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LE MIE PASSEGGIATE |
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Tofane - Falzarego |
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1) CORTINA - LAGO GHEDINA |
A / S ( 220 ) + D / *** / h. 2 |
Passeggiata classica di Cortina . Adatta a tutti. Ottimo inizio anche per chi va per la prima volta in montagna .
Si parte dal tornante di Ronco dove c'è l'arrivo della pista di bob . Oltrepassato l'arrivo della pista , giriamo a sinistra costeggiandola leggermente in salita . Incrociamo prima , e quindi percorriamo un tratto della strada che porta alle frazioni Cadeverzo di Sopra , proseguendo poi per Cadin di Sotto e Cadin di Sopra .La strada costeggia case , fienili e magnifici prati di fronte a grandi scenari di cui il Pomaganon ne è il protagonista . |
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La valle di Cortina da Cadin |
Giunti alle prime abitazioni di Cadin di Sopra , imbocchiamo sulla sinistra il visibile sentiero IIIIIIIII415 che , tra i boschi , salendo di quasi 150 metri , ci porta al piccolo ma magnifico Lago Ghedina in meno do mezz'ora.
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Lo specchio d'acqua smeraldino del Lago Ghedina |
Dal Lago Ghedina continuiamo percorrendo la carrozzabile sentiero IIIIIIII 414 , in leggerissima salita , che prosegue sulla sinistra dietro il casotto di pesca , per 10' - 15' minuti .
Imbocchiamo quindi sulla sinistra il sentiero IIIIIIII 413 che scende per i boschi , incrociando più volte la pista di bob e porta fino a Ronco , qualche centinaio di metri più in alto del punto di partenza . |
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Un'altra bella immagine del Lago Ghedina |
Cortina da Ronco |
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2) LAGO GHEDINA - COL DRUSCIE' |
A / S ( 322 ) + D / **** / h. 3 |
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Dal Lago Ghedina ( che si può raggiungere anche in auto e dove si può trovare , nei pressi , parcheggio ) iniziamo a percorrere la carrozzabile sentiero IIIIIIII 414 in leggerissima salita che parte da dietro il casotto di pesca .
Dopo 10' - 15' minuti imbocchiamo , sulla destra, il sentiero IIIIIIII 413 che inizia a salire , in modo costante ma non eccessivamente ripido , verso Col Drusciè . |

Le Tofane con il Col Drusciè in primo piano
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Dopo circa 45' minuti di salita arriviamo ai piedi del Colle dove inizia l' ultimo strappo di 100 metri di dislivello decisamente più ripido . L'arrivo al confortevole rinnovato Rifugio e la superba vista dalla terrazza panoramica ci appaga ampiamente della salita affontata.
Dal Col Drusciè prendiamo , alle spalle della funivia , sulla sinistra , il sentiero IIIIIIII 411 che dapprima scende più rapidamente per poi spianare , dopo non più di 15' minuti, in un ampio prato .
A questo punto si ofrono due opportunità per il ritorno al Lago Ghedina , entrambe valide e gratificanti .
2A) Per la prima tendiamo a sinistra per il sentiero IIIIIIII 410 che in 5' minuti ci porta a Baita Piè Tofana . Percorreriamo la strada-sentiero IIIIIIII 407 per circa 30' minuti fino all'incrocio , sulla sinistra , con la carrozzabile sentiero IIIIIIII 414 che in altri 30' minuti di falsopiano ci riporterà al Lago Ghedina .
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L'inizio del sentiero IIIIIIII 407 che scende da Piè Tofana |
Una varietà di cardi nei pressi del Ristorante Camineto |
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2B) Per la seconda ipotesi di percorso di rientro , al termine della discesa tendiamo a destra sempre per il sentiero IIIIIIII 410 , percorrendo la Val Drusciè alle spalle del Colle per circa 20' minuti fino alla biforcazione dello stesso sentiero IIIIIIII 410 . Alla biforcazione prendiamo il sentiero di destra che in 20' minuti di discesa tra i boschi ci riporterà fino al Lago Ghedina .
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Un' altra immagine del Lago Ghedina |
Il Col Drusciè visto da Ra Valles ( clicca per vedere il percorso 2A - rosso - e il percorso 2B - blu ) |
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3) POCOL - LAGO D' AYAL |
D / ** / 40' minuti ( + 40' per il ritorno ) |
Passeggiata breve e facile ma altamente remunerativa per la suggestiva bellezza del piccolo specchio d' acqua del Lago d' Ayal .
Da Pocol ( raggiungibile da Cortina anche con gli autobus di linea urbana ) ci incamminiamo per la strada che sale al Passo Giau . Dopo circa 700 metri imbocchiamo a sinistra il sentiero IIIIIIII 430 che inizia a scendere nel bosco .
Dopo circa 20' minuti di facile e piacevole cammino la visuale si apre e ci affacciamo su un piccolo bacino artificiale adoperato per scopi elettrici .
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I prati di Pocol visti dall' alto
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Per raggiungere il laghetto sottostante bisogna scendere per due scale in ferro di una dozzina di gradini . Giunti sulle sponde del bacino proseguiamo costeggiando prima , e lasciando poi lo specchio d' acqua sulla sinistra , per altri 10' minuti quindi, dopo aver incrociato i sentieri IIIIIIII 430 e IIIIIIII431 , giungiamo al Lago alle spalle sopra il Rifugio .
Questo percorso è molto facile e adatto a tutti ma prevede la discesa della scaletta in ferro per cui non è opportuno farlo con persone anziane o non particolarmente abili .
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Le scalette in ferro per scendere più rapidamente sul bacino idroelettrico |
Se non si vuole scendere per la scaletta , il Lago d' Ayal si può raggiungere anche, con una passeggiata molto più breve nel bosco , dalla strada che sale a Pocol sulla sinistra del primo tornante dopo la galleria . Dal tornante in 10' minuti si arriva al lago artificiale per poi proseguire per il Lago d' Ayal .
Il ritorno è per uno dei percorsi seguiti per l' andata .
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Due scorci del Lago d' Ayal con l' omonimo Rifugio |
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4) MORTISA - LAGO D' AYAL |
S ( 170 ) / ** / h. 1 ( + h. 1 per il ritorno ) |
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Altro itinerario , e forse il più bello , per raggiungere lo splendido Lago d' Ayal . La partenza è da Mortisa , frazione di Cortina che si può raggiungere in auto o anche con l'autobus di linea urbana .
Superate le ultime case di Mortisa imbochiamo il largo sentiero IIIIIIII 428 che in leggerissima salita ci porterà in 30' minuti fino al Ponte Alto .
Nel primo tratto di questo sentiero , voltandosi , la vista spazia sul classico scenario di Cortina con lo sfondo del Pomagagnon e del Cristallo , mentre sulla sinistra le Tofane fanno capolino dietro i verdissimi prati picchiettati di bucaneve .
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Una caratteristica abitazione di Mortisa |
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Dopo un quarto d' ora di cammino , sulla destra , parte la deviazione del sentiero IIIIIIII 429 che porta in 15' minuti , lungo una suggestiva Via Crucis di recente istituzione , alle grotte di Volpera , una serie di anfratti formatisi tra i grossi massi di una frana ( il percorso attrezzato che le percorreva oggi non è più mantenuto per cui la visita può risultare pericolosa ) . Proseguiamo dritti per il nostro sentiero IIIIIIII 428 .
Superato il Ponte Alto imbocchiamo il sentiero IIIIIIII 430 ( o il nuovo percorso alternativo che , tagliando per il bosco , evita il più largo sentiero carrabile ) che in altri 30' minuti di buona salita ci porterà fino al Lago .
Consiglio logistico : volendo evitare l' andata e il ritorno per lo stesso percorso , servendosi dei mezzi pubblici , si possono unire i due percorsi ( n° 3 e n° 4 ) e effettuare la passegiata in salita Mortisa-Pocol in h. 1,50' minuti , o in discesa Pocol-Mortisa in h. 1,40' minuti con ulteriori 30' minuti fino al centro di Cortina .
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Le Tofane che spuntano dai prati di Mortisa |
Il Lago d' Ayal e il Rifugio |
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5) POCOL - CIMA PRATI - PIE' TOFANA |
S ( 140 ) / ** / h. 1,30' ( + h. 1, 30' per il ritorno ) |
Passeggiata facile , nei prati . Da Pocol , parcheggiata la macchina nel piazzale , ci dirigiamo verso lo Chalet e svoltiamo a sinistra iniziando una facile passeggiata in leggera salita nei prati . In questo tratto non ci sono sentieri segnati ma solo tracce da seguire e intuire ripercorrendo il tracciato della pista da sci invernale .
In ogni caso , per non sbagliare , bisogna mantenersi costantemente sotto la collinetta che ci separa dalla strada e che ci accompagnerà sulla sinistra . In caso di terreno molto umido per le abbondanti piogge cadute alcuni tratti di prato potrebbero risultare fangosi . |
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Cortina vista dal sentiero che da Mortisa sale a Pocol
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Dopo circa 30' - 40' mimuti di cammino giungiamo al Bar-Ristorante Cima Prati (raggiungibile , volendo , in centro metri dalla strada circa 2 km. dopo Pocol . In questo modo la passeggiata si riduce notevolmente ma si perde la bellezza della camminata nel verde prato ) .
