LE MIE PASSEGGIATE |
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Sorapis - Faloria |
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1) RIFUGIO FALORIA - RIO GERE - MALGA LARIETO - ALVERA' - CORTINA |
A / D / *** / h. 3 |
Passeggiata completamente in discesa e, perciò, adatta a tutti .
Si parte dal Rifugio Faloria, raggiungibile con la panoramicissima funivia che parte di fianco il Piazzale della Stazione (per cui questa passeggiata , anche se con un primo tratto in funivia , è da considerarsi ad anello) .
Dopo aver ammirato il superbo panorama dalle tarrazze del rifugio e da quelle dell' arrivo della funivia, imbocchiamo , di fronte alla partenza della ex-funvia che saliva ai Tondi di Faloria, il largo sentiero IIIIIIII212 che tende subito a sinistra e inizia a scendere dolcemente lungo la pista invernale di sci . |

Un pascolo nei pressi di Malga Larieto |
Dopo circa 15' minuti di facile cammino arriviamo al pianoro dove partono le seggiovie ( invernali ) per i Tondi di Faloria . Passiamo la prima e ci lasciamo la seconda sulla destra continuando a scendere sempre per lo stesso sentiero che ora inizia ad addentrarsi nel bosco . Il sentiero IIIIIIII212 , che poi è una carrozabile che Rio Gere sale fino al Rifugio Faloria , scende facilmente e abbastanza diritto per altri 20' minuti . Ora la strada , sempre nel bosco , inizia a scendre più ripida con diversi tornanti tra i quali si possono effettuare vari tagli . Ignoriamo sulla destra la deviazione ( che è poi la pista invernale di sci ) che porta alla stazione intermedia dei Piani della Bigontina e continuiamo diritti . Dopo essere passati sotto le funi della seggiovia che sale da Rio Gere il sentiero spiana e , dopo un ultimo passaggio tra alcuni grossi massi ecco che in un' ora e 30' minuti dalla partenza dal Rifugio Faloria arriviamo a Rio Gere .
PASSEGGIATA PIU' BREVE : Qui potrebbe anche terminare una passeggiata più breve ( Rif. Faloria-Rio Gere - h. 1,30' - ) con ritorno in autobus a Cortina ( informarsi degli orari ) .
A Rio Gere attraversiamo la strada e iniziamo a scendere nell' ampio bosco a vista o lungo il sentiero IIIIIIII211 , fino all' imbocco della strada che porta a Malga Larieto. Attraversiamo nuovamente la strada e imbocchiamo il sentiero IIIIIIII209 che taglia due tornanti prima di ricollegarsi nuovamente alla strada di Passo Tre Croci . Percorriamo un breve stratto , circa 300 metri , lungo la srtrada quindi riprendiamo , sempre sulla destra , il sentiero IIIIIIII209 che taglia la strada e ci porta fino alla Frazione Alverà . Volendo , seguendo le indicazioni , si può anche deviare e fare il giro per la piccola Frazione di Staulin . Arrivati ad Alverà scendiamo lungo la strada che porta fino al piazzale della Stazione di Cortina .
VARIANTE
1a) RIO GERE - MANDRES - CORTINA
Da Rio Gere scendiamo lungo il bosco cercando di tenerci vicino alla strada . Dopo circa 700 metri sulla sinistra , attraversata la strada , imbocchiamo il sentiero IIIIIIII206 . Questo Questo inizia subito a scendere fino a raggiungere il Torrente Bigontina . Attraversiamo il torrente e proseguiamo lungo il sentiero IIIIIIII206 che , in falsopiano , si dirige verso i contrafforti del Faloria . Ora il paesaggio inizia d essere più aspro e il sentiero si cammina tra i mughi ma , nel contempo , si allarga la veduta su Cortina . Giunti quasi in prossimità del tragitto della funivia del Faloria , il sentiero inizia a scendere fino a raggiungere Mandres ( che poi è la fermata intermedia della Funivia del Faloria ) .
