LE MIE PASSEGGIATE
 
San Vito - Destra Boite - Pelmo - Civetta
 
1) SOCOL - PIANOZES
A / S ( 100 ) / * / h. 1,20'
Passeggiata facile , adatta a tutti . Si parte da Socol , frazione del nucleo industriale-commerciale di Cortina . Lasciamo l' auto nel parcheggio alla fine della strada e , dopo aver attraversato il ponte sul Boite prendiamo il largo sentiero IIIIIIIII449 che sale sulla destra . La salita non è ripida ( nel primo tratto solo 50 metri di dislivello ) ma la vista subito si apre sul fiume Boite che scorre dietro il colle che ospita il trampolino di Zuel , e sul Faloria e sul Sorapiss che gifanteggiano di fronte .

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Il Boite presso Socol visto dall' inizio della breve salita

 

Dopo il primo tratto il sentiero continua in falsopiano nel bosco superando un dislivello massimo di non più di 100 metri per giugngere in 40' minuti al grazioso Lago Pianozes .

Costeggiamo il laghetto e proseguiamo oltre lo Chalet e , superato il parcheggio, ci troviamo sulla strada asfaltata che in 10' minuti scende a Campo e ci porta di fronte all' Hotel Tiziano . Prendiamo a destra la strada , sempre asfaltata , che porta a Zuel .

Dopo essere passati di fronte al Camping Dolomiti e superato il ponte sul Boite , prima dell' inizio della salita prendiamo il sentiero-pista ciclabile sulla destra che costeggia il Boite e che non più di 30' minuti ci riporta a Socol .

 

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Pocol e le Tofane viste lungo il sentiero
Il Lago Pianozes . Sullo sfondo il Faloria e il Sorapiss
 
2) CORTINA - SAN VITO
D / ** / h. 2,30'

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Il sentiero - ex strada del trenino - lascia la Frazione di Zuel per scendere verso il Trampolino

Passeggiata tutta in falsopiano in discesa lungo il percorso ciclabile che da Cortina porta a San Vito di Cadore .

Anche questa passeggiata è adatta a tutti solo che è leggermente più lunga .

Partamo dal centro di Cortina dal piazzale della Stazione dove c'è la Partenza della Funivia del Faloria . Ci incamminiamo per il ponte sulla Bigontina e iniziamo a percorrere la pista ciclabile che ripercorre il tragitto dell'ex-ferrovia .

 

Il primo tratto corre piacevolmente tra le ville di Cortina , poi arrivati al curvone nei pressi dell' Hotel Fanes attraversiamo la strada e riprendiamo il percorso a valle della strada , sempre tra stupende ville , fino a Zuel .

Il sentiero prosegue passando davanti al trampolino olimpico , quindi costeggiando la strada . Ad Aquabona scendiamo verso Pian da Lago-Socol fino ad incrociare sulla sinistra l' ex- percorso ferroviario ; lo prendiamo e proseguiamo la nostra strada lungo le case a valle della via nazionale . Seguiamo il nostro percorso che ci riporta sulla Strada di Alemagna , ma per poco in quanto , dopo alcune centinaia di metri , possiamo riprendere il percorso dell' ex-ferrovia . Proseguiamo nel bosco superando Dogana Vecchia .

 

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Zuel - Si passa davanti al Trampolino Olimpico "Italia"
La strada presso Acquabona dove c'è la deviazione per Socol da prendere e girare subito a snistra

 

Continuiamo ancora fino a un sottopasso che attraversa la Strada di Alemagna e ci riporta a monte della stessa . La vista ora spazia sulla conca di San Vito e sul Pelmo . Dopo un chilometro circa arriviamo a un breve tunnel della ferrovia e alle prime case di San Vito . Ancora un chilometro ed eccoci arrivati sul piazzale di San Vito , di fronte allo Chalet dell' Aziena di Soggiorno , ove si può prendere il bus che ci riporta a Cortina .

Attenzione : la passeggiata così descritta è quella da me fatta nell' estate del 2006 . Alcuni tratti erano in completamento o in rifacimento per cui , se i lavori sono stati completati e la pista ciclabile completamente aperta , alla mia descrizione potrebbe essere subentrata qualche variazione . Data la facilità del percorso questa eventualità non comporta alcun problema .