Dal Ristorante Cima Prati puntiamo verso il visibile arrivo della seggiovia e , appena superato , imbocchiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII 406 che , sempre per prati e boschi , con un percorso tortuoso, con continui saliscendi o in falsopiano , in meno di 1 ora , superando qualche corso d'acqua e qualche accenno di laghetto, ci porterà alla Baita Piè Tofana percorrendo gli ultimi 150 metri sulla strada .
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Lungo il sentiero, al di sopra del Rifugio Col Taron, si apre uno splendido panorama su Cortina |
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Dopo circa 40' minuti dall' imbocco del sentiero IIIIIIII 406 , a vista , sempre per prati , (facendo sempre attenzione ad evitare eventuali tratti fangosi ) si può fare una deviazione e raggiungere in cinque minuti di discesa la graziosa Baita Col Taron ( aperta solo d'inverno ). |
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Il Rifugio Col Taron |
La Croda da Lago e il Becco di Mezzodì dalla terrazza del Rifugio Col Taron |
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| Il ritorno è per il medesimo percorso . |
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Il Sacrario di Pocol e le Tofane viste da Col |
La Baita Piè Tofana |
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6) PIE' TOFANA - PASSO POSPORCORA - FIAMES |
S ( 90 ) + D / *** / h. 3,30' |
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Bellissima passeggiata , adatta a tutti, anche se un po' lunghetta ( oltre tre ore ) .
La partenza è da Piè Tofana , dove si arriva in auto e si trova parcheggio nell' ampio piazzale . Qui imbocchiamo subito il sentiero IIIIIIII 410 che parte subito alla destra della Baita . Il sentiero cammina piacevolmente in pianura e nel bosco per i primi tracento metri. Sulla sinistra superiamo una sorgente che sgorga sotto gli alti abeti e dalla quale si può assaggiare un sorso di pura acqua di montagna .
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 Il Pomagagnon e le ultime case di Mortisa viste dal sentiero per il Lago d' Ayal e Pocol |
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Alla fine di questro tratto pianeggiante , sulla sinistra , intravediamo un vecchio fontanile . Qui la vista si apre sulla piccola e amena Val Drusciè che percorriamo seguendo sempre il sentiero IIIIIIII 410 e lasciandoci l' omonimo Colle sulla destra . Camminiamo sovrastati dalla Freccia nel Cielo che sale verso Ra Valles e con , sulla sinistra , il ripido muro di pietrisco del Ghiaione delle Tofane ( pista nera d' inverno ) che scende da Forcella Ra Valles .
Dopo circa 35' minuti di facile cammino di falsopiano in discesa arriviamo al bivio ove ci si ricongiunge con il sentiero IIIIIIII409 che , sulla destra, sale dal Lago Ghedina . A questo punto il sentiero ( ora IIIIIIII 409 ) inizia a salire e in due ripidi tornanti e in circa 75 metri di dislivello raggiunge in 20' minuti una piccola forcella che scavalca le Crepe di Cianderou . Qui una panca e un tavolaccio posti all'ombra di maestosi abeti ci offrono riposo facendoci ammirare uno spettacolare panorama .
Da questo punto il sentiero riprende sempre in quota , con impercettibili saliscendi , e in meno di un' ora ci porta al Passo Posporcora . Il Passo si trova sotto la strapiombante parete sud del Col Rosà e da qui parte la impegnativa Via Ferrata E. Bovero che vi sale fin su la cima . A destra e sinistra il sentiero IIIIIIII 408 porta in due opposte direzioni . Andando verso sinistra si scende sulla parte finale della Val Travenanzes e , proseguendo , verso le Cascate di Fanes . A destra, invece , scende verso Fiames .
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Baita Piè Tofana |
Un' altro bello scorcio della Frazione di Mortisa |
Noi imboccheremo il sentiero IIIIIIII 408 sulla destra . Questo con una ripida discesa tra i boschi di circa 400 metri di dislivello ci porterà in circa 40' minuti a Fiames , lungo la riva destra del Boite , di rimpetto giusto all' altezza dell' Albergo Fiames . Attenzione però perchè ci troviamo sulla sponda opposta a quella del nostro punto di arrivo . Per attraversare il fiume ci sono due passaggi , pressocchè equidistanti , uno verso sud e uno verso nord . Ritengo più gradevole la soluzione che si dirige verso nord .
A questo punto per attraversare il Boite occorre fare un lungo giro che durerà all' incirca 30' minuti . Dirigiamoci , risalendo il corso del fiume , verso nord percorrendo il sentiero IIIIIIII 417 finchè non arriviamo , dopo circa 700 metri , a un ponte che ne permette l' attraversamento . Giunti sull' altra sponda raggiungiamo l' Albergo Fiames percorrendo il rado bosco che fiancheggia la pista dell' ex-aeroporto .
Consiglio logistico : considerato il percorso non ad anello occorre andare con due auto lasciandone una a Fiames o a Cortina ( raggiungibile da Fiames in Autosus ) e una a Piè Tofana . In mancanza Piè Tofana è raggiungibile con il primo tratto della Funivia Freccia nel Cielo e percorrendo per 20' il sentiero IIIIIIII 411 ( vedi passeggiata n° 2 ) che porta all' altezza del fontanile 300 metri dopo Piè Tofana .
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7) RIFUGIO POMEDES - RIFUGIO DIBONA ( SENTIERO FERRATO ASTALDI ) |
D / SF / ****** / h. 1,20' |
Questa passeggiata è un sentiero ferrato molto facile , senza passaggi prticolarmente difficili o punti eccessivamente esposti , dove in genere vengono portati per la prima volta gli escursionisti , anche bambini , che si vogliono cimentare e provare il brivido di una ferrata . Anche se facile il Sentiero Astaldi è pur sempre una ferrata e perciò va affrontato con le dovute precauzioni , la massima prudenza e la necessaria attrezzatura .
Si parte dal Rifugio Pomedes , raggiungibile da Piè Tofana con due tratti di panoramica seggiovia che risale tutte le famose pista della zona del Rifugio Duca d' Aosta e il ripidissimo "canalone" ( il temibile Schuss Tofana ) , incubo delle ragazze che partecipano alla "libera" diCoppa del Mondo. |
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La Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo con davanti la Punta Anna ( clicca per vedere Il percorso del Sentiero Astaldi )
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Dopo aver ammirato il superbo panorama che si spalanca affacciandosi dalla terrazza in legno del Rifugio Pomedes imbocchiamo , alle spalle di questo , il sentiero IIIIIIII421. Dopo pochi metri arriviamo alla biforcazione che a sinistra porta per sentieri al Rifugio Dibona ( vedi passeggiata successiva n° 8 ) mentra a destra imbocca subito il Sentiero Astaldi .
Il Sentirro Astaldi è un camminamento attrezzato che corre in falsopiano in discesa lungo un'ampia e panoramica cengia ( ma franosa ed esposta , sotto la Punta Anna delle Tofane . Il sentiero attrezzato , lungo circa 500 metri , non riveste particolari difficoltà e sicuramente offrirà sicura soddisfazione a chi lo percorre , soprattutto per la prima volta . Bisogna però fare ben attenzione a mantenersi vicino alla parete rocciosa e a non camminare troppo sull' esterno della cengia , visto il carattere franoso di quel terreno , e rimanere sempre ben attaccati col cordino alle funi metalliche .
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Lungo il Sentiero Astaldi |
Una cengia del Sentiero Astaldi |
Al termine del percorso attrezzato ci troviamo ad un altro bivio che a destra , con sentiero più stretto ed esposto ci porta a raggiungere in quota il sentiero IIIIIIII 403 che dal Rifugio Dibona sale verso il Rifugio Giussani ; noi imboccheremo il sentiero di sinistra che , in discesa , ci porterà ad incrociare più a valle lo stesso sentiero IIIIIIII 403 che in 20' minuti ci porterà comodamente fino al Rifugio Dibona .
Consiglio logistico : il Sentiero Astaldi pùò essere effettuato nei due sensi ma , a parer mio , è preferibile farlo nel senso indicato muovendosi con due auto e lasciandone una ai due punti di parteza e di arrivo . In ogni caso volendo effettuare un percorso ad anello si può effettuare in salita ridiscendendo poi al Rifugio Dibona girando a destra al bivio al termine del percorso attrezzato ( o viceversa ) , percorrenza totale h. 2,50' , oppure , effettuato il sentiero come descritto , ritornare a Piè Tofana seguendo l' itinerario della passeggiata 8a , percorrenza totale h. 4,20' .