Da Mandres proseguiamo per il sentiero e , attraverso la Frazione di Pecol , o per la tranquilla ed elegante Via della Spiga , raggiungiamo Cortina .
Per questa variante , rispetto al percorso originario , bisogna calcolare 20-30' minuti in più di percorrenza .
VARIANTE
1b) LARIETO - LAGO SCIN - MANDRES - CORTINA
Questa variante si imbocca un po' più in basso della precedente . Dopo il tratto di 300 metri sulla strada tralasciamo il sentiero IIIIIIII209 per Alverà ma tiriamo dritti percorrendo altri 200 metri fino al Lago Scin. Alle spalle del laghetto imbocchiamo il sentiero IIIIIIII210 che , dopo un primo breve trtatto in salita , ci porta in non più di 30' minuti di falsopiano fino a Mandres .
Da qui raggiungere Cortina come descritto nella variante precedente .
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La stazione intermedia Mandres della Funivia Faloria |
Il piccolo ma grazioso Lago Scin |
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2) RIFUGIO FALORIA - VAL ORITA - BAITA FRAINA - CORTINA |
A / S ( 110 ) + D / **** / h. 3,30' |

La Val Orita e il Faloria visti di fronte (da Socol) - Clicca per vedere il percorso della passeggiata .
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Passeggiata ad anello , considerando quanto detto per la precedente , che parte anche questa dal Rifugio Faloria .
Di fronte al rifugio , a vista , prendiamo il sentiero IIIIIIII213 che inizia a salire lungo il tracciato dello skilift . Arrivati quasi al termine del tracciato lasciamo il sentiero IIIIIIII213 , che prosegue verso il Rifugio Tondi , e prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII214 che in un primo tratto di falsopiano molto panoramico passa prima vicino un pilone e poi a dei ruderi di un vecchio forte usato anche questo (come il ponticello della Ferrata Dibona) per alcune scene del film Cliffhanger interpretato da Silvester Stallone . Dalla partenza sono passati non più di 30' minuti . |
Proseguiamo per il sentiero IIIIIIII214 , che fa parte dell' Alta Via ^ n° 3 e ci introcuce nella Val Orita . La parte alta della valle è molto panoramica ed è sovrastata dalla Punta Nera del Sorapiss . Da qui inizia una lunga e dura discesa, più di 700 metri tutti d' un fiato , Questa valle , poco frequentata , riesce a conservare ancora dei toni aspri e brulli . Quando la discesa spiana il sentiero continua , in un bel bosco e in leggera discesa , fino a raggiungere in 40' minuti la mondana Baita Fraina .
Dal Rifugio Faloria sono passate due ore e 40' minuti e ce ne vorranno altri 50' per raggiungere il punto di partenza prima per la strada quindi , incrociata , per la passeggiata del trenino .
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Il Faloria visto dal basso dai verdi prati di Pecol |
La mondana Baita Fraina |
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3) RIFUGIO FALORIA - TONDI DI FALORIA - FORCELLA FALORIA - FORCELLA CIADIN - RIFUGIO VANDELLI - PASSO TRE CROCI |
S ( 255 ) + D / ***** / h. 6,30' |
Questa è una delle più classiche passeggiate di Cortina , escludendo quelle non brevi e facili . Non si può dire di conoscere le montagne della Conca Ampezzana se non ci si è cimentati nella salita ai Tondi , nella discesa sul Vandelli ai piedi della morena del Sorapiss col suo Lago azzurro-ghiaccio e al ritorno al Passo Tre Croci .
Lunga ma appagante , con qualche tratto un po' esposto ma non proibitiva , sicuramente la si può catalogare tra le passeggiate più belle della zona .