 

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I prati in prossimità dell' arrivo a San Vito
Lo splendido Lago di Mosigo meglio conosciuto come Lago di San Vito
 
3) SOCOL - SAN VITO
D / ** / h. 2

Passegggiata gemella della precedente che a differenza della precedente corre lungo la riva destra del Boite e , dato che parte da Socol , è più breve rispetto alla precedente di circa una mezz' ora .

Partiamo da Socol dal piazzale ove termina la strada e superata la sbarra proseguiamo dritti per il sentiero IIIIIIIII426 . Il sentiero corre tranquillo più o meno vicino alla riva del Boite in un bel bosco .

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La Frazione di Socol da dove si parte

 

Dopo circa 45' minuti di cammino , dopo aver superato il ponte sul Torrente Dortiè, il sentiero inizia a salire leggermente discostandosi dal Boite . Il sentiero sale circa 50-70 metri di dislivello per poi ridiscendere riavvicinarsi man mano al Boite che attraversiamo sul Ponte Geralba . Da qui in dieci minuti arriviamo alla verde spianata di San Floriano , quindi alle prime case di San Vito sotto Chiapuzza .

 

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Un tratto del sentiero nel bosco nei pressi del Boite
Un tipico Crocifisso che si incontra lungo i sentieri

 

Al bivio , al campo di calcio , prendiamo la strada a destra , costeggiamo il campo e arriviamo al bellissimo Lago di Mosigo . Possiamo costeggiare il lago sia sulla destra che sulla sinistra . Arrivati alla sponda opposta prendiamo la strada che risale e in dieci minuti ci porta sulla strada principale dove possiamo prendere il bus che ci riporta a Cortina .

 

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La tipica fontana in legno nella Piazza di arrivo a San Vito
La Parrocchiale di San Vito , e la Cappella inferiore , viste da sotto , dalla strada della "Difesa"
 
4) SAN VITO - RIFUGIO LARIN - RIFUGIO ALPE DI SENES - LAGO DI MOSIGO
A / S ( 266 ) + D / *** / h. 2,20'

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Il Pelmo visto da San Vito che sbuca dietro i boschi di Larin

Partiamo dal piazzale ove c'è lo Chalet dell' Azienda di Soggiorno e , per non passare per la trafficata strada principale di Alemagna , percorriamo tutta la stretta Via della Difesa passando sotto la bella Chiesa Parrocchiale di San Vito . Al termine di Via della Difesa la strada si ricongiunge a quella di Alemagna , ma noi non la prendiamo in quanto imbocchiamo subito sulla destra la strada in discesa che porta alla frazione Serdes. Finita la discesa e passato il ponte sul Boite giriamo a destra e proseguiamo per la strada che inizia a salire .

 

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Un balcone fiorito a San Vito

 

Dopo i primi due tornanti , sulla sinistra , si stacca il sentiero IIIIIIIII436 che procede nel bosco e tagliando la strada un paio di volte arriva al Rifugio Larin . Volendo evitare una pendenza leggermente più accentuata chi vuole può anche proseguire per la strada asfaltata . Dal Ponte di Serdes al Rifugio Larin sono passati 60' minuti più altri 20' dal piazzale .

 

Dal Rifugio Larin si gode un' ottima vista sulla valle e sull' Antelao che svetta imperioso di fronte .

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Il Rifugio Larin
L' Antelao visto dal prato antistante il Rifugio Larin

 

Proseguiamo lasciandoci il Rifugio alle spalle e in 10' minuti arriviamo alla verdissima spianata del Rifugio Alpe di Senes .

 

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Alcune belle immagini del Rifugio Senes all' Alpe di Senes

 

Proseguiamo e dove inizia la strada in discesa , sulla destra , prendiamo il sentiero che in discesa in 40' minuti ci porta sulla strada , vicino a una segheria , nei pressi del Lago di San Vito ( o Lago Mosigo ) . Anche qui chi vuole può effettuare la discesa lungo la strada asfaltata .

Raggiungiamo il lago in 5' minuti , lo costeggiamo sulla destra e prendiamo , vicino al mini-golf la strada che sale e in 10' minuti ci riporta sulla strada principale e quindi al piazzale di partenza .