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Il Sentiero Astaldi |
I prati di Col Gallina e la Marmolada visti dal sentiero che scende dal Rifugio Pomedes |
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8) RIFUGIO POMEDES - RIFUGIO DIBONA - MALGHE FEDAROLE - STRADA PER FALZAREGO |
D / *** / h. 3 |
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Dal Rifugio Pomedes , come già descritto nella passeggiata precedente , arriviamo fino al bivio dove si imbocca il Sentiero Astaldi . Da qui seguiamo il sentiero IIIIIIII 421 che , in ripida discesa ma senza particolari difficoltà , parte su roccia e parte in bosco , ci porta in non più di un' ora al Rifugio Dibona .
Dal Rifugio Dibona seguiamo il sentiero IIIIIIII 403 , carrareccia percorribile anche in auto , che in un' ora e mezza ci porta fino alla spianata delle Malghe Fedarola ( tre malghe, una cappella e un fontanile ) che ci offrono riposo. |
La panoramicissima terrazza del Rifugio Pomedes |
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A metà circa di questa tratta , dopo circa 45' minuti dal Rifugio Dibona , si possiamo imboccare il sentierino ( sempre sentiero IIIIIIII403 ) che taglia per i boschi , facendoci evitare così eventuali inquinanti e polverosi passaggi di auto , e che dopo aver incrociato due volte la carrareccia si ricongiunge alle Malghe Fedarola .
Dalle Malghe Fedarola seguendo la carrareccia , divenuta da qui asfaltata , in 30' minuti giungiamo alla strada statale che sale al Passo Falzarego .
- VARIANTE 8a ) RIFUGIO POMEDES - RIFUGIO DIBONA - MALGHE FEDAROLE - CIMA PRATI - PIE' TOFANA
D / **** / h. 4, 30'
Volendo effettuare il percorso ad anello , più comodo per chi si muove in auto ma sicuramente più lungo , arrivati alle Malghe Fedarola , come sopra descritto, continuiamo per il sentiero IIIIIIII 403 che in 20' di leggera discesa nel bosco porta fino a Cima Prati all' arrivo della Seggiovia Olimpia che sale da Pocol , 100 metri al disopra del Rifugio Ristorante Cima Prati .
Dall' arrivo della seggiovia imbocchiamo a sinistra il sentiero IIIIIIII 406 ( vedi passeggiata n° 5 ) che in falsopiano , tra prati e boschi , comodamente in un' ora raggiunge la strada che sale a Piè Tofana . Raggiunta la strada in 10' minuti di salita lungo questa possiamo recuperere la macchina lasciata al parcheggio Piè Tofana .
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Il Rifugio A. Dibona |
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9) RIFUGIO RA VALLES - RIFUGIO POMEDES ( SENTIERO FERRATO G. OLIVIERI ) |
S ( 150 ) + D / SF / ****** / h. 2 |
Il Sentiero Ferrato G. Olivieri , da non confondersi con la più impegnativa Via Ferrata G. Olivieri che sale al Bus de Tofana, è un sentiero , in parte attrezzato con corde metalliche e scale , che per la spettacolarità del panorama che offre ( in alcuni passaggi si cammina praticamente affacciati sopra Cortina ) sicuramente risulta molto remunerativo a chi vi si cimenta .
Dal Rifugio Ra Valles ( seconda fermata della Freccia nel Cielo , la funivia che parte alle spalle dello Stadio del Ghiaccio e in tre tronconi sale fino ai 3.244 metri della cima ella Tofana di Mezzo ) imbocchiamo il sentiero , sulla sinistra guardando la cima della Tofana, che risale lungo il crinale verso la Punta Anna . |
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Il Rifugio Pomedes |
Dopo circa 30' minuti di salita incontriamo il bivio che a destra sale verso Punta Anna , mentre a sinistra , la nostra strada , scende verso il Rifugio Pomedes .
Dal bivio inizia subito il percorso attrezzato che , con passaggi relativamente impegnativi , ma mai eccessivamente pericolosi , e un paio di spettacolari e leggermente esposte scale in ferro, che superano alcuni passaggi non altrimenti percorribili , scende verso il Rifugio Pomedes .
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Una scaletta ..... |
..... e un passaggio lungo il Sentiero Ferrato Olivieri |
Il tratto attrezzato dura , a seconda della velocità e della esperienza degli escursionisti , circa 30' minuti . Non è mai superfluo raccomandare sempre la massima prudenza e l' uso obbligatorio della giusta attrezzatura per far si che splendide escursioni come questa abbiano la loro degna conclusione davanti a una cioccolata calda e una fetta di Strudel .
Alla fine del tratto attrezzato con le corde di ferro il percorso continua con la discesa per lo stretto sentiero che scavalca spuntoni di roccia e taglia più volte la ripida pietraia ma senza ulteriori passaggi esposti . Il Rifugio Pomedes è ben visibile al termine della discesa e in non più di un' ora è alla nostra portata .
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Una scaletta lungo il tracciato del Sentiero Ferrato G. Olivieri |
Rientrando al Pomedes ci si affaccia sul Duca d' Aosta |
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10) RIFUGIO DIBONA - RIFUGIO GIUSSANI |
S ( 517 ) / **** / h. 1,40' ( + h. 0,50' per il ritorno ) |
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Passeggiata che porta nel cuore delle Tofane, adatta a tutti , non difficile ma impegnativa per il discreto dislivello da superare .
Dal Rifugio Dibona ( raggiungibile in auto , ma attenzione agli ultimi chilometri di strada carrareccia sterrata ) , imbocchiamo dal piazzale antistante il sentiero IIIIIIII 403 che dopo le prime avvisaglie inizia subito la lunga e ripida salita .
La salita è costante e corre ad ampi zig-zag lungo il ghiaione alla destra della Tofana di Rozes ed è sempre ben visibile . |
La Tofana di Rozes e La Tofana di mezzo con la Forcella Fontananegra ( clicca per vedere Il percorso del sentiero per il Rifugio Giussani ) |
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Dopo circa 1 h. e 20' minuti di salita raggiungiamo i ruderi dell' ex Rifugio Cantore, ultimo avamposto che si affaccia sul versante della strada del Passo Falzarego . Da qui in altri 10' minuti di salita giungiamo i 2.600 metri del Rifugio Giussani situato sulla Forcella Fontananegra, il vero cuore delle Tofane . Alzando lo sguardo a destra possiamo vedere le due cime dalla Tofana di Mezzo e della Tofana de Inze ( di Dentro ) , mentre sulla sinistra si erge la maestosa piramide rocciosa del versante nord della Tofana di Rozes sul quale si intravede l'ardito sentiero che porta fino alla cima .
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I ruderi dell' ex-Rifugio Cantore |
La salita per il Giussani vista dalla base della Tofana di Rozes |
Dal Rifugio Giussani , volendo , partono numerose altre escursioni che si addentrano nelle Tofane ( Cengia Paolina , Ferrata Lipella , Scala del Meneghel , Cima Rozes , Punta Anna , Bus de Tofana ) che però prevedono tutte un grado di esperienza maggiore di quella che è servita per salire al Rifugio Giussani .
Il ritorno è per il medesimo percorso e , per la forte discesa , si percorre anche in soli 50' minuti.
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La discesa dal Rifugio Giussani |
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11) RIFUGIO DIBONA - FORCELLA COL DE BOS |
A / S ( 337 ) + D / **** / h. 3 |
Questo sentiero fa parte dell' Alta Via ^ n° 1 . Alle spalle del Rifugio Dibona imbocchiamo il sentiero IIIIIIII 403 per alcune centinaia di metri , quindi alla biforcazione prendiamo il sentiero IIIIIIII 442 che inizia , dapprima dolcemente e poi in maniera più sensibile , a salire in direzione del basamento della Tofana di Rozes . In circa 45' minuti arriviamo all' incrocio con il sentiero IIIIIIII 404 . Da questo punto , per chi vuole fare una deviazione , in 15' minuti si può salire , usando molta prudenza visto il terreno sassoso , ripido e sdrucciolevole, alla Grotta della Tofana.
All' incrocio , appena sulla destra , vi è una lapide commemorativa della Grande Guerra incastonata nella roccia a strapiombo della Tofana di Rozes , che incredibilmente , si può toccare con mano . |
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Forcella Col de Bos e il Castelletto
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All' incrocio prendiamo il sentiero IIIIIIII 404 in leggera salita verso sinistra e , in non più di un'ora, passando sotto l' attacco per la Galleria del Castelletto ( per andarci è necessario essere equipaggiati con l' attrezzatura per ferrate ) arriviamo , con un ultimo tratto di discesa , alla Forcella Col de Bos .
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Lo strapiombo della Tofana di Rozes alla base |
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Da qui in 5' minuti possiamo raggiungere i ruderi del Forte del Col de Bos ove , tra quel che resta delle mura , resiste ancora una vasca da bagno in pietra usata dagli ufficiali di stanza . Alzando lo sguardo si intravedono nella parete della Tofana di Rozes le feritoie della Galleria del Castelletto . Salendo a destra ci possiamo inoltrare verso la Val Travenanzes e il Lagazuoi . Non è difficile ammirare qualche Stella Alpina sui prati che circondano la Forcella . La vista che spazia sull' Averau , sul Nuvolau e sulle Cinque Torri è magnifica e appagante .