Si parte dal Rifugio Faloria a quota 2.123 , facilmente raggiungibile con la spettacolare Funivia che sale dal Piazzale dell' ex-Ferrovia . |

La partenza della Funivia Faloria |
Di fronte al Rifugio si imbocchiamo il sentiero IIIIIIII213 che risale il percorso dello skilift invernale . Dopo una decina di minuti , prima che la pendenza aumenti, incrociamo un bivio . Noi ci terremo sulla destra puntando verso l' arrivo dello skilift , quindi risalendo lungo il costone dei Tondi di Faloria , raggiungiamo l'accogliente Rifugio Tondi .
Consiglio per i "meno in forma" : Per chi volesse risparmiarsi questo primo tratto di salita ( 200 metri in circa 50' ) nei periodi di alta stagione dal Rifugio Faloria parte un servizio di jeep-navetta che sale fino al Rifugio Tondi .
Superato il Rifugio Tondi e l' arrivo delle seggiovie , continuando sempre lungo il costone della montagna , con un altro tratto prima in salita e poi in falsopiano-discesa , giungiamo in circa 25' alla Forcella Faloria . Qui c' è il bivio che sale alla Punta Nera . Proseguiamo sulla sinistra lungo il nostro sentiero IIIIIIII213 .
Ora il sentiero corre in quota sotto i contrafforti della Selletta , della Ra Zesta e del Ciadin del Loudo che svettano sulla destra . Il panorama è magnifico e si domina , in una strepitosa solitudine , tutta l' Alpe del Faloria e i Piani de Ra Bigontina fino al Passo Tre Croci . Di rimpetto il Cristallo ci guarda con benevolenza mentra le Tofane fanno da sfondo di questo ineguagliabile scenario. Non è difficile imbattersi in gruppi di stambecchi e camosci .
In un' ora di questo magnifico cammino in un falsopiano in leggerissima salita giungiamo , lasciato sulla sinistra il bivio del sentiero IIIIIIII213 che scende al Passo Tre Croci e superato un piccolo strappo leggermente esposto , alla Forcella Ciadin a quota 2.378 . Ora il sentiero , che è diventato il sentiero IIIIIIII223 e fa parte dell' Alta Via ^ n° 3 , corre su un terreno più aspro per circa 40' fino a ricongiungersi col sentiero IIIIIIII216 .
Ora c' è da superare il tratto più diffile della passeggiata : un costone esposto che tendendo a destra aggira uno spigolo del Ciadin del Loudo e ci fa affacciare sul versante che sovrasta il Rifugio Vandelli .
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Il tratto più difficile della passeggiata : il costone esposto che supera uno spigolo del Ciadin del Luodo |
Il panorama sul Cristallo e sul Pomagagnon dai Tondi di Faloria |
Superato con molta attenzione questo punto inizia una vegetazione di pini mughi ; il Lago di Sorapiss e il Rifugio Vandelli sono un puntino 350 metri più in basso . In non più di un' ora di discesa li raggiungiamo .
Il posto è stupendo . Il Lago color ghiaccio è una perla incastonata nel diadema di montagne che lo racchiudono . Le cime del Sorapiss sono maestose mentre il Dito di Dio svetta severo e ammonisce il viaggiatore ricordandogli il rispetto per quei luoghi .
Dopo una lunga e meritata sosta nell' accogliente rifugio imbocchiamo il sentiero IIIIIIII216 che fa ritorno verso il Passo Tre Croci . Per la prima mezz'ora il sentiero , che corre sempre in un falsopiano in discesa , domina la valle che sale da Auronzo verso le Tre Cime fino ad arrivare ad un punto dove , con alcuni passaggi attrezzati con tavolacci di legno e gradini , ovvero con scalinate in ferro, ma resi più sicuri con dei robusti corrimani , si supera un costone roccioso che potrebbe sembrare un po' esposto ( vedi foto passeggiata n° 5 ) .
Superato questo punto ci inoltriamo in una piacevole vegetazione di prati e boschi e , continuando sempre in falsopiano in discesa , in massimo altre due ore arriviamo al Passo Tre Croci dove possiamo prendere l' autobus di linea (consultare bene l' orario ) che ci riporta al punto di partenza .