 

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Lo splendido Lago di San Vito ( Lago Mosigo ) - Sullo sfondo la Croda Marcora del Sorapiss
La guglia appuntita del campanile della Parocchiale di San Vito
 
5) ALPE DI SENES - LA SENTINELLA - TABIA' FRATES
S ( 535 ) / **** / h. 2 ( + h.1,45' PER IL RITORNO )

La Sentinella è quel monte , o meglio quel colle , che a ovest sovrasta San Vito e , dal paese , sbarra la vista verso il Becco di Mezzodì , la Croda da Lago e le Tofane .

Da buona sentinella è un ottimo punto di osservazione su tutta la valle sia verso Cortina che verso Borca e Vodo.

Partiamo dall' Alpe di Senes ove , nel piazzale dell' omonimo Rifugio , abbiamo lasciato parcheggiate le nostre auto . Per chi volesse raggiungere il punto di partenza a piedi da San Vito deve aggiungere un ora e 30' di cammino ( vedi passeggiata precedente ) .

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La Croda Marcora del Sorapiss tra le nuvole

 

Sorpassiamo il Rifugio Alpe di Senes e giungiamo a un trivio dove prendiamo il sentiero centrtale , sentiero IIIIIIIII436 , che inizia subito a salire dolcemente in un bel bosco . La salita non è ripida e in 10' minuti superiamo i primi sessanta metri di dislivello e raggiungiamo il graziosoTabià Baugies .

Il sentiero ora svolta verso sinistra diventando più stretto e la salita inizia a divenire più impegnativa . La camminata è sempre nel bosco e raramente la vista si apre per mostrare qualche scorcio della valle . Grandi formicai si accumulano ai lati del sentiero .

Dopo un breve tratto in cui spiana , il sentiero continua la sua costante e ripida salita che nell' ultimo tratto percorre il crinale del monte . Passiamo in una bella radura ove sorge un Tabià in legno con davanti un posto predisposto per fare un barbecue . Bel posto per una grigliata . Il sentiero continua la sua salita . Dopo un' ora e mezzo di cammino ecco che il sentiero diventa pressocchè pianeggiante e dopo un altro breve tratto giungiamo al punto panoramico : la sentinella .

Proseguiamo per altri 20' minuti prima con una breve discesa , poi in falsopiano , quindi un tratto di leggera salita . Il bosco è più rado e da adito a più ampi scorci . Raggiungiamo il punto massimo di altitudine dell passeggiata a 1749 metri ( 535 metri di dislivello ) , quindi con un altra breve discesa entriamo nella radura ove sorge il Tabià Frates .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata.

 

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La cima del Monte Pelmo

 

Variante (adatta a chi non ha raggiunto il Rifugio Alpe di Senes con l'auto): per chi non vuole ritornare sui propri passi e fare un percorso ad anello proseguendo fino a San Vito , una volta giunti al Tabià Frates proseguiamo per altri 5' minuti fino al bivio . Qui prendiamo il sentiero IIIIIIIII459 che a destra dopo un primo tratto scoperto , poi in bosco , inizia a scendere dolcemente e in un ora e 15' minuti ci porta fino al Ponte Geralba . Da qui al Lago di Mosigo e , quindi , a San Vito ( vedi tratto finale della passeggiata n° 3 ) .

 

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Bello ma velenoso
Genziane sulla Sentinella
 
6) SERDES ( MALGA CIAUTO ) - RIFUGIO VENEZIA
S ( 777 ) / ***** / h. 2,40' ( + h. 2,10' PER IL RITORNO )

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Una splendido scorcio sul Pelmo visto da Resinego

Passeggiata alquanto impegnativa sia per la durata e lunghezza , circa 12 chilometri , sia per i ben 777 metri di dislivello da superare .

In auto prendiamo la strada asfaltata che sale da Villanova di Borca di Cadore e arriviamo fino a Malga Ciauto parcheggiando nello slargo al termine della strada asfaltata .

Superiamo il Ponte della Madonna e dopo 5' minuti , in corrispondenza del sentiero che sulla destra sale da Serdes, vediamo la freccia che porta sulla sinistra alla Grotta della Madonna . Volendo , allunghiamo 10' minuti per una breve deviazione e un omaggio alla Madonnina, che vale la pena fare .