Per il ritorno scendiamo lungo il sentiero IIIIIIII 402 fino a raggiungere la strada sterrata , quindi , al primo tornate , dopo la sbarra , imbocchiamo a sinistra il sentiero IIIIIIII 402 che in quota ci riporterà , in circa h. 1, 20' , fino al Rifugio Dibona .
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La curiosa vasca da bagno ai ruderi delle postazioni di Forcella Col de Bos |
L' inizio della discesa verso il Rifugio Dibona |
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12) RIFUGIO LAGAZUOI - PASSO FALZAREGO ( GALLERIA DEL LAGAZUOI ) |
D / SF / ****** / h. 1,30 |
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Passeggiata suggestiva che fa immergere nel clima di trincea della Grande Guerra .
Si parte dal Rifugio Lagazuoi sul Piccolo Lagazuoi posto all' arrivo dell' ardita Funivia che sale dal Passo Falzarego . Leggermente più a valle della Stazione di Arrivo della Funivia , dopo una breve quasi verticale discesa lungo la Cengia Martini , imbocchiamo la Galleria che porta quasi fino al Passo .
Il sentiero-galleria è indicato come ferrato in quanto è attrezzato con corde metalliche anche se , considerato che non è esposto e che le pendenze non sono vertiginose , molti lo percorrono senza attrezzatura , ma , a scanso di ogni equivoco , sempre rispettando le regole di chi va in montagna , è opportuno essere dotati di almeno un cordino al quale assicurarsi . |
 Il Rifugio Lagazuoi e , più in basso , l' arrivo della funivia |
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La Galleria , di cui si può leggere la storia in uno dei numerosi libri scritti sull'argomento , è un basso e stretto cunicolo che scende costantemente per circa 400 metri attorcigliandosi come un' enorme scala a chiocciola .
La discesa è fatta quasi sempre al buio per cui occorre attrezzarsi con una torcia o con una buona pila . In effetti la pericolosità di questa galleria è data dal fatto che il fondo è formato quasi sempre da un terriccio fangoso , oppure da viscide rocce bagnate , per cui , dovendo procedere spesso anche carponi , non è difficile incappare in una scivolata . Sarebbe opportuno indossare anche un caschetto per evitare evitare di sbattere la testa rialzandosi o in qualche scivolata .
Il tempo di percorrenza è indicativo in quanto varia a seconda del "traffico" che si trova in galleria , anche in relazione ai periodi in cui si effettua questa escursione . Come già detto la discesa è molto suggestiva e ogni tanto un bagliore di luce appare da una feritoia che fa spaziare la vista su Passo Falzarego .
Usciti dalla galleria ci troviamo sul sentiero IIIIIIII 402 che dal Passo Falzarego sale fino a Forcella Travenanzes . Scendendo lungo il ghiaione , dove non è difficile ritrovare reperti (parti di scarpe, filo spinato , scatolette ) risalenti alla Grande Guerra , in 20' minuti di facile cammino arriviamo al Passo Falzarego .
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La veduta dal Lagazuoi verso il Pelmo |
La discesa dal Rifugio Lagazuoi |
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13) RIFUGIO LAGAZUOI - RIFUGIO SCOTONI - RIFUGIO CAPANNA ALPINA |
D / **** / h. 3,30' |
Stupenda passeggiata che dal Piccolo Lagazuoi , attraversando tutta l' Alpe di Lagazuoi , porta fino in Alta Val Badia .
Dopo aver ammirato il superlativo panorama che si offre generoso dalla terrazza del Rifugio Lagazuoi (sicuramente uno dei più belli con tutte le cime a portata di mano : Pelmo, Civetta, Marmolada, Sella, Rozes, Antelao, Sorapis, Cristallo , ecc . ecc . ) imbocchiamo alle spalle dell' arrivo della funivia il sentiero IIIIIIII20 . Inizia subito una ripida discesa su di un terreno pietroso ed accidentato. |
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L' affacciata sull' Alpe di Lagazuoi con le cime che la delimitano |
Dopo 10' minuti di questa discesa , giungiamo al bivio che porta verso la Val Travenanzes . Prendiamo il sentiero di di sinistra . Continuiamo la discesa per altri 10' minuti finchè non ci affacciamo sulla splendida Alpe di Lagazuoi chiusa a destra dalla cornice delle cime del Grande Lagazuoi , dalla Punta di Fanes , dalla Cima del Lago e , di fronte , dalla mole imponente del Piz dles Cunturnes altro più di 3.000 metri .
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Il Lago Lagazuoi |
I numerosi pesci che popolano il Lago Lagazuoi |
Al bivio teniamo a destra sempre per il sentiero IIIIIIII20 , mentra a sinistra il sentiero IIIIIIII20a ripercorre la celebre pista di sci "Armentarola" . Da questo bivio inizia una facile , lunga e distensiva discesa che in h. 1,30' ci porta fino al Lago di Lagazuoi . Lo splendido laghetto , una perla incastonata alla fine dell' Alpe , è popolato da una miriade di pesciolini che si avventano a frotte su ogni mollica di pane che gli si butta . Da qui inizia una ripida discesa a zig-zag lungo le cascatelle formate dal ruscello di fondo valle che in 40' minuti ci porta alla splendida spianata del Rifugio Scotoni . Il pezzo di sentiero percorso fino al Lago Lagazuoi fa parte dell'Alta Via ^ n° 1 .
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Il Lago del Lagazuoi |
La spianata del Rif. Scotoni vista dall' alto dal Lago Lagazuoi |
Dal Rifugio Scotoni , prima per una ripida discesa e poi per un comodo fondo valle, arriviamo in 50' minuti al Rifugio Capanna Alpina . Da Capanna Alpina partono in continuazione dei pulmini che per pochi euro riportano al Passo Falzarego . |
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Il Rifugio Scotoni |
La diramazione dei sentieri al Passo Falzarego |
Volendo proseguire la passeggiata ci possiamo incamminare per la carrozzabile sentiero IIIIIIII11 che in altri 70' minuti porta fino dinanzi agli Alberghi Valparola e Armentarola da dove si può prendere la corriera per il ritorno al Passo Falzarego .
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Un' altra immagine del Rifugio Scotoni |
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14) RIFUGIO LAGAZUOI - VAL TRAVENANZES - FIAMES |
D / **** / h. 6 |
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Passeggiata non difficile ma molto lunga . Dal Rifugio Lagazuoi fino a Fiames si percorre in discesa un dislivello di 1.462 metri senza alcuna particolare difficoltà . Il percorso è di circa sei ore di cammino alle quali vanno aggiunte , per soste varie , almeno un' altra ora/ora e mezza per cui conviene iniziare questa passeggiata ad un ora non troppo tarda .
Come per la passeggiata precedente imbocchiamo il sentiero IIIIIIII20 che parte alle spalle dell' arrivo dell' ardita Funivia del Lagazuoi. Iniziamo la ripida discesa su terreno pietroso e accidentato che in dieci minuti ci porta al bivio per l' Alpe di Lagazuoi e il Rifugio Scotoni . Al bivio prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII401 che in ulteriori 10' minuti ci porterà fino alla Forcella Lagazuoi . Volendo fare una piccola variante sulla destra si intravedono alcune gallerie e fortificazioni che si affacciano a strapiombo sul Passo Falzarego e meritano una breve visita , anche in considerazione del lungo cammino che ci aspetta . |

Il classico segnale di sentiero bianco-rosso
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Arrivati alla Forcella Lagazuoi arriviamo a un altro bivio. Prendiamo sulla destra il sentiero IIIIIIII401-402 che in 15' minuti ci porterà alla biforcazione dei due sentieri . Ora il cammino si è fatto più agevole e si iniziano a intravedere macchie di verde . Inoltrandosi fuori dal sentiero non è difficile scoprire qualche Stella Alpina . Arrivati alla biforcazione voltandoci ci rendiamo conto di essere già scesi per circa 370 metri . Il paesaggio è stupendo : alle spalle il ruvido picco del Piccolo Lagazuoi ; di fronte la maestosa Tofana di Rozes ; sulla sinistra il Lagazuoi Grande e le cime di Fanes e al centro l' ampia Val Travenanzes che ci aspetta .
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Il tratto iniziale della Val Travenanzes visto dalla biforcazione dei sentieri IIIIIIII401 e IIIIIIII402 |
Prendiamo sulla sinistra il sentiero IIIIIIII401 , mentre il sentiero IIIIIIII402 sulla destra porta a Forcella Col dei Bos , e iniziamo la lunga ma agevole discesa sul costone di sinistra della Valle, ben più alti rispetto al fondo dove inizia a scorre il Rio Travenanzes . Il cammino procede tra ampie radure e , man mano scendendo , pini mughi . Più in basso verso la Malga Travenanzes iniziano a comparire anche i primi alberi di alto fusto . Guardando a destra la Tofana di Rozes si riescono a intravedere dapprima le fortificazioni del Castelletto, quindi la Via Ferrata G. Lipella e infine la Via Ferrata della Scala del Meneghel . Alla Malga Travenanzes - chiusa ma un buon punto di appoggio per un meritato riposo - arriviamo in circa 1 ora e mezza di cammino dall' ultimo bivio .