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Appena aggirato il costone roccioso del Ciadin del Loudo ecco che ci appare il Lago di Sorapiss |
Il Lago di Sorapiss e il Rifugio Vandelli visti da metà della discesa da Ciadin del Loudo |
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4) RIFUGIO FALORIA - TONDI DI FALORIA - PUNTA NERA DEL SORAPISS - RIFUGIO VANDELLI - PASSO TRE CROCI |
S ( 513 ) + D / ****** / h. 6,30' |

Il panorama di Cortina visto dal Faloria
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Passeggiata simile alla precedente come punto di partenza e punto di arrivo , ma che si sviluppa attraverso una variante che comporta un maggiore dislivello e un pizzico di difficoltà in più .
Seguiamo le indicazioni della passeggiata precedente fino all'arrivo alla Forcella Faloria . Qui invece di proseguire per il sentiero IIIIIIII213 , al bivio imbocchiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII215 che inizia a salire con un' ampia curva ben visibile verso la Punta Nera del Sorapiss . La salita è costante ma non impegnativa e il sentiero che corre sui ghiaioni è una traccia di sentiero anche se ben visibile. |
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La Punta Nera e la Croda Marcora visti da San Vito |
Il Rifugio Faloria , i Tondi di Faloria , la Forcella Faloria e l 'inizio della Val Orita visti dal sentiero che dalla Forcella Faloria sale verso la Punta Nera |
Il panorama è superbo . Tutte le Vette della conca Ampezzana sono ben visibili mentre ci addentriamo su ghiaioni nel cuore del Sorapiss. Non è difficile incontrare gruppi di stambecchi e camosci e , anche nella stagione calda , qualche nevaio .
In un' ora e 30' di salita arriviamo alla Forcella della Punta Nera a circa 2.640 metri, forcella che dal versante che affaccia sulla Valle del Boite fa passare all'interno del Gruppo del Sorapiss nella conca scavata dagli antichi ghiacciai , verso il Lago e il Rifugio Vandelli . Prima di scavalcare la forcella , in un tratto panoramicissimo , ci affacciamo a strapiombo sulla valle verso San Vito . Questa visione non può che lasciarci a bocca aperta .
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Un nevaio quasi al termine della salita per la Punta Nera |
Scavalcata la forcella inizia un tratto di ripida discesa verso il fondo della valle morenica . La discesa è ripida e su ghiaione e puo essere percorsa con i caratteristici balzi . Per chi non ama i ghiaioni da scendere saltando , la discesa che corre lungo la base di una liscia parete di roccia , è assistita da una corda metallica che può essere di aiuto . Questo tratto di discesa non è lungo e , difficoltà permettendo , in 30' minuti arriviamo al fondo valle .
A un certo punto la discesa ripida termina e il nostro sentiero si ricongiunge al sentiero IIIIIIII242 , noi lo prenderemo in discesa verso sinistra . La discesa è lunga e facile e corre tra le maestose cime del Gruppo , quindi , tendendo a destra , passa sotto il Ghiacciaio Occidentale , costeggia se pur in lontanaza i contrafforti del Dito di Dio e quindi , in max un' ora e 15' minuti arriviamo allo specchio di acqua azzurro-ghiaccio del Lago del Sorapiss e , quindi , al Rifugio Vandelli .
La discesa verso il Passo Tre Croci è la medesima della passeggiata precedente.