 

Continuiamo per il largo sentiero IIIIIIIII470 , che sarebbe la strada asfaltata trasformatasi in carrareccia , e dopo 30' di leggera salita giungiamo al parcheggio che può essere raggiunto da chi vuole percorrere il tratto di strada sterrata .

 

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Un tratto di sentiero lungo un corso d' acqua

 

Da qui inizia la vera e propria passeggiata . Continuiamo a seguire sempre il sentiero IIIIIIIII470 che subito inizia a salire sulla sinistra addentrandosi in un bel bosco . La salita è ripida e costante . Dopo circa un' ora il sentiero spiana e si apre una verde radura . Si sente il rumore scrosciante dell'acqua del torrente che scorre più sotto.

Il respiro è breve perchè la salita ricomincia subito con una sempre notevole pendenza . Dopo circa 20' minuti si presenta davanti a noi un ghiaione franoso . Lo passiamo mentre ci attardiamo ad ammirare il panorama del superbo Antelao di fronte a noi . Dopo il passaggio del ghiaione percorriamo per una decina di minuti un tratto in falsopiano . Sulla destra vi sono gruppi di cespugli che nascondono saporiti mirtilli .

 

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Il passaggio del ghiaione franoso
Il Rifugio Venezia spunta sulle nostre teste

 

Riprende la salita ma in modo meno brusco . Camminiamo per altri trenta minuti tra solchi di sentieri in una vegetazione che va man mano diradando . Oramai siamo in prossimità del Rifugio e dopo poco lo vediamo svettare in lontananza sopra di noi . Ancora dieci minuti ed eccoci al sospirato ed accogliente Rifugio Venezia , ai piedi del maestoso Pelmo.

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Il Pelmo visto da sotto
La veduta dal Rifugio Venezia verso il Sorapiss ( tra le nuvole si scorge chiaramente la Torre dei Sabbioni )
 
7) RIFUGIO VENEZIA - FORCELLA FORCA ROSSA - FORCELLA VAL D'ARCIA - FORCELLA FORADA - VILLANOVA ( SERDES - S.VITO )
S ( 536 ) + D / ****** / h. 8

Questa passeggiata , denominata anche "Sentiero Flaibani" è la più impegnativa delle passeggiate tra quelle descritte in questa sezione , sia per la lunghezza , sia per il dislivello e sia per le difficoltà ( relative ) da superare .

Molti preferiscono incominciare il giro del e nel Pelmo partendo da Forcella Staulanza . In tal modo la salita fino a Forcella Val D' Arcia è sicuramente più agevole , non per il dislivello da superare , che è anche maggiore , ma per come lo si affronta . Io però ho fatto il percorso partendo dal Rifugio Venezia , e così lo descrivo .

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La maestosa mole del Pelmo che spunta dalle nuvole

 

 

In ogni caso è una passeggiata stupenda che offre nelle forcelle del Pelmo dei panorami e degli scorci ineguagliabili . Sicuramente raccomandabile a tutti quelli che hanno gambe robuste ed allenate .

 

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Il Rifugio Venezia alle pendici del Pelmo

 

Considerata la lunghezza della passeggiata conviene affrontarla con partenza dal Rifugio Venezia raggiungibile in prima mattina in jeep o dal giorno prima con pernottamento in Rifugio . Nel caso si volesse fare tutto il giro in giornata con partenza da San Vito bisogna aggiungere le h. 2,40' della passeggiata precedente .

Partiamo quindi dal Rifugio Venezia imboccando il sentiero IIIIIIIII480 che parte giusto alle spalle di questo . Il sentiero subito inizia a salire con una traccia ben visibile sul ghiaione . Dopo il primo tratto in leggera salita ecco che il sentiero accentua la propria pendenza iniziando l' attacco alla prima forcella . Il Rifugio Venezia già si vede piccolo in lontananza e la vista spazia su tutta la Valle con la piramide di roccia dell' Antelao di fronte .

 

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La Forcella di Forca Rossa vista dal Rifugio Venezia
Il sentiero che taglia il ghiaione prima dell' attacco alla Forcella di Forca Rossa

 

Dopo poco più di un' ora di cammino eccoci arrivati ai 2.290 metri della Forcella delle Crode di Forca Rossa ( Forca Rossa ) . Abbiamo già risalito 343 metri di dislivello . La forcella non è molto spaziosa ma offre una vista stupenda .