Dalla Malga Travenanzes si potrebbe scendere sulla destra ripidamente al fondo valle , ma noi preferiamo proseguire per il sentiero IIIIIIII401 e in 15' raggiungiamo egualmente , ma più dolcemente , il fondo valle dove scorre il Rio Travenanzes . Da qui il sentiero corre sul greto del fiume tra sassi e pini mughi . Il cammino è segnalato da omini di pietra ma nel caso si dovesse perdere la strada , e questo non è difficile , non è un problema in quanto bisogna sempre seguire il corso del torrente . Durante il cammino più volte bisogna guadare il Rio ma senza problemi in quanto scorre tranqullo e poco profondo . Questo tipo di cammino dura per circa un' ora fino al guado che ci porta sulla sinistra del Rio e il sentiero inizia a correre leggermente un po' più in alto rispetto a questo . Dopo 20' di piacevole cammino in una rilassante vegetazione , dopo tutte le pietre del greto del fiume , si ridiscende verso questo , si guada per l' ultima volta e si inizia una leggera salita che ci porterà fino ai contrafforti della Tofana de Inze .
Da qui iniziamo a discostarci dal fiume , che ora scorre alla nostra sinistra , e che inizia ad infilarsi nel fondo valle che va stringendosi sempre di più in una ripida discesa . Il fiume diventa sempre più grosso e irruento e noi lo vediamo sempre più dall' alto . Il sentiero va accostandosi ai contrafforti della Tofana de Inze e , ad un certo punto , passiamo sotto un costone sporgente dal quale cola acqua come una cascata .
E' passata circa un' ora dall' ultimo guado quando raggiungiamo , con un percorso in leggerissima salita , il bivio con il sentiero IIIIIIII408 che in 200 metri di ripida salita porta al Passo Posporcora ( volendo si può anche prendere questo sentiero e ricollegarsi al Passo Posporcora alla passeggiata n° 6 ) , ma noi proseguiamo per il sentiero IIIIIIII401 e in 10' minuti di discesa raggiungiamo il Ponte dei Cadoris da dove il sentiero si allarga in una mulattiera carrozzabile che in altri 15' arriva a confluire nel sentiero IIIIIIII10 all' altezza dell'attacco per la Prima Cascata di Fanes .Continuamo la nostra discesa e , superato il Ponte Outo che sovrasta il suggestivo canion formato dal Rio Travenanzes , in 20' minuti giungiamo fino a Pian de Loa . Oramai la strada si è spianata ma siamo ancora abbastanza lontani da Fiames che potremo raggiungere comodamente Da Pian de Loa , sempre lungo il sentiero IIIIIIII10 costeggiando la strada per Dobbiaco e l' aeroporto di Fiames, in 35'-40' minuti di cammino in pianura .
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La cascata che scende dalla parete della Tofana de Inze |
Il suggestivo e profondo canion formato dal Rio Travenanzes visto dal Ponte Outo |
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15) NTRA I SASS - SASSO DI STRIA |
S ( 297 ) / SF / ****** / h. 1,15' ( + h. 1 per il ritorno ) |
Sentiero ferrato non difficile e non lungo , ma , come sempre da affrontare con la massima prudenza e la necessaria attrezzatura .
Questa passeggiata parte dal vecchio fortino austriaco della grande guerra , ora rimesso a nuovo e adibito a interessantissimo museo di guerra , posto sulla sinistra della strada che collega il Passo Falzarego al Passo Valparola, e giugne fin sulla cima del Sasso di Stria piramide di roccia posta a spartitraffico sul Passo Falzarego tra la strda che va verso il Passo Valparola e la Val Badia e quella che scende verso Pieve di Livinallongo e Arabba . Come tutte le passeggiate che giungono sulla cima di un monte , da la grande sensazione, una volta raggiunta la grande croce posta sulla sommità , di averla conquistata e di poter guardare il panorama circostante a 360° dall'alto in basso col petto gonfio di soddisfazione . |
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Il Sasso di Stria visto dal Passo Falzarego |
Come già detto il sentiero parte alle spalle del fortino-museo e inizia subito a salire in modo costante ma non eccessivamente ripido . Il Sasso di Stria è li sopra di noi e la cima è sempre ben visibile . Dopo una ventina di minuti di salita ecco che ci imbattiamo in una serie di gallerie dove iniziamo ad usare i cordini . Attenzione perchè in questo tratto spesso il fondo può essere fangoso e scivoloso .
Superato questo primo tratto attrezzato si presenta , sempre in costante salita , un altro trattto di una decina di minuti che ci porterà fino al raggiungimento della cresta del monte .
Ora la vista inizia a spaziare sulle varie valli e la croce di sommità è davanti a noi sempre più vicina . Da qui occorre di nuovo usare i cordini per superare vari passaggi più o meno esposti ma mai eccessivamente difficili . Dall' inizio di questo tratto in non più di mezz' ora di cammino raggiungiamo la croce di sommità a quota 2.477 metri e possiamo gustarci il meritato panorama .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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La strada di Passo Valparola e lo slargo del Forte Ntra i Sass con (da sinistra) Averau, Nuvolau, Col Gallina e Sasso di Stria |
Il Sasso di Stria ( clicca per vedere il percorso del sentiero ) |
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16) RIFUGIO VALPAROLA - PICCOLO SETTSASS |
D + S ( 470 ) / **** / h. 2 ( + h. 2 per il ritorno ) |
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Passeggiata non difficile di media durata e non eccessivamente frequentata a scapito della indubbia bellezza .
Dal Rifugio posto sul Passo di Valparola imbocchiamo il sentiero IIIIIIII23 che parte dal retro di questo sul costone di un piccolo colle che sovrasta il bel laghetto che vediamo più in basso .
Dopo cinque minuti giungiamo alla biforcazione col sentiero IIIIIIII24 , noi continueremo sulla sinistra per il nostro originale sentiero IIIIIIII23 che scende in una valle verde ma dal fondo fangoso e umido . |
I  Il panorama dalla Forcella sotto il Piccolo Settsass verso il Rifugio Pralongià e il Gruppo del Sella |
Dopo una ventina di minuti di questo morbido cammino la valle va stringendosi e arriviamo in una specie di piccola gola , nella quale scorre anche un torrentello , dove , per superare un passaggio in discesa che altrimenti non sarebbe stato proprio agevole, è stata posta una corda metallica per corrimano e dei gradini per faciliatre il cammino .
Superata questa "difficoltà" il sentiero spazia sulla verde vallata di Andraz costellata da una moltitudine di fienili . Da qui il cammino corre piacevole in un falsopiano sotto le varie cime del Settsass . Dopo circa trentacinque minuti di cammino giungiamo ad una biforcazione ben visibile . Il sentiero IIIIIIII23 continua in leggera discesa sulla sinistra mentre noi prenderemo quello sulla destra che sale in modo ben visibile verso i contrafforti del Settsass .
Da qui inizia la salita di 470 metri di dislivello che ci porterà alla nostra meta . Siamo sotto le Pale di Gerda , di fronte a noi c'è la verde cima del Col di Lana . Alzando lo sguardo non è difficile scovare con lo sguardo cordate di alpinisti che si cimentano sulle varie vie tracciate . Se si è fortunati si può vedere qualche marmotta o imbattersi in branchi di camosci . Ai bordi del sentiero fanno capolino Genziane e Stelle Alpine .
Il sentiero sale costantemente e in cinquanta minuti arriva fino a una verde sella che si affaccia sull' Altopiano del Pralongià . Il Gruppo del Sella fa da sfondo a questa magnifica coreografia . La sella si trova giusto sotto la cima del Settsass ( m. 2.571 ); sulla sinistra c'è il grosso scoglio del Piccolo Settsass ( m. 2.429 ) . In dieci minuti , attraversando anche alcune fortificazioni di guerra , superiamo gli ultimi 30 metri che ci portano sulla cima del Piccolo Settsass .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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Il Piccolo Settsass dalla Forcella |
Una marmotta sorpresa ai piedi del Piccolo Settsass
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17) MAGISTRATO ALLE ACQUE - OSPEDALI DI GUERRA - PASSO FALZAREGO |
A / S ( 185 ) + D / ** / h. 2 |
Adatta a tutti questa passeggiata gratificherà senz' altro chi deciderà di intraprenderla . Infatti , anche se non eccessivamente lunga e non difficile , racchiude molte ottime caratteristiche : percorso ad anello , bosco , sentiero , veduta , ruderi di guerra , ecc.
Si parte dal piazzale dell' ex-Bar Magistrato alle Acque che si trova sulla destra della strada per il Passo Falzarego , due chilometri dopo Bai de Dones ( partenza della seggiovia per il Rifugio Scoiattoli alle Cinque Torri ) e due chilometri prima del Passo . L' ampio piazzale non darà problemi per il parcheggio delle autovetture . |
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L' inizio della strada militare verso gli Ospedali di guerra |
Dietro il fabbricato dell' ex-bar imbocchiamo il sentiero IIIIIIII412 che percorre un bel bosco in leggera salita . Scalini di radici e terreno a volte un po' umido caratterizzano questo breve percorso . In 25' minuti di cammino , con soli 50 metri di dislivello , raggiungiamo la vecchia strada militare che collega la strada per il Falzarego agli Opedali di Guerra e alle postazioni sotto la Forcella Col dei Bos .Questo primo pezzo fa parte dell' Alta Via ^ n° 1 .