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Il Lago di Sorapiss che si inizia a intravedere scendendo dalla Punta Nera |
Il Rifugio Vandelli |
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5) PASSO TRE CROCI - RIFUGIO VANDELLI ( Lago di Sorapiss ) |
S ( 137 ) / **** / h. 3 ( + h. 3 per il ritorno ) |
Questa passeggiata è il tratto finale , fatto però all' incontrario , delle due passeggiate precedenti . Infatti il percorso dal Passo Tre Croci , rappresenta una passeggiata del tutto autonoma e molto frequentata . Questa rappresenta la via più semplice per raggiungere il Rifugio Vandelli e lo splendido Lago del Sorapiss ed è preferita alle precedenti due , anche se in fondo il tempo di percorrenza tra l'andata e il ritorno è quasi identico , soprattutto da chi non vuole affrontare difficoltà maggiori o andare a quote troppo elevate .
Questa passeggiata fa parte dell' Alta Via ^ n° 3 . |

Un tratto leggermente esposto, ma non pericoloso , in avvicinamento al Rif. Vandelli
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Si parte dalla fine , in direzione Auronzo , della spianata prativa che fa da cornice all' Hotel Tre Croci . In fondo alla spianata ove si può trovare posto per parcheggiare l' auto , è ben segnalato il sentiero IIIIIIII215 che prendiamo in direzione Rifugio Vandelli .
Il sentiero , che per le prime centinaia di metri è una comoda carrarreccia , corre in una bella vegetazione di bosco non eccessivamente folto in un falsopiano prima in leggera salita e poi in leggera discesa . In circa un' ora arriviamo al passaggio di un torrente ove , per la posizione riparata , non è difficile , anche se a quota bassa ( circa 1750 metri ) , trovare un nevaio .
Superato il torrente ricomincia il facile cammino in leggera salita . Man mano che procediamo il sentiero si va avvicinando ai contrafforti del versante est del Ciadin del Loudo che domina la valle che da Auronzo sale verso le Tre Cime , Misurina e il Passo Tre Croci . La vista è aperta e molto bella . Di fronte si vedono i Cadini e , in fondo , la Croda dei Toni .
Dopo 50' minuti di questo cammino arriviamo all' unico punto che potrebbe riservare un minimo di difficoltà . E' il passaggio su una scalinata metallica , tavolacci e gradini , che formano tre tornanti , di un costone roccioso un po' esposto . Senza il passaggio così predisposto , questo si sarebbe dimostrato certamente difficoltoso ma , con i tavolacci e i gradini così sistemati , corrimano e corde metalliche per appoggio , il passaggio di questo punto non costituisce alcuna difficoltà .
Superato questo punto il sentiero continua a correre più stretto e con una pendenza maggiore , ma mai eccessiva , addentrandosi nella valle che sale verso il Sorapiss . Le difficoltà sono sempre pressocchè nulle .
Dopo circa 45' minuti ci ricongiungiamo al sentiero IIIIIIII216 che , sulla destra , scende dalla Forcella Ciadin ( v. passeggiata n° 3 ) . Siamo oramai all' ultimo strappo . In un altro quarto d' ora di non ripida salita raggiungiamo il Rifugio Vandelli e in altri 5' minuti il Lago di Sorapiss .
Il ritorno è per la stessa strada dell' andata .
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Il tratto assistito da solide scalette in ferro |
Il Lago di Sorapiss dominato dal maestoso Dito di Dio |
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6) PASSO TRE CROCI - COSTA CIAURINA - VALBONA - FEDERA VECCHIA ( ALBERGO SAN MARCO ) |
D + S ( 335 ) / *** / h. 1, 30' ( + h. 1,50' per il ritorno ) |

L' inizio del sentiero della Costa Ciaurina
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Passeggiata facile e gradevole , nel bosco , consigliata a tutti quelli che camminano un poco più di ... niente .
Venendo da Cortina , superato il Passo Tre Croci , procediamo per un altro chlometro o poco più , fino alla prima curva più decisa a sinistra . Qui, sulla destra , in corrispondenza di un fuoristrada ove è possibile parcheggiare le auto , parte il nostro sentiero IIIIIIII215 , regolarmente segnalato .