 

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Lo spettacolare panorama dalla Forcella delle Crode di Forca Rossa: la cima dell' Antelao che sorge dalle nuvole

 

Riprendiamo il cammino . Il sentiero subito svolta verso ovest e perdiamo la vista della valle di Cortina . Proseguiamo per un tratto sotto una parete di roccia dove il sentiero , un po' esposto , è anche attrezzato con una corda metallica che viene utilizzata per dare una maggiore sicurezza . Arriviamo così all'attacco della Forcella Val d' Arcia . La salita non è eccessivamente lunga ma ripida e , soprattutto , sale lungo un ghiaione . La difficoltà sta nel fatto che salendo appunto su un ghiaione ogni passo , oltre ad affondare , ritorna un po' indietro insieme alla ghiaia che scivola per cui ogni tre passi se ne perde uno in discesa . Dopo circa una mezz' ora di faticosa salita eccoci arrivati in cima alla Forcella Val d' Arcia a quota 2.476 . Sono passate dal Rifugio Venezia due ore e 15' minuti circa . La Forcella , caratterizzata da un grosso masso nel suo mezzo , è molto bella e apre la vista su tutta la discesa da affrontare fino alla Forcella Staulanza .

Iniziamo la discesa che nel primo tratto si sviluppa tra grossi massi con un tortuoso percorso che ci obbliga anche a qualche piccolo salto . Terminato questo tratto sulla sinistra si stacca il sentiero che va verso Forcella Staulanza . Noi lo ignoriamo e continuiamo sulla destra seguendo il nostro sentiero IIIIIIIII480 . Ancora un tratto in discesa poi , con il ritorno della vegetazione , questa spiana arrivando a Forcella Forada . Dalla Forcella Val d' Arcia sono passate circa un' ora e 30' minuti , tre ore e 45' dalla partenza.

 

Deviazione : sebbene il percorso è stato già lungo e faticoso , facendo una breve deviazione in 15' minuti , seguendo sempre il sentiero IIIIIIIII480 , raggiungiamo il Rifugio Città di Fiume . Deviazione valida per un timbro , un ristoro , una toilette impellente o in caso di maltempo .

 

Da Forcella Forada prendiamo a destra il sentiero IIIIIIIII468 che inizia la lunga discesa del ritorno . La discesa procede senza grosse difficoltà dapprima nel vallone scavato sotto il versante nord del Pelmo , quindi , seguendo il corso d' acqua del Torrente Coroto , si tuffa nel bosco . Dopo circa un' ora e mezza ecco che incrociamo il sentiero IIIIIIIII469 che scende da Forcella Roan . Da qui ripercorriamo il tratto finale della passeggiata n° 4 della zona precedente ( Passo Giau ) . Il sentiero , ora sempre in bosco , si allarga man mano in una carrareccia e , passando per il Tabià Tiera , ci porta a Malga Ciaùto , punto di partenza per il Rifugio Venezia . Dopo 20' minuti da Malga Ciaùto possiamo prendere la deviazione sulla sinistra che ci porta a Serdes e quindi a San Vito . Se invece la nostra destinazione è Villanova o Borca proseguiamo dritti per altri 40' minuti fino ad incontrare le prime case di Villanova , quindi raggiungiamo il nostro punto di arrivo .

 

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L' ultimo pezzo di salita della Forcella di Forca Rossa
Il tratto di discesa su ghiaione da Forcella Val d' Arcia verso Forcella Forada
 
8) VILLANOVA - CASCATA DI BORCA - BORCA
A / S ( 595 ) + D / **** / h. 3,10'

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Dopo la salita il sentiero inizia a scendere per raggiungere la Cascata di Borca

La Cascata di Borca , chiamata anche "Cascata del Cucchiaio" a causa del salto d' acqua arcuato e allungato , è una meta non molto frequentata in quanto poco pubblicizzata , ma estremamente suggestiva .

Si può raggiungere la bella cascata o direttamente da Borca , con un percorso decisamente più breve , o da Villanova , facendo un giro un po' più lungo .

Visto che noi andiamo in montagna per camminarescegliamo la strada più lunga .