Raggiunta la vecchia strada militare , ampia e di agevole cammino , svoltiamo a sinistra e iniziamo a percorrerla . Il cammino è facile e la strada , con quattro ampi tornanti , ci porta a superare senza alcuna difficoltà gli ulteriori 135 metri di dislivello . Dall' imbocco della strada occorre non più di mezz' ora per raggiungere gli Ospedali di Guerra .
Gli Ospedali di Guerra sono un complesso di caseggiati , oggi ruderi anche se ancora in discrete condizioni , che si estendono su questo pianoro al disotto del Col dei Bos nelle immediate retrovie del fronte italiano sul Passo Falzarego . I più curiosi e agili possono inerpicarsi per le varie diroccate stanze fin sopra la collinetta che li sovrasta . Da qui partono alcune vie di arrampicata ed è facile intravedere cordate che vi si cimentano . La vista è splendida e il pianoro degli Ospedali è un balcone che si affaccia sulle Cnque Torri , l' Averau, il Nuvolao e il Col Gallina .
Dopo la meritata sosta proseguiamo sorpassando i ruderi . Da qui la strada militare si trasforma in sentiero che agevolmente , dapprima in falsopiano poi in leggera discesa , in 25' minuti ci porta al Passo Falzarego alle spalle della Funivia .
Attraversiamo la strada e imbocchiamo il sentiero che , costeggiando la strada inizia a discendere verso l' ex-Bar Magistrato alle Acque . Il terreno è erboso e a tratti fangoso . In dieci minuti raggiungiamo il Rifugio Col Gallina . Superato questo o costeggiamo la strada tagliandola in alcuni punti , o proseguiamo sul sentiero tenendoci sulla destra ( ma in questo caso alla fine dovremo risalire un po' ). In entrambi i casi in non più di 15' minuti raggiungiamo il piazzale dove avevamo parcheggiato le nostre vetture .
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Il complesso degli Ospedali Militari |
Gli Ospedali Militari visti dall' alto |
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18) RIFUGIO SCOIATTOLI - RIFUGIO AVERAU - NUVOLAO (Rifugio) |
S ( 349 ) / **** / h. 1,10' ( + h. 1 per il ritorno ) |
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Altra cima da "conquistare" abbastanza facilmente , e senza percorso attrezzato ( da questo versante ) , è quella del monte Nuvolao. Ma non è certamente questa la passeggiata da fare se non si ha voglia di incontrare altri escursionisti . Questi infatti , e soprattutto nei periodi di alta stagione , sono tra i luoghi più frequentati da tutti i tipi di escursionisti anche perchè sono serviti da comodi impianti di risalita e da ottimi Rifugi .
Partiamo dal Rifugio Scoiattoli raggiungibile comodamente con la rinnovata seggiovia da Bai de Dones , lungo la strada che porta al Passo Falzarego .
Dal Rifugio Scoiattoli la veduta è magnifica : sulla sinistra spuntano le Cinque Torri e tra queste giganteggia la superba Torre Venezia che pare potersi toccare con mano.
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Le Cinque torri viste dal versante di Cortina
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Sulla destra incombe la possente sagoma dell' Averau e , alla sua sinistra leggermente più in lontanaza , il Nuvolao . Il percorso è ben visibile e la nostra prima meta è il Rifugio Averau che si trova sulla Forcella Nuvolau a divisione delle due montagne . Imbocchiamo quindi il sentiero IIIIIIII439 che in costante salita in non più di 35' minuti ci porta a questa nostra prima tappa .
Dopo aver preso fiato continuiamo il nostro percorso per lo stesso sentiero IIIIIIII439 . Il sentiero corre sulla cresta larga e a lastroni del Nuvolao reggiungendo la cima , sulla quale sorge l'omonimo accogliente Rifugio , in altri 35' .
Da qui , dall' alto dei 2575 metri , la vista è magnifica e spazia dalla Marmolada , al Pelmo , alla Croda Rossa .
La discesa è per lo stesso percorso dell' andata .
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Le Cinque Torri con l' Averau e il Nuvolau ( clicca per vedere i percorsi della salita a Forcella Nuvolao - rosso - per l' Averau - blu - e per il Nuvolau - verde ) |
Il Rifugio Nuvolau |
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19) RIFUGIO SCOIATTOLI - AVERAU |
S ( 424 ) / SF / ****** / h. 1,20' ( + h. 1 per il ritorno ) |
Altra passeggiata non lunga , altra cima da "conquistare", questa volta con un po' di ferratina non estremamente difficile .
L' Averau è l' imponente montagna che sovrasta il Rifugio Scoiattoli e si erge , con il Nuvolao , a sfondo verso il Passo Falzarego per chi risale questa valle .
L' inizio della passeggiata è la stessa della passeggiata precedente . Arrivati al Rifugio Averau , sulla Forcella Nuvolau , si vedono subito le frecce che indicano la nostra strada e , dietro di queste , la traccia di sentiero che inizia a salire .
Imboccato il sentiero iniziamo a salire verso i contrafforti dell' Averau . In 10' arriviamo alla roccia che si erge dal ghiaione . Da qui inizia il tratto attrezzato . |
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L' Averau e le Cinque torri
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Il percorso non è difficile e nemmeno troppo esposto ma non mi stancherò mai di ripetere per l'ennesima volta l' invito alla massima prudenza e all' uso della attrezzatura adeguata .
Il tratto attrezzato sale per circa 15'-20' ma , nel periodo di alta stagione il tempo può anche raddoppiarsi e oltre a causa della grande frequentazione di questo sentiero .
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Due passaggi della ferrata dell' Averau |
Con tratti più o meno ripidi , e più o meno esposti , giungiamo alla spianata dell' anticima . La croce di sommità è ben visibile sulla sinistra e 5' minuti di cammino sulla cresta della cima ci portano ed essa , felici per la nostra nuova conquista .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata .
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L' Averau visto da Col Gallina |
L' Averau e i prati in prossimità del Lago Limedes |
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20) RIFUGIO SCOIATTOLI - RIFUGIO AVERAU - FORCELLA AVERAU - LAGO LIMEDES - BAI DE DONES |
A / S ( 210 ) + D / *** / h. 2,45' |
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Anche questa bellissima e facile passeggiata parte dal Rifugio Scoiattoli e , come per le due precedenti , bisogna dirigersi verso il Rifugio Averau imboccando il sentiero IIIIIIII439 lasciandoci alle spalle le magnifiche Cinque Torri.
Giunti al Rifugio Averau proseguiamo sulla destra per il sentiero IIIIIIII441 che , costeggiando la base dell' Averau in un panoramicissimo sentiero che procede con un leggerissimo falsopiano in salita , in 20' minuti ci porta ai 2.435 metri della Forcella Averau .
Da qui la vista si apre sul Passo Falzarego e sul Lagazuoi . |
La salita dal Rifugio Scoiattoli alla Forcella Nuvolao |
Il sentiero ora inizia la sua discesa . Dopo qualche minuto incontriamo una biforcazione . Noi prendiamo il sentiero di destra che ci porterà in 50' minuti allo splendido laghetto di Limedes .
Proseguiamo per il sentiero IIIIIIII441 che in leggera discesa in ulteriori 20' minuti ci porta fino al Rifugio Col Gallina . Da qui , tenendo a destra , proseguiamo la discesa per prati e boschi con terreno a volte molle o fangoso . Dopo 20' minuti di piacevole camminata ci ricolleghiamo al sentiero IIIIIIII442 che in altri 20' minuti ci riporta a Bai de Dones , la partenza della Seggiovia che sale al Rifugio Scoiattoli , dove avevamo lasciato la nostra auto .
VARIANTE : Dal Lago Limedes imboccando il sentiero IIIIIIII442 che scende subito sulla destra, si può raggiungere direttamente Bai de Dones senza passare per Col Gallina . Il tragitto è più breve di 10' minuti ma la discesa , nel bosco , è un po' più ripida anche se mai difficile . Dato che abbiamo catalogato la passeggiata come facile e adatta a tutti , bambini e meno giovani , come percorso principale ho preferito indicare il più lungo in quanto più agevole .
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L' Averau , la Forcella Averau e il Lago Limedes visti dal Lagazuoi ( clicca per vedere il percorso della passeggiata ) |
Il Lago Limedes . Sullo sfondo il Lagazuoi e la zona degli Ospedali di guerra |
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21) BAI DE DONES - RIFUGIO SCOIATTOLI - RIFUGIO 5 TORRI - BAI DE DONES |
A / D / ** / h. 2 |

Le Cinque Torri viste dal Rifugio Scoiattoli ( clicca per vedere il percorso che si addentra tra le Torri )
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Passeggiata facile e adatta a tutti . Si parte dal Rifugio Scoiattoli raggiungibile comodamente con la rinnovata seggiovia da Bai De Dones .