Il sentiero si infila subito nel fitto bosco della Costa Ciaurina e inizia a scendere regolarmente con un agevole percorso. |
Dopo circa 20' la discesa va attenuandosi e , superata una larga curva a sinistra il sentiero va a toccare e quindi a costeggiare il torrente Rudavoi che scende dalle pendici del Piz Popena . Il sentiero ora corre agevolmente in un falsopiano in discesa , sempre costeggiando il Torrente Rudavoi , per altri 40' minuti fino a incontrare sulla destra due casolari .
Qui ci immettiamo nella verde e dolce Valbona . Il bosco si dirada e forma una bellissima radura . In corrispondenza dell' incrocio con il sentiero IIIIIIII217 che sulla destra scende dal Rifugio Vandelli , c' è una spianata con un grazioso agglomerato di baracche e fienili con una croce e un fontanile . Cataste di tronchi e legna non mancano mai nello scenario di questo rilassante luogo .
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La spianata quasi alla fine della Valbona con un casolare fumante |
Mucca al pascolo in Valbona |
Superato l' agglomerato in altri 10' giungiamo a Federa Vecchia , sulla strada che sale da Auronzo a Misurina e al Passo Tre Croci , proprio di fronte all'Albergo San Marco .
Il ritorno , questa volta in salita , è per lo stesso percorso dell' andata .
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Il panorama da Pocol della conca di Cortina verso il Passo Tre Croci |
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7) RIFUGIO SCOTTER - RIFUGIO SAN MARCO - FORCELLA GRANDE DEL SORAPISS - VALLE DI SAN VITO - PALUS SAN MARCO |
| S ( 675 ) + D / ***** / h. 5,45' |

La Forcella Grande del Sorapiss vista dai prati di Resinego
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Passeggiata bellissima e impegnativa sia per la lunghezza , sia per il discreto dislivello da superare ( ma senza alcun tratto esposto o pericoloso ) , sia dal punto di vista logistico dato che prevede il ritorno con un doppio tragitto in autobus di linea .
Il primo tratto in salita , considerato anche il lungo cammino da effettuare, viene evitato potendo usufruire della comoda seggiovia che parte dalla base della zona sciistica di San Vito di Cadore . Iniziamo la nostra passeggiata partendo , quindi , dal Rifugio Scotter-Palatini . |
Alle spalle del Rifugio imbocchiamo il largo e comodo sentiero IIIIIIII228 che sale , a vista , senza un' eccessiva pendenza . Dopo circa 25' minuti il largo sentiero arriva al margine del bosco e vi si addentra restringendosi e iniziando a salire con una maggiore pendenza . Il bosco è fitto e bello e , con qualche strappetto e qualche tratto in falsopiano , in 20' minuti arriviamo al grazioso Rifugio San Marco a quota 1.823 .
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Il Rifugio Scotter-Palatini |
Dietro il Rifugio partono due sentieri ; noi prendiamo quello di sinistra , il sentiero IIIIIIII226 , che con un primo tratto in discesa ci porta dapprima a superare alcuni grossi massi che ostruiscono il canalone , quindi inizia la salita ai margini e per il canalone stesso . Il paesaggio è stupendo . Per la sua bellezza questo tratto è compreso nelle Alte Vie ^ n° 3 , 4 e 5 .
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Una bella immagine della Forcella Grande che spicca tra le nuvole |
Un particolare della Forcella Grande del Sorapiss |
Da questo punto la salita inizia ad essere rilevante per la pendenza da superare . Il sentiero sale a stretti zig-zag che permettono di superare il notevole dislivello . Man mano che saliamo il panorama si apre sempre di più e la vista è sempre più superba . Dopo quasi un' ora di cammino il canalone si allarga e la pendenza si va riducendo gradatamente . Gli ultimi dieci minuti che portano alla sommità della Forcella Grande sono in leggera salita.