Partiamo quindi da Villanova di Borca di Cadore e ci incamminiamo per la strada che poi porta a Malga Ciauto .

 

All' altezza delle ultime case della tranquilla frazione prendiamo sulla sinistra il sentiero IIIIIIIII475 che subito si addentra nel bel bosco che sovrasta il paese . Il sentiero inizia subito a salire. Il percorso è sempre nel bosco e il sentiero sale costantemente anche a tratti con pendenze superiori alla media . Dopo circa un'ora e 30' minuti di salita inizia il tratto in discesa sul sentiero , ora sentiero IIIIIIIII476 , che è decisamente più stretto .

Avvicinandosi si inizia a sentire il rumore dell' acqua e si percorrono alcuni tratti di sentiero molto suggestivi . A tratti si apre la vista sulla conca di Borca e sull'Antelao . In 40' minuti di discesa arriviamo alla base del "Cucchiaio" . La cascata è veramente bella . Il salto è alto e ricco d' acqua e non invidia niente ad altre cascate ben più famose . Ci fermiamo su uno slargo dal quale si gode un'ottima vista sulla cascata . Chi vuole può andare fin sotto la cascata trovando la strada fra i massi del torrente .

Riprendiamo il cammino per il sentiero IIIIIIIII476 e in non più di un' ora , scendendo sempre nel bosco , facciamo il nostro rientro a Borca di fronte al ponte della strada che scende sotto la Chiesa .

 

Variante : Chi vuole raggiungere la Cascata di Borca per il percorso più breve può percorrere in salita quest' ultimo tratto descritto come discesa dalla cascata , impiegando circa un' ora e 15' minuti .

 

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La Cascata di Borca ( o Cascata del Cucchiaio )
Il poderoso salto d' acqua della cascata
 
9) RIFUGIO TALAMINI - CIAMPESTRIN
S ( 315 ) / *** / h. 1,30' ( + h. 1,15' PER IL RITORNO )

Questa passeggiata è il primo tratto di quella più lunga che, unendosi ai sentieri che salgono da Borca e da San Vito, arriva fino al Rifugio Venezia alle pendici del Monte Pelmo.

Partiamo dal Rifugio Talamini (rinnovato come nella foto nel 2009 , ma ancora non riaperto al pubblico ) raggiunto con la erta carrozzabile che sale da Vodo di Cadore.

Da qui , parcheggiata l' auto , proseguiamo per non più di 30' minuti lungo la strada per Zoppè passando davanti a diversi tabià fino a che non troviamo, sulla nostra destra, un cartello indicatore dei "Biotopi della Valle del Boite - Palù de Serla" che ci indica l'inizio del sentiero.

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Il rinnovato Rifugio Talamini

 

Se vogliamo accorciare la passeggiata possiamo arrivare con l'auto nei pressi dell'inizio del sentiero e parcheggiarla in qualche fuori strada. In questo modo il percorso si i accorcia di circa 30' minuti per l'andata e altrettanti per il ritorno, ma si perde una bella e facile passeggiata nel bosco. L'avvicinamento in auto è senz'altro consigliabile nel caso si intenda fare la passeggiata completa e arrivare fino al Rifigio Venezia.

 

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Il cartello indicatore del "Biotopo della Palù de Serla" e l'inizio del sentiero lungo la strada per Zoppè
Il Lago di Serla al centro della zona paludosa

 

Il sentiero, un tratto dell' Alta Via n°3 che ci collega al sentiero IIIIIIIII493, inizia subito a salire, tra boschi e prati, e in 20' minuti , con un dislivello di meno di cento metri, arriviamo alla zona paludosa indicata nel cartello dove, nel centro, si è formato il piccolo Lago di Serla. Una comoda panchina ci offre riposo e una bella veduta ma, essendo la zona paludosa, circolano fastidiose zanzare.

Continuiamo la salita e in altri 20' minuti giungiamo a un bel prato dominato, in fondo, da una malga. Intorno alla malga raccogliamo numerose fragole.

Proseguiamo il cammino e in altri 20' minuti giugiamo alla splendida radura della Forcella Colonel de la Stanga in località Ciampestrin a quota 1856, sotto le Crepe del Serla. Abbiamo superato un dislivello, dall'inizio del sentiero lungo la strada di 315 metri.