Dallo spiazzo innanzi al Rifugio parte in discesa lo stretto ma agevole sentieroIIIIIIII 437-439 che in 10' minuti ci porta al Rifugio Cinque Torri , uno dei più vecchi rifugi della Conca Cortinese , già sede del comando italiano durante la Grande Guerra . All'interno, oltre le foto delle arrampicate sulle Cinque Torri , si possono ammirare numerose foto d'epoca delle truppe italiane .
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Dal Rifugio Cinque Torri , posto proprio sotto la Torre più grande , la Torre Venezia , inizia la lunga carrozzabile che scende dolcemente infilandosi nel folto bosco . Percorriamo la carrozzabile per circa 50' minuti fini a uno stretto tornante che gira a destra . Al centro del lato esterno del tornante imbocchiamo il sentiero che , sempre in discesa e sempre nel bosco , ci porta in ulteriori 50' minuti al Rifugio Bai de Dones , nostro punto di partenza .
VARIANTE ( **** ) : Per chi vuole dare un tocco di avventura a questa pur semplice passeggiata, occorre però avere gambe solide , si può raggiungere il Rifugio Cinque Torri facendo un giro proprio dentro le Cinque Torri . Dal Rifugio Scoiattoli prendiamo il sentiero a vista che si dirige verso La Torre Venezia ( vedi foto sopra ) . Raggiunta la base della Torre giriamo verso sinistra su tracce di sentiero ; qui le tracce sono varie , si diramano e si intersecano tra loro ; senza paura prendiamone una e andiamo in perlustrazione , se il percorso è arduo torniamo indietro . Non c'è pericolo di perdersi in quanto il Rifugio Cinque Torri è situato proprio sotto la Torre Venezia , nè c' è eccessivo pericolo in quanto non ci sono tratti esposti o burroni ; solo qualche passaggio più o meno complicato potrà rendere la nostra avventura difficile . Alla fine raggiungiamo il Rifugio Cinque Torri soddisfatti di aver toccato con mano le Torri stesse . Per questo giro bisogna calcolare 50' - 1 h.
VARIANTE 2 : Dal Rifugio Cinque Torri parte la visita al Museo di Guerra all' aperto che percorre le riattivate postazioni italiane della Grande Guerra . Sul posto si troveranno tutte le indicazioni per effettuarla e i riferimenti storici per poter ben comprendere tutta la situazione logistico-militare nel periodo bellico . Per compiere questa interessantissima visita occorre non meno di un' ora e mezza .
VARIANTE ( valida anche per le passeggiate 18 , 19 , 20 e 23 ) : salita e/o discesa sotto il tragitto della seggiovia - per tutti quelli che hanno più voglia , e forza , di camminare , tutte le passeggiate con partenza e/o arrivo al Rifugio Scoiattoli possono essere prolungate in salita e/o in discesa percorrendo a piedi anzichè in seggiovia il tratto Bai de Dones - Rifugio Scoiattoli . I 336 metri di dislivello si percorrono in circa 1 ora e 30' minuti in salita ( o h. 1,10' minuti circa in discesa ) seguendo il sentiero che inizia dalla partenza della seggiovia e ne segue il tracciato in un bellissimo bosco fino al Casone ( la partenza della seggiovia invernale per il Rifugio Averau ) e poi su un rado prato a vista verso il Rifugio Scoiattoli . ( Attenzione !!! nel caso si opti per questa variante verificare bene i tempi di percorrenza e le difficoltà delle passeggiate )
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L' Averau visto dal Rifugio Cinque Torri |
Bai de Dones, le Cinque Torri e l' Averau con la verde spianata del Rifugio Scoiattoli |
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22 ) BAI DE DONES - RIFUGIO CINQUE TORRI - RIFIGIO SCOIATTOLI - MUSEO DELLA GRANDE GUERRA - TORRE TREPHOR ( caduta ) - BAI DE DONES |
A / S ( 336 ) + D / *** / h. 3 |
Passeggiata che ripercorre i tragitti già descritti nella passeggiata e nelle varianti precedenti, con l'aggiunta però dell'interessantissima visita al Museo all'aperto della Grande Guerra e il passaggio per i resti della più piccola delle Cinque Torri, la Torre Trephor, torre crollata nel 2004.
Per non rimandare, a pezzi, alla passeggiata precedente, ecco che la descrivo per intero aiutando così, con maggiore chiarezza, chi eventualmente volesse intraprendere questa bellissima escursione. |

L'Averau che si specchia nel piccolo Lago Bai de Dones
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Partiamo dal Rifugio Bai De Dones, lungo la strada che sale al Passo Falzarego, il Bar Rifugio da dove parte la Seggiovia Cinque Torri. Sulla sinistra, dal tratto terminale della pista di sci, prendiamo subito il sentieroIIIIIIII 422 che inizia a camminare nel prato con una leggerissima salita. Entriamo nel bosco e costeggiamo il piccolo Lago Bai de Dones che vediamo sulla nostra destra. Dopo il lago il sentiero inizia a salire, sempre in un bel bosco, e in 30' minuti arriviamo alla strada asfaltata che sale al Rifugio Cinque Torri.
Proseguiamo per la strada asfaltata e dopo poco vediamo sulla nostra destra il cartello esplicativo della zona museale all'aperto. Proseguiamo per la strada asfaltata ( il sentiero che spunta al cartello lo affronteremo , più agevolmente, in discesa ) e in 20' minuti arriviamo allo storico Rifugio Cinque Torri, adibito durante la Guerra a Comando delle truppe italiane e adornato da numerose foto storiche.
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La Torre Grande vista dalla strada asfaltata che sale dal Passo Falzarego |
Il Rifugio Cinque Torri dominato dalla Torre Grande |
Dal Rifugio Cinque Torri proseguiamo per il sentieroIIIIIIII 437 e in 20' minuti raggiungiamo il Rifugio Scoiattoli che già scorgiamo in lontananza sopra noi.
Iniziamo il percorso per il ritorno e, seguendo le indicazioni, ci dirigiamo verso le Cinque Torri e iniziamo la visita al Museo della Grande Guerra all'aperto e alla ricostruzione di trincee e postazioni non tralasciando di leggere le esaudienti note esplicative dislocate lungo il percorso .
La visita del Museo all'aperto dura all'incirca un' ora e può essere più lungo o più breve a seconda del giro che si intende fare e del tempo che ci si trattiene in ciascuna postazione. Molto interessanti sono la ricostruzione di una postazione, le postazioni di artiglieria situate sempre nei posti più dominanti, le varie stanze e postazioni attrezzate.
Lungo il percorso vi sono numerose piantine. Noi seguiamo sempre il percorso in discesa che ci porta verso la strada per il Passo Falzarego.
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Museo della Grande Guerra - La fedele ricostruzione di una postazione di artiglieria |
Museo della Grande Guerra - La ricostruzione di una ripida trincea-scalinata |
Il sentiero museale man mano scende e, un po' alla volta, abbandona l'area ricostruita. Proseguiamo per il sentiero che corre tra bassi mughi e, improvvisamente, ci troviamo davanti la grande massa detritica provocata dal crollo della più piccola delle Cinque Torri, la Torre Trephor, crollo avvenuto nel mese di giugno del 2004. E' formidabile vedere il taglio netto della torre caduta e capire come le cause naturali hanno potuto formare, nei millenni, il magnifico scenario delle Dolomiti.
Dalla torre caduta in 10' minuti di discesa raggiungiamo la strada asfaltata nel punto dove avevamo incontrato il cartello esplicativo. Scendiamo per questa per 5' minuti fino a un tornante dove, sulla sinistra, ci immettiamo nel bosco e, ripercorrendo il tragitto dell'andata, in 20' minuti di facile discesa facciamo ritorno al Rifugio Bai de Dones.
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I resti della Torre Trephor, la più piccola delle Cinque Torri, crollata nel giugno 2004 |
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23 ) BAI DE DONES - RIFUGIO SCOIATTOLI |
S ( 336 ) / **** / h. 2 |
Passeggiata non lunga ma con un dislivello medio ( 336 metri ) , che raggiunge il Rifugio Scoiattoli con un percorso diverso dal precedente e che potrà maggiormente impegnare i meno allenati .
Si parte , come nella passeggiata precedente, dal Rifugio Bai de Dones dove imbocchiamo , sulla destra guardando il tragitto della seggiovia , il sentieroIIIIIIII 422 che , con una piccola salitina, porta ad un percorso in falsopiano nel bosco . Dopo 15' minuti di cammino giungiamo nei pressi di un tornante della SS. 48 dove vi è la diramazione dei sentieri . Noi prenderemo quello che , primo sulla nostra sinistra , il sentieroIIIIIIII 440 , inizia subito la sua salita . |

Il Passo Falzarego e l' Averau
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Il sentiero sale costantemente , ma senza duri strappi , nel fitto bosco . Dopo circa 45' minuti di cammino il bosco inizia a diradarsi per far posto a un fondo di sassi e di rado prato .
