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NUOVO RACCONTO

C' ERA UNA VOLTA ... ...SANTA TERESA

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Racconto ...

 

UNA GIORNATA

D' ALTRI TEMPI

racconto inedito ispirato alle vicende del libro

 

Oggi è una bella giornata di sole.

Mi affaccio al balcone che da sul lungomare. Il mare calmo luccica ai raggi del sole. A ponente i declivi strapiombanti della costiera invitano ad una giornata al mare, dal lato opposto la scura e fumante sagoma del cementificio fa da sfondo alla curva del golfo. L’aria non è afosa, andrò al mare a piedi così potrò fare anche una passeggiata.

Esco dal portone, giro per via Santi Martiri, e davanti la biglietteria della SITA, piena di gente, vedo il venditore di occhiali che tenta di convincere un passante all’acquistodi un bel paio di occhiali da sole. Il Corso è sempre animato e trafficato con macchine ferme in seconda e terza fila. Ma perché non fanno un isola pedonale? penso. Cammino verso Portanova.

Ho voglia di un buon caffè ma la “Casa del Caffè” è troppo affollata. Do un occhiata ai manifesti dei film in programma al Metropol e al Capitol. Proseguo. Il caffè lo prendo da Medici , ottimo! Attraverso per vedere anche le bacheche dell’ Astra mentre il caramellaio sta spianando sul marmo il profumatissimo bollente impasto delle caramelle “d’orzo”. Scendo per Portanova zigzagando tra le macchine in sosta e mi vien voglia di un fresco gelato “banana” di Buonocore, ma ho appena preso il caffè e allora tiro dritto.

Eccomi a lungomare. Nella piazzetta prospiciente , seduta su uno scanno , la robusta signora che vende i palloncini sta armeggiando col gonfietto per approntare la propria mercanzia, dei ragazzi si fermano al carretto per comprare un “cuoppo” di lupini, due fidanzatini si scambiano tenerezze su una sgangherata panchina. Il trenino “Freccia del Lungomare” è in sosta nella corsia centrale in attesa delle corse della serata. Un sordo fischio, e il richiamo “sgielat a limò” annunzia che nei paraggi c’è Faustino col suo carrettino. Acquisto un cono, 30 lire, ma per il caldo inizia subito a gocciolare; mi fermo ad una delle fontanelle in muratura per sciacquarmi le mani. Passa il Vigile Urbano sulla sua bicicletta nera e ci scambiamo un cordiale “buongiorno”.

All’ Imbarcadero è in partenza il motoscafo per la gita ai “Due Fratelli”, sugli scogli adiacenti dei ragazzi armati di canna e lenza attendono che qualche “mazzone” , o magari anche un cefalotto , abbocchi mentre nel viale alcuni pescatori, col volto rugoso cotto dal sole e dal mare, sono intenti a riparare le loro reti. La pizzeria “Boccadoro”, sulle caratteristiche palafitte, è ancora chiusa e nel Parco Giochi un nonno fa divertire l’amata nipotina. Passo per le “chiancarelle”, che di giorno non incutono tanto timore, e sbuco a Via Porto. Ci siamo quasi. Supero i cantieri navali, i “Canottieri”, la Fabbrica del ghiaccio, al Mercato del pesce stanno finendo di lavare i banchi di marmo , vedo i primi stabilimenti balneari, il 1° Elisa, 2° Elisa, le rosse cabine del Savoia.

Eccomi arrivato . Entro. La sala è viva e allegramente rumorosa. Il juke-box suona “Ciao ciao” di Petula Clark, i ragazzi si affollano attorno al “Solitaire”, il flipper più ambito. La mia cabina è al secondo quadrato, mi spoglio, l’acqua è pulita come sempre, nuoto fino ai bidoni delle cozze. Un amico che sta facendo un giro sulla "scappavia" mi passa vicino e mi saluta . Mi asciugo e torno in sala dove tengono banco i commenti su Gimondi che ha appena conquistato la vittoria al Tour de France mentre nelle discussioni di calcio la fanno da padrone i tifosi dell’ Inter del “mago” Helenio Herrera. Ho voglia di un altro gelato: un “Camillino” Eldorado andrà bene.

E’ ora di andare, il sole ora è alto e cocente, prenderò la filovia. C’è il “2 Fratte-Porto” che sonnecchia in attesa al capolinea. Il bigliettaio sul suo sedile di fianco alla porta posteriore mi stacca il biglietto: 50 lire. Puntuale la filovia parte, percorre tutto il lungomare a quest’ora deserto, alle Poste gira per salire via Dei Principati. Chiedo di aprire le porte e scendo davanti al pergolato di Nicola dei Principati; l’aria è pervasa da un invitante profumo di zuppa di pesce; in vetrina le aragoste, ignare del prossimo destino, muovono le loro chele. Rientro a casa. Riposo. Stasera vado al Vestuti: c’è il Cantagiro …e poi una bella pizza “a libretto” da Campagnolo alla Rotonda.

E’ stata proprio una bella giornata ..…

... una giornata d’altri tempi !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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