Giunti in Forcella a quota 2.255 , due ore di cammino dal Rifugio Scotter , possiamo ammirare un panorama fantastico . La conca nella quale ci troviamo è verde e distensiva e nel rado prato abbondano le Stelle Alpine , di fronte troneggiano i vari 3.000 delle cime del Sorapiss , sulla sinistra si vede chiaro il tracciato del sentiero IIIIIIII246 che sale verso il Bivacco Slataper e la Croda Marcora , sulla destra imponente troneggia la Torre dei Sabbioni , dietro di noi il sentiero appena percorso si tuffa su San Vito .
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La salita dal Rifugio Scotter dominata dall' Antelao |
Il piccolo ma grazioso Rifugio San Marco |
Il posto è così bello che merita una sosta . Dopo aver riposato in po' riprendiamo il nostro cammino sempre per il sentiero IIIIIIII226 attraverso la conca , in pianura e in falsopiano in discesa , per circa 15' minuti , dopo di che il sentiero si immette nella Valle di San Vito e inizia a scendere con più decisione . Dopo altri 10' minuti circa giungiamo a un punto ove c' è una diramazione di sentieri . Tiriamo diritto seguendo sempre il nostro sentiero IIIIIIII226 . In questo primo tratto alto di sentiero non è difficile intravedere , soprattutto sul versante opposto sui ghiaioni sotto la Torre dei Sabbioni e la Costa Belprà , numerose colonie di camosci e stambecchi . Iniziando la discesa dietro di noi la imponente Torre dei Sabbioni va allontanandosi facendosi sempre più piccola .
Inizia a questo punto una lunga e costante discesa attraverso la Valle di San Vito. Man mano che si scende la vegetazione cambia : dal rado pratino della conca ai primi pini mughi , quindi al bosco . Dopo aver superato anche due piccoli tratti di piccolo ghiaione , il bosco di conifere si trasforma in enorme faggeta e il sentiero scende in questa su un morbido tappeto di foglie . Lungo il tragitto sono numerosi i folti cespugli di genziane che si incontrano .
Dopo l' ultimo tratto in ripida discesa , finalmente allo scoperto , incontriamo una carrareccia di fondo valle . Sono oramai passate tre ore da quando abbiamo lasciato la forcella e in una ventina di minuti arriviamo al Rifugio Tre Sorelle , una casa in legno adibita a Sede della zona protetta con un piccolo museo a tema all'interno. In altri 5' minuti raggiungiamo la strada che sale da Auronzo , ci incamminiamo verso destra e iin 20' minuti , passando prima davanti la Colonia Gregoriana , arriviamo all' Albergo Palus San Marco ove c' è la fermata dell'autobus .
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L' ultimo tratto della salita verso Forcella Grande . Inizia a spuntare la Torre dei Sabbioni |
L' ampia conca di Forcella Grande |
Consiglio logistico : finita la passeggiata per fare ritorno a San Vito occorre prendere ben due autobus : il primo da Palus San Marco a Calalzo , passando per Auronzo , poi , cambiando all Stazione di Calalzo l' autobus per San Vito .
Vista la lunghezza e la durata della passeggiata bisogna ben informarsi sugli orari di partenza degli autobus per non correre il rischio di rimanere a piedi in tutt' altra vallata di quella di partenza ( il percorso di ritorno in autobus e lungo non meno di 50 km. ) . In ogni caso conviene partire da San Vito ( alla partenza della seggiovia ) non oltre le 9,30' .
A San Vito l' autobus lascia in Piazza per cui bisogna ritornare a prendere le auto ben più in alto , alla partenza della seggiovia per il Rifugio Scotter e a piedi ci vogliono sicuramente 30-40' minuti . Per tale motivo , se possibile , è consigliabile, facendo casomai due viaggi , lasciare un auto nei pressi della Piazza e un' altra alla prtenza della seggiovia .
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L' imponente Torre dei Sabbioni |
L' inizio della discesa della Valle di San Vito . Alle spalle si allontana la Torre dei Sabbioni |
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L'intera Valle di San Vito vista dal sentiero per il Rifugio Città di Carpi |
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