La vista si apre e l' Averau svetta sopra le nostre teste mentre ci conforta la sagoma del Rifugio Scoiattoli che si intravede in lontananza . Si continua la salita , ora meno ripida , per non più di un ora fino a raggiungere la nostra meta .
VARIANTE : questa passeggiata ( oltre la variante descritta in precedenza ) è facilmente abbinabile con la stessa passeggiata n° 21 diventando così un bellissimo percorso ad anello di non eccessiva difficoltà e di 4 ore di cammino . Dovendo fare il percorso ad anello sarebbe però preferibile compierlo nel senso opposto ( e cioè Bai de Dones - Rifugio Cinque Torri - Rifugio Scoiattoli - Bai de Dones ) in quanto la salita si presenta più agevole .
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L' Averau , il Nuvolau e Ra Gusela con ai piedi il Rifugio Scoiattoli |
Bai de Dones , il Rifugio Scoiattoli e le Cinque Torri ( clicca per vedere i percorsi 21 + 22 ,- eventuale anello - rosso - , e la salita sotto la seggiovia - blu ) |
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24 ) PIE' TOFANA - COL DRUSCIE' - ( in funivia ) - RA VALLES - FORCELLA RA VALLES - PIE' TOFANA |
A / S ( 104 ) + D / ***** / h. 2,10' |
Passeggiata bella e spettacolare per le magnifiche vedute su Cortina che si hanno affacciandosi da Ra Valles e dalla Forcella , ma che potrebbe nascondere qualche difficoltà nella discesa della forcella per la sua pendenza .
Si parte da Piè Tofana che raggiungiamo comodamente in auto . Alle spalle della Baita imbocchiamo il sentiero IIIIIIII442 che percorriamo per non più di 5' minuti. Il bosco è fresco e piacevole . Sulla sinistra sgorga una limpidissima sorgente dove possiamo riempire le nostre borracce .
Usciti dal bosco ci affacciamo sulla spianata della Val Drusciè . Sulla destra imbocchiamo il sentiero IIIIIIII411 che inizia a salire verso il Colle . In 20' minuti superiamo i 104 metri di dislivello che ci separano dalla stazione della funivia .
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La spianata detritica di Ra Valls vista dall' alto ( clicca per vedere il percorso )
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I 690 metri di dislivello che separano Col Drusciè da Ra Valles preferiamo farli comodamente in funvia . Questo secondo tratto della Freccia nel Cielo passa altissima sul ghiaione che scenderemo , e che d' inverno è una impegnativa pista nera , e sulla Val Drusciè . Affacciati a gustarci il panorama riusciamo a distinguere il sentiero che ci aspetta .
Giunti a Ra Valles imbocchiamo in discesa il sentiero IIIIIIII407 . Sempre su sassi , mantenendoci sulla destra alla biforcazione , in 25' minuti raggiungiamo la visibile Forcella Ra Valles . Da qui inizia la discesa su ghiaione . Il sentiero per i primi 10' minuti scende in un canalone non ripido e ci porta ad un piccolo pianoro . Tra le guglie di roccia che svettano la vista su Cortina è sublime . Col Drusciè in basso non sembra avere l' altezza che ha .
I più agili da qui possono tentare la veloce e divertente discesa a saltelli , noi procediamo con cautela a piccoli passi sul zigzagante sentiero . Superato il tratto più ripido il sentiero continua la sua discesa costante . Alcuni tratti sono altamente panoramici . Oramai abbiamo lasciato la Forcella da un ora e sbucando dai pini mughi incrociamo la pista preparata .
Tagliata questa , di fronte , il sentiero prosegue nel bosco la sua discesa e in 20' minuti ci riporta a Piè Tofana .
VARIANTE : Per chi vuole iniziare la passeggiata da Cortina si può prendere la Funivia alle spalle dello Stadio del Ghiaccio e salire due tronconi . Una volta scesi a Piè Tofana, a meno che non si voglia raggiungere Cortina a piedi , risalire a Col Drusciè come descritto all' inizio della passeggiata e prendere la Funivia in discesa per Cortina .
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L' inizio della discesa sul ghiaione |
Una veduta su Col Drusciè e sulla Valle dal pianoro lungo il ghiaione |
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25 ) FIAMES - COL ROSA' |
S ( 846 ) / ***** / h. 3 ( + h. 2 per il ritorno ) |
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Il Col Rosà è quella montagna che in tutte le classiche vedute di Cortina le fa da sfondo , a chiusura della Conca e per delimitare l' inizio della valle che porta a Dobbiaco e in Pusteria , alla sinistra del Pomagagnon .
Il Col Rosà con i suoi 2166 metri non è una cima eccessivamente alta ma rappresenta pur sempre una meta ambita sia per il notevole dislivello da superare ( 846 metri in non più di 4 km. di percorso ) , sia per la sua posizione dominante su Fiames , sulla Valle e sulla Conca di Cortina che offre notevole soddisfazione a chi raggiunge la Croce di sommità .
La cima del Col Rosà è raggiungibile anche con l' impegnativa Ferrata E. Bovero che sale dal Passo Posporcora . |
Il Col Rosà visto dal Corso di Cortina |
Il nostro punto di partenza è Fiames , raggiungibile in tutti i modi . Da qui ci inoltriamo ,in direzione nord , verso Ra Stua-Dobbiaco , nel rado bosco che parte dalle spalle dell' Albergo e costeggia la pista dell' ex Aeroporto , percorrendo per circa un chilometro il sentiero ben visibile. Arrivato al ponticello in legno che attraversa il Boite , lo imbocchiamo e ci portiamo sulla sponda opposta . Raggiungiamo il sentiero IIIIIIII417 , giriamo a destra e lo percorriamo in bosco per altri 500 metri circa , fino a che non incontriamo sulla nostra sinistra , il sentiero IIIIIIII447 che inizia la sua salita . A quersto punto abbiamo già camminato per quasi mezz' ora .
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Il Col Rosà visto da Fiames |
Il sentiero inizia a salire , prima in bosco e poi su un terreno detritico , in modo abbastanza ripido . Lungo il terreno detritico sono ben visibili gli omini di pietra che indicano la strada anche se non è che ce ne sia bisogno . Dopo un altro tratto in bosco , superata una vecchia frana , il sentiero sale con un percorso stretto e a zig-zag cun un ripido tratto a scalinata formata da paletti di legno . Al termine di questo tratto ci si trova su un piccolo pianoro , dal quale si può ammirare una ripagante vista , all' inizio di un altro tratto nel bosco . Oramai siamo già ad un ora di cammino e siamo saliti di appena 250 metri .
Il tratto in bosco è piacevole . Il sentiero sale sempre costantemente senza sosta . Non è difficile individuare giocosi scoiattoli . Numerosi uccelli fanno sentire i lori cinguetii . Dopo circa mezz' ora di bosco , questo pian piano si dirada e inizia un tratto di un' altra mezz' ora tra mughi che ci porta fino a un pianoro delimitato da una serie di grossi massi . Qui non è difficlie individuare le vecchie postazioni di guerra che dominavano la Valle sottostante . Una postazione è messa sotto il costone di roccia praticamente a strapiombo su Fiames .
Superate queste formazioni rocciose percorriamo un brevissimo tratto in falsopiano . Dopo alcuni minuti il sentiero inizia nuovamente a salire , e questa volta in modo abbastanza deciso, lungo un ripido canalone delimitato ai due lati da cespugli . Se si ha tempo e voglia tra questi cespugli si riescono a trovare buone quantità di saporitissimi mirtilli . Il canalone sale deciso e non ci lascia molto spazio per la visuale .
Dopo circa una 40' minuti di costante salita il canalone improvvisamente si allarga e il nostro cammino diventa di una pendenza più accettabile . Oramai siamo arrivati sulla sommità della montagna ma dobbiamo ancora percorre circa 500 metri di largo crinale . Il cammino non è difficile nè pericoloso , ad onta di quanto segnalato sulle piantine , ma dato che lateralmente vi sono i due strapiombi , anche se dal centro non è che si vedano molto , occorre prestare la massima attenzione . Man mano che si sale il crinale tende a restringersi e i due estremi laterali sono sempre più visibili .
Oramai la croce di sommità è visibile davanti a noi e , con un ultimo sforzo , la raggiungiamo potendo così apporre con fierezza la nostra firma sul quaderno lì custodito in una scatola di ferro .
Il panorama è superbo . Dal lato opposto , di fronte a noi , arrivano salendo dal nulla gli escursionisti che si sono cimentati lungo la Via Ferrata E. Bovero . Anche se non eccessivamente alto ( 2.166 metri ) il Col Rosà gode di una magnifica vista sul Pomagagnon , Fiames e la Conca di Cortina , e le Tofane in quanto , anche se facente parte del loro gruppo montuoso , sorge leggermente scostato da esse .
Il ritorno è per lo stesso percorso dell' andata . |
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La vista dalla postazione militare affacciata su Fiames |
La croce in cima al Col Rosà |
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