La nostra passeggiata termina qui e facciamo ritorno per il medesimo percorso.

Indicazioni per chi volesse proseguire: il sentiero dopo la forcella ( seguire il sentiero a destra ) inizia a scendere leggermente fino a unirsi, dopo circa 45' minuti, al sentiero IIIIIIIII475. Da qui inizia la non dura salita fino al Rifigio Venezia in ulteriori 45' minuti circa.

 

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L'incrocio dei sentieri a Ciampestrin
 
10 ) RIFUGIO TALAMINI - MONTE RITE
S ( 601 ) / **** / h. 2,30'( + h. 2,10' PER IL RITORNO )

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La verde Forcella Val Inferna

Sul Monte Rite , nei locali del vecchio Forte Italiano della Grande Guerra il noto alpinista e scalatore altoatesino Reinhold Messner , nell'ambito di un progetto culturale per far conoscere e valorizzare gli ambienti e habitat montani , ha instaurato una delle sedi del Museo della Montagna di cui è ideatore e curatore .

Una visita al Museo , chiamato "Museo nelle nuvole" , è molto interessante in quanto le varie tematiche esposte sono ben illustrate , inoltre il posto e l'ambientazione sono molto suggestivi.

 

Il Monte Rite è quella montagna che spezza in due la Valle che da Cortina scende fino a Pieve di Cadore. Anche se non eccessivamente alto ( 2.183 metri ) aveva strategicamente una posizione predominante sovrastando Vodo e controllando da un lato la Valle fino a Cortina e dall' altro le retrovie fino a Pieve e da dietro il Passo Cibiana , passaggio per la Val Zoldana. Situato a ridosso della linea del fronte fu scelto dai Generali dell' Esercito Italiano per il Comando di Zona .

Durante l' alta stagione un servizio di navetta che parte dalle pendici del monte verso il Passo Cibiana porta in cima chi non vuole raggiungere a piedi la sommità del monte . Considerata l' interesse del luogo consiglio l'utilizzo di questo mezzo alle persone anziane o non "allenate" , a tutti gli altri la bellissima passeggiata che, nonostante i 600 metri di dislivello non è eccessivamente faticosa .

La nostra passeggiata , invece , la iniziamo dal Rifugio Talamini , oramai dismesso . Con le nostre auto andiamo a Vodo di Cadore , abbandoniamo la SS.51 , scendiamo nel centro del paese e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Talamini . Raggiungiamo il rifugio situato in una bella sella verde dopo alcuni chilometri di salita asfaltata e non . Lasciamo le auto al Rifugio Talamini (attenzione ! nel 2005 il rifugio era chiuso ) e ci incamminiamo per il sentiero IIIIIIIII494 . Il sentiero entra nel bosco e procede in costante salita , più ripida nell'ultimo tratto , fino alla verde forcella Val Inferna che raggiungiamo in non più di un' ora. Abbiamo già superato quasi 250 metri di dislivello . Ci godiamo un bel panorama sul bosco che degrada verso la valle del Boite ; di fronte a noi l' Antelao svetta solitario . In forcella vediamo di fronte a noi il sentiero che sale da Passo Cibiana . Proseguiamo verso sinistra con una discreta pendenza .

 

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L' Antelao visto da Forcella Val Inferna
Uno degli Yak Himalayani oramai ambientatisi nei boschi del Monte Rite

 

Da Forcella Val Inferna il sentiero diventa sentiero IIIIIIIII478. Saliamo di nuovo in bosco per circa 40' minuti fino alla forcella Yak , chiamata così da noi perchè nel bosco vagano liberi alcuni Yak portati da Messner dall' Himalaya nell' ambito del progetto museale . Mirtilli e lamponi ci aspettano ai bordi del sentiero .

 

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La cima dek Monte Rite vista da Forcella "Yak"
Oramai in vista del Forte-Museo

 

Finalmente la strada spiana . Giriamo verso destra e seguiamo il sentiero che in quota passa sotto il Col Alto . Sotto di noi i prati di Pian de la Pera ove tra due malghe vediamo pascolare altri Yak . Dopo aver oltrepassato in quota il fianco di Col Alto con una breve salita raggiungiamo la Forcella Deona dove il nostro sentiero si ricollega alla strada militare proveniente da Passo Cibiana . Dopo aver sforcellato siamo sul versante che si affaccia sulla forcella Cibiana e lo splendido Sassolungo di Cibiana si erge di fronte a noi .

