopo il Passo Giau , scendendo verso Selva di Cadore .

Alle spalle del Rifugio , di fianco la seggiovia , parte il sentiero IIIIIIIII463 in direzione "Castello di Andraz" . Ci incamminiamo lungo la strada principale, cinque minuti dopo, passata una malga , sulla sinistra c' è un eventuale deviazione che porta alla suggestiva Cappella della Madonna della Neve .

Clicca per ingrandire

Il Monte Pore visto dai pressi del Rifugio Fedare ( che si intravede tra i fiori )

 

Clicca per ingrandire

Il Monte Pore visto da Passo Giau . Sullo sfondo la Marmolada ( clicca per vedere il percprso della passeggiata )

 

Riguadagnamo il sentiero che sale dolcemente , poi fa un breve strappo con un tornante lungo il quale c' è una baita in legno con una bella e fresca fontana . Continuiamo la non ardua salita fino a un altra baita ove una comoda panca coperta ci può ospitare per il nostro panino . Dalla partenza sono passati circa 40' minuti .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
La Cappella della Madonna della Neve nei pressi del Rifugio Fedare
Una delle baite in legno lungo la passeggiata . Sullo sfondo l'Averau e il Nuvolao

 

Da qui la salita finisce e inizia un tratto in falsopiano tutto tra il verde . Teniamoci verso sinistra e a vista percorriamo i morbidi prati fino all' attacco di un primo tratto in salita . Ma la salita è breve e facile e ci porta ad un altro breve tratto in piano .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Prima della salita finale uno sguardo verso il Sasso di Stria e il Settsass
Dallo stesso posto il primo tratto di salita e la cima

 

Qui inizia lo strappo finale che ci porta in vetta . Gli ultimi 150 metri di salita li percorriamo in circa 25' minuti senza grosse difficoltà . Solo a un certo punto c' è un passaggio di una ventina di metri a dorso di mulo un po' scoperto che può causare qualche fastidio a chi non è abituato . Dopo questo passaggio il sentiero continua in salita senza difficoltà fin sulla Croce posta in vetta. Nel cassettino in ferro c' è il libro ove possiamo annotare il nostro nome .

Il Monte Pore non è una montagna difficile da conquistare ma , a picco sul Colle Santa Lucia , di fronte alla Marmolada con dietro il Giau con l' Averau e il Nuvolao , gode di un panorama a 360° invidiabile .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
Il tratto centrale del sentiero. Sullo sfondo l'Averau
Il Civetta visto dal tratto centrale del sentiero

 

Il ritorno è per il medesimo percorso dell' andata .

Per gli appassionati di frutti di bosco , all' inizio della salita finale l' intero versante del Monte Pore è ricoperto di cespugli di mirtillo pieni di succolenti bacche .

 

Clicca per ingrandire
Clicca per ingrandire
L' unico passaggio leggermente esposto lungo la salita
La croce in cima al Monte Pore
 
 
 
Torna all'indice
Torna alla home page di "Storia di un anno di anni fa"