 

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Il Pelmo visto da Monte Rite ( sulla destra si distingue molto bene la Forcella delle Crode di Forca Rossa )
Borca di Cadore e San Vito , con le Frazioni di Villanova e Serdes dal Monte Rite . In fondo la conca di Cortina

 

Oramai siamo in vista della sommità e del Museo . Ancora circa 20' minuti e 100 metri di dislivello lungo la carrareccia strada militare ci separano dall'arrivo . In cima potremo visitare il museo e godere del bellissimo panorama a 360° . Dal museo in altri 10' minuti possiamo arrivare sul punto più alto del monte a strapiombo sulla valle .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Da Monte Rite : la valle verso Tai e Calalzo
Da Monte Rite : la valle verso San Vito e Cortina
 
11 ) PALAFAVERA - COL MARIN - RIFUGIO SONNINO - LAGO COLDAI
S ( 375 ) + D / *** / h. 1,10' FINO AL RIFUGIO SONNINO + 30' FINO AL LAGO CON GIRO E RITORNO ( + h. 1,10' PER IL RITORNO DAL RIFUGIO)

Questa è l' unica passeggiata descritta nel Gruppo del Civetta senz'altro apprezzabile per il paesaggio e i panorami che offre .

Si parte da Palafavera nell' Alta Val Zoldana , tra il Pelmo ed il Civetta . Parcheggiamo l' auto nell' ampio piazzale, e qui abbiamo due possibilità: o prendiamo la seggiovia che ci porta fino al Col Marin oppure raggiungiamo questo con un' ora circa di comoda salita lungo una agevole carrareccia sentiero IIIIIIIII564.

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La veduta su Col Marin , l' arrivo della seggiovia di Palafavera . Sullo sfondo il Pelmo da "dietro"

 

Lasciamo la scelta ai partecipanti e perciò iniziamo la nostra passeggiata , anche come tempi di percorrenza , da Col Marin .

All' arrivo della seggiovia godiamo di una bella veduta sui prati verso il Monte Fernazza ove distinguiamo varie piste da sci che vi si sviluppano . Scendiamo per una comoda carrareccia sentiero IIIIIIIII556 e , dopo aver incrociato il sentiero che sale da Palafavera , arriviamo in 15' minuti a Malga Pioda. Da qui tra verdi prati percorriamo altri 10' minuti , lungo le pendici del Monte Coldai , in piano in avvicinamento alla salita . Attacchiamo quindi la salita che , senza grossi strappi , su un terreno che man mano diventa più pietroso , ci porta in 45' minuti al Rifugio Sonnino al Coldai a 2135 metri di altitudine . Negli ultimi dieci minuti di salita nel pietroso declivio al di sotto del sentiero non è difficile intravedere gruppi di numerose marmotte preannunciate dal loro caratteristico fischio di richiamo .

 

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L' inizio della salita per il Rifugio Sonnino
Il Rifugio Sonnino al Coldai

 

Dal Rifugio si gode una splendida veduta sulla valle di Palafavera . Nei dintorni non ci sono prati e c' è molto spazio per cui bisogna accontentarsi di sedere su grossi massi per poter mangiare la propria colazione.

Raggiunto il Rifugio la passeggiata non è finita . C' è ancora il Lago Coldai da raggiungere . Alle spalle del rifugio vediamo proseguire il sentiero IIIIIIIII556 che continua la sua salita . In non più di dieci minuti arriviamosu una forcella dalla quale si domina il Lago . Scendiamo in ulteriori 5' minuti sulle sponde e iniziamo il giro . Sulla sponda destra giungiamoa un punto quasi a strapiombo che si affaccia spettacolarmente su Alleghe e sul suo Lago . Proseguiamo il giro passando anche su un grosso masso proteso nel lago , riguadagniamo la forcella e ritorniamo al Rifugio Sonnino al Coldai .

Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .

 

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Il Lago Coldai visto da sopra
Sulle sponde del Lago Coldai
 
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La spettacolare veduta a strapiombo su Alleghe e sull' omonimo lago dalla sponda destra del Lago Coldai
 